
Saluti da Maglie. Dalla fine dell’ottocento agli anni cinquanta, la storia della città raccontata dalle cartoline
COSIMO GIANNUZZI, Saluti da Maglie. Dalla fine dell’ottocento agli anni cinquanta, la storia della città raccontata dalle cartoline. A cura di Maria Rosaria De Lumè, Cooperativa Obiettivo Giovani Maglie, Editrice Salentina, Galatina 1999, pp. 170.
Si tratta di un libro di cartoline, appunto. non di semplici fotografie: queste ultime, di fruizione limitata per loro natura, sono destinate a parenti e amici; la cartolina, invece, è fatta per viaggiare ed è proprio questo suo andare di città in città che la carica di un fascino particolare: la cartolina è un monumento che si vuol erigere a eventi che si considerano così importanti e seri - siano essi fatti politici di rilievo o avvenimenti di quotidianità familiare – da volerli comunicare pubblicamente.
Questo volume. oltre alla cura di Maria Rosaria De Lumè, che ne è stata esperta e raffinata redattrice, con alle spalle lunga esperienza giornalistica e grafica, deve la sua personalità alla ricerca, al gusto e allo stile di Mino Giannuzzi, da molti anni sociologo sensibilissimo nel decodificare – in questo caso utilizzando lo strumento iconografico – la storia della sua città, il suo percorso urbanistico e sociale nei primi cinquant’anni del secolo che ora si chiude.
La narrazione fotografica si articola in tre parti. Il contenitore: monumenti, vie piazze, muri, pietre, statue, ville e fontane : il contenuto: manifestazioni pubbliche, eventi privati e personaggi; la pubblilcità : cartoncini e cartoline pubblicitarie delle numerose aziende cittadine. Poche e brevi le didascalie, volutamente, naturalmente.
Saluti da Maglie si può sfogliare con curiosità superficiale nostalgia inutile e solipsistica. Ma si consiglia sommessamente di leggerlo (cioè di guardarlo) con occhio attento, con sguardo lungo e lento, per cercare bei monumenti o scene piacevoli, un dato storico o antropologico o urbanistico, secondo i gusti. Solo così nella memoria di ognuno si ricostruisce e vive l’immagine evocata.
Questo libro ci ricorda che se è vero che il passato viene a noi attraverso la parola e l’immagine, è proprio l’immagine che spesso parla molto più della parola. Lo avevano compreso i greci, dai quali abbiamo ereditato – fra i moltissimi – anche il termine “storia” che viene dal verbo istorein , che vuol dire, appunto, “vedere”»
Fernando Cezzi

Un’opera straordinaria, scritta da una persona straordinaria. L’ho comprato quest’estate e “guardato” con occhio indagatore e curioso. Un percorso sociologico e storico di Maglie fatto di immagini e di parole nascoste.
Ottima segnalazione Gianfranco!!!