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Archivio per novembre 2009

Salento: Marina di Novaglie (Lecce)

Il Salento leccese comprende l’intera provincia di Lecce, che si estende per circa 2.760 kmq, con 97 comuni e 39 frazioni che sfiorano l’altitudine massima di 201 m s.l.m. L’area è geograficamente delimitata da Punta Palascìa (nei pressi di capo d’Otranto) e Punta Rìstola (presso il Capo di Santa Maria di Leuca): si tratta dell’estremo lembo del tacco d’Italia, una porzione di territorio bagnata dai mari Adriatico e Ionio, che si incontrano presso il Capo di Santa Maria di Leuca e si affacciano nella vastità del mare Mediterraneo.

La morfologia dell’area salentina leccese è quella tipica dell’altopiano carsico, contrassegnata dalla presenza di grotte costiere e inghiottitoi; assente quasi del tutto il reticolo idrografico superficiale, al contrario di quello sotterraneo. (more…)

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Cutrofiano: Palazzo Filomarini

Cutrofiano: Palazzo Filomarini

Oggi, 27 novembre, h 18:30, nella Sala Consiliare, si terrà la presentazione al pubblico degli esiti del recente “Intervento di ICS e Progettazione Specialistica Preliminare” sulle superfici murali del Palazzo Ducale Filomarini.

La relazione centrale, accompagnata da una proiezione documentativa, sarà tenuta dal professore Giuseppe Maria Costantini, il restauratore di beni culturali che ha curato l’intervento per conto di questo Comune e con l’Alta Sorveglianza del MiBAC – Soprintendenza BAP di Lecce. (more…)

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Le emozioni si somigliano tutte: il rimpianto per ciò che si è lasciato alle spalle, partendo per mete lontane in cerca di lavoro; la rinascita spirituale nel ritrovare gli oggetti, i simboli, i valori dell’infanzia, la disperazione per la perdita di una persona cara e per le abitudini che con lei si estinguono, sono tutti sentimenti di un unico padre che, nei corsi e ricorsi della propria storia personale, finiscono nel calderone delle emozioni vissute, perse e ritrovate.

Foto ed elaborazione grafica di Agnese Bascià

Chi ha la capacità di descrivere con parole o in versi, meglio di altri, queste emozioni, e rappresentare una terra – quella pugliese o più in particolare il Salento – non ha bisogno di vivere stabilmente nei luoghi di cui racconta, ma riesce a carpirne lo spessore culturale dalle esperienze altrui. (more…)

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testa moro

Testa di moro

E’ domenica mattina, dopo giorni di pioggia abbondante finalmente il sole. Armato di macchina fotografica e con il mio piccolo al seguito, decido di andare a caccia di stemmi. Salito in macchina decido di portarmi a Cursi, pochi chilometri dopo Maglie  giunto nella piccola frazione di Morigino mi viene in mente che da qualche tempo la facciata della splendida parrocchiale di San Giovanni Battista (1598-04), è stata restaurata e io non l’ho ancora vista. Perché allora non approfittarne e dare uno sguardo?

Al semaforo subito a sinistra, percorro la breve, e quasi unica, strada della frazione sino a giungere nell’ampia piazza. Eccola! (more…)

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Grappolo di negramaro (foto A. Miccoli)

Il territorio provinciale di Brindisi, dal punto di vista morfologico, si può distinguere in due parti. Nella zona settentrionale è possibile ammirare le propaggini meridionali del complesso altipiano calcareo delle Murge, che digradano dolcemente procedendo verso Sud, andando ad annullarsi nel Tavoliere di Lecce. Tra queste due aree si pone l’Istmo messapico (o “Soglia messapica”), che segna l’inizio di quell’entità dalle caratteristiche geografiche autonome rappresentata, appunto, dalla Penisola Salentina.

Le singole componenti territoriali dell’area brindisina presentano caratteristiche morfologiche abbastanza definite. (more…)

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Viaggio iconografico

Ghirlanda Barocca

Ghirlanda Barocca

Il barocco leccese è un tripudio d’autunno. Capitelli, portali, finestre, cornici, stemmi, mensole, archi, lunette, trabeazioni e altari si impreziosiscono di frutti autunnali e natalizi, tipicamente salentini e mediterranei, come dono del lavoro contadino e della generosità della terra offerto a Dio. (more…)

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Italian vineyard (foto di Gianfranco Budano)

Imponenti ulivi secolari che affondano le radici nella terra pietrificata, immense distese verdeggianti di vitigni autoctoni, terrazze assolate occupate da fichi e tabacco messi ad essiccare, spalliere di spinosi e succulenti fichi d’India fucsia ed arancioni, muretti a secco adornati da capperi e rovi che si rincorrono, antiche masserie (more…)

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di Paolo Marzano

Castello degli Acquaviva: area da recuperare

Castello degli Acquaviva: area antistante

Da attento e appassionato osservatore delle bellezze architettoniche ritengo che il saper vedere possa far la differenza per chi tiene a cuore il patrimonio dei beni storico-artistici di cui sono letteralmente disseminati molti comuni salentini: come nell’esempio dell’enclave cittadina di cui vi parleremo.

Si tratta della ricostruzione ‘virtuale’, ancorché effettivamente molto plausibile, della parte sud-ovest dell’imponente castello degli Acquaviva a Nardò. Proprio in questa parte, infatti, ora inglobata dall’edilizia, addossata al castello, sorge un originale esempio, di un bellissimo torrione a ‘mandorla’.

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di Jenny Manisco

Castello di Acaya - torrione

Castello di Acaya - torrione

Quanto il Salento sia una terra devota alla cultura e all’arte non è mai stato così palese, forse, come la scorsa estate. Una stagione tanto ricca di manifestazioni ed eventi culturali sparsi sul territorio da inebriare chiunque si trovasse nella coinvolgente Japigia.
E nell’eterogeneo caleidoscopio costituito dalle offerte di intrattenimento culturale, le mostre d’arte l’hanno fatta da padroni: dai seducenti disegni di Milo Manara esposti a Brindisi, ai ritmici segni di Mirò ad Otranto, solo per citare i nomi più prestigiosi e conosciuti. Fino ad imbattersi in un nome che, quanto a popolarità, non è secondo a nessuno nel panorama internazionale: Leonardo da Vinci.

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Pasquale Urso: La pausa per il pranzo (Olio su tela)

Pasquale Urso: La pausa per il pranzo (Olio su tela)

La voglia di riscoprire le proprie radici è sentimento diffuso di questi tempi, una “riscoperta” intesa soprattutto in senso storico e culturale.

Un caro amico volle regalare a un pubblico ampio, fatto di studiosi, ma anche di semplici curiosi, una chicca che merita di essere conosciuta da tutti e, magari, portata nelle scuole salentine perché il recente passato di una comunità, l’intero patrimonio di una civiltà, diventi patrimonio delle future (more…)

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di Paolo Marzano

Place Publique de la Ville de Nardò (Neretum), Abraham Louis Ducros, acquerello, 1778

Place Publique de la Ville de Nardò (Neretum), Abraham Louis Ducros, acquerello, 1778

“Place publique de la ville de Nardò (Neretum)”. E’ titolato così l’acquerello di Abraham Louis Ducros del 1778. La scoperta di nuove tracce che testimoniano il passato di una città, affascinano e incuriosiscono, specialmente, gli appassionati di queste tematiche. D’altronde, rappresentano visioni, ma anche prove di una storia che con il tempo, stratifica modi di vivere, emozioni, usi, costumi e sensazioni che la città regala.

 

Si tratta di un disegno importante e carico di informazioni che coincidono, in parte, con la realtà odierna, e che, se analizzato a fondo, evidenzia particolari molto interessanti.

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