La civica Amministrazione di tanto in tanto si ripropone il problema di come rivitalizzare il centro storico e questo non può che far piacere a quanti seguono con interesse le sorti di una plurisecolare città com’è Nardò.
Ai vagiti seguano però le grida, così che il risveglio non sia ulteriore motivo di inganno e delusione, ai quali, purtroppo, siamo abituati.
Condivisibile dunque quanto più volte manifestato da gruppi spontanei di cittadini o associazioni e fa piacere che qualche amministratore finalmente presti la dovuta attenzione ad una realtà che oramai non si può più negare. Il centro storico di Nardò esiste, piaccia o no, e quindi va salvato, recuperato, rivalutato, perché lo desidera il politico, ma soprattutto perché lo vuole la popolazione.
Lo auspicano anche i tanti turisti che ormai ci visitano con assiduità ed i numerosi commercianti che con grande sacrificio aprono quotidianamente le loro saracinesche sperando sempre che qualcosa di nuovo ci sia sotto il sole. Tutti dunque sono concordi e forse è arrivato il momento che le idee ed i suggerimenti da più parti proposti si concretizzino. Confidiamo, ancora una volta, nell’ entusiasmo di sparuti amministratori, che devono seriamente prendere a cuore il destino del centro storico.
Due grossi contenitori di recente sono stati offerti alla città, ed entrambi in posti nevralgici, sui quali più volte ho proposto di impiantare la rinascita del centro storico. Mi riferisco in particolare all’ asse Piazza della Repubblica, Via Vittorio Emanuele, Don Minzoni, Lata e Nicola Ingusci, oltre a via Duomo. Niente di più intelligente poteva esserci offerto sin dal XV secolo, quando la città registrò il suo definitivo ampliamento, con la struttura urbanistica tuttora sotto i nostri occhi.
E’ da lì, ribadisco, che debba rinascere la città commerciale, politica, turistica ed artistica. L’ arte, grazie al cielo, è già presente ed è straordinaria (si pensi allo snodarsi del complesso del Carmine, del Teatro, della piazza, di S. Domenico).
In piazza ci sono due importanti strutture sulle quali conviene soffermarsi: l’ex “pretura”, già palazzo municipale, e il “circolo cittadino”, già Sedile. Su queste investirei molto: come in tantissime occasioni ho scritto alla prima ridarei la sua funzione storico-politica, impiantandovi gli uffici del Sindaco e dei suoi assessori, oltre la sala consiliare, all’ uopo trasformata in sala conferenze o galleria. La seconda, il Sedile, la adibirei a sede della Polizia Urbana. . Alle varie associazioni riserverei locali più periferici.
Nel poco distante complesso dei Carmelitani troverebbero collocazione alcuni uffici, oggi ospitati in strutture prese in affitto. Nel castello impianterei, oltre all’ assessorato al Turismo, con un adeguato servizio di informazioni ed accoglienza turistica, gli altri uffici.Emerge chiaramente la vicinanza fra tutto, con evidente risparmio di mezzi e di tempo, essendo molto più rapido spostarsi per esempio dalla piazza al castello, anziché dal castello a via Due Giugno o, ancor peggio, per recarsi all’ assessorato al Commercio.
Fin troppo evidente lo sviluppo immediato che si avrebbe e naturalmente l’ operazione richiamerebbe attività commerciali, recupero di immobili da decenni chiusi o sfitti, restyling degli edifici privati e così via. Ovvio che l’ asse in questione sarebbe interdetto dalla circolazione con automezzi, fatta eccezione per i veicoli autorizzati.
Non è fantascienza! Tutti i centri storici d’ Italia lo hanno fatto e noi siamo tra i pochi che ancora ci poniamo il problema se recuperare o meno il nostro e, ancor peggio, se chiuderlo o meno al traffico veicolare.
Non è facile, occorreranno degli anni e delle spese, ma una volta tanto sarebbe bello se anche Nardò ragionasse con lungimiranza. Così come i cittadini ancora oggi ricordano chi ha autorizzato la discarica o ha asfaltato il centro storico, allo stesso modo ricorderanno quanti hanno voluto la sua rinascita.



Caro Marcello,
a volte la cecità delle amministrazioni sbalordisce più della lucida lungimiranza di chi, come te, ama la sua città e vuole valorizzarla. Spero di tutto cuore che le tue parole facciano eco in una amministrazione che, alla luce della nuova compagine politica delineata qualche tempo fa, possa scrivere un programma anch’esso nuovo e volto alla valorizzazione e rinascita del centro storico neretino. In bocca al lupo! V.
Grazie per un bellissimo articolo! Potresti anche linkarlo sulla bacheca del Comitato ZTL su Face…
Katja
Magari, Marcello. Magari… Ma l’attuale amministrazione non mi sembra “rivoluzionaria” al punto di fare le cose che nessuno ha mai avuto il coraggio di fare. Continuiamo a sperare. E a lottare.
bellissimo, caro Marcello, ma non mi meraviglio delle tue idee, conoscendoti.
Anche possibilissimo da realizzare, e poco oneroso.
Ma un ostacolo, uno solo, è insormontabile: occorrerebbe che per poco tempo sospendessero l’attività politica dedicata ai c…i loro e pensassero alla Città.
Ti pare poco, dì, di pare poco?
carissimo marcello, la tua proposta è sicuramente interessante e possibile, l’unico vero ostacolo ritengo sia la non curanza della nosra classe dirigente troppo spesso impegnata a risolvere beghe di partito. Il nostro centro storico non ha nulla da invidiare a quello di tanti paesi limitrofi che hanno saputo valorizzarlo e a farne un biglietto da visita per il turismo e l’economia!!! Speriamo che qualcuno cominci a parlare di coase reali e faccia qualcosa di concreto per la nostra bellissima cittadina!!!. Grazie per il tuo pezioso contributo.
grazie a voi per l’apprezzamento. Se il centro storico neritino non viene seriamente salvaguardato rischia l’isolamento e, ancor peggio, la distruzione. E’ appurato che nel sottosuolo vi siano cavità, supposti camminamenti, cisterne, cedimenti. Tutto questo lo rende incapace di sopportare il traffico veicolare quotidiano. La pavimentazione di allora era stata realizzata per il peso dei traini e delle carrozze e quindi era adeguata. Ma se oggi viene percorsa da un camion o da vari automezzi di un certo peso (es. trasporto merci, carburanti per le case, SUV), è chiaro che a lungo andare debba cedere. Questo è il motivo principale per cui occorre chiuderlo al traffico veicolare, al più presto. Ecco perchè ho proposto delle idee che lo rivitalizzino senza che diventi un ghetto. Ma il dio commercio governa tutto e prima di esso la dea ignoranza. Sto seriamente pensando di fare una colletta tra la popolazione per acquistare e regalare ai nostri amministratori una casetta nel centro. Solo così si preoccuperanno di sistemarlo, tutelarlo, salvaguardarlo
Io credo che valga la pena dirsela tutta senza infingimenti. Il futuro di Nardò non è più da tempo il Cemtro storico. Si è perso troppo tempo e oggi i problemi sono altri e tanti e molti di più di un tempo per l’inerzia del PA di questo paese. Basti pensare a come si sta trasformando la collina di santa caterina e a come le cenate da area di pregio con valenze caratteristiche si stia trasformando in “borgo” o residence che stanno letteralmente strangolando il territorio.
Non esiste programmazione di alcun genere. E non può essere il rifacimento del basolato a ridare vita o mo-vida alla città vecchia che ha bisogno certo degli interventi di cui dice Marcello, ma anche di altri interventi che rinnovino e ridiano al centro storico respiro. A che serve il mercato coperto che potrebbe essere buttato giù e ampliata l’area della piazza delle erbe con un restyling intelligente e appropriato al contesto?
Oggi ho legittimamente preso una multa per avere parcheggiato nei pressi del Carmine. Ma, senza parcheggi a pagamento dove è possibile trovare area di sosta ?
E…comunque, con tutto il rispetto per le persone ci servono altri che non Petulicchio, Calignano e compagni, a partire dal Sindaco. Saluti
caro Luciano perdonami se insisto, ma il centro storico va recuperato a tutti i costi, perchè le radici di una città non possono morire. Se dovessimo spostare il centro di attenzione e la rivitalizzazione dovesse partire da Santa Caterina e dintorni, lasciando ai suoi destini l’agonizzante centro storico credo che cambierei luogo di residenza, rinnegando la mia città e la sua storia. La vita alle Cenate e alle marine è limitata a due-tre mesi l’anno, a Nardò si vive per il restante tempo ed è qui che gravita la vita. E’ qui che ogni pietra riporta la storia vissuta, l’arte, le rivoluzioni, lo sfruttamento, la ricchezza e la povertà. Colgo invece positivamente la tua bella idea di demolire il mercato coperto per ampliare la piazza delle erbe. Si al restyling, all’innovazione, alla modernizzazione, ma mai all’abbandono. Anche se dovessi restare solo a difendere la storia e l’arte di questa città, continuerò la mia lotta, magari contro i mulini a vento. Non farlo sarebbe per me un problema di coscienza, serio!
Apprezzo le tue idee-progetto di rivitalizzazione del centro storico di Nardò e le ritengo punti qualificanti da cui partire per una progettualità complessiva e più sistemica che tenga conto della qualità urbana e della vivibilità, dell’utilizzo ottimale del patrimonio architettonico con l’allocazione di uffici direzionali importanti, del necessario impulso da offrire alle attività commerciali, specie quelli della tradizione, di botteghe, di attività in genere che richiamino giovani e turisti per ridare al borgo antico la connotazione di “cuore pulsante” della città.
La limitazione del traffico dovrebbe essere seriamente realizzata con la possibilità di fruizione del sistema delle “bike sharing”, come sta avvenendo a Lecce in questi giorni.
Bravo Marcello, hai mosso l’opinione pubblica verso un problema che sta a cuore di tutti noi, che amiamo la nostra città, a differenza di quei ben noti personaggi che hanno consentito la distruzione del centro storico, in barba a regolamenti edilizi e piani del colore, che pure esistono.
La scelleratezza fino ad oggi l’ha fatta da padrona: possiamo ancora invertire la rotta, trovarci ed insieme costruire un progetto completo da affidare alla città ed ai cittadini più autentici.
per riprendere il discorso
Come ben comprendi il discorso è, necessariamante, molto articolato e deve essere affrontato in maniera equilibrata e ponderata, proprio perch… Visualizza altroè la città è un corpo che vive. Il Centro storico di Nardò ha caratteriustiche tutte sue. Ha bisogno di interventi che vanno graduati nel tempo e certamente modulati con intelligenza. Ho recuperato cose dette più di 30 anni fa in un incontro al Centro Servizi Culturali che allora era in via Duomo. “…ad esempio un più alto grao di fruizione del centro amministrativo che si vuole ottenere con la realizzazione del nuovo palazzo di Città, sisarebbe potuto raggiungere nel centro storico con il recupero dell’esistente patrimonio edilizio comunale…” Potrei continuare. Sono decenni, non anni che alcune cose importanti da fare si sanno e nel frattempo il rischio è, per esempio, che si faccia un passo in avanti e poi ancora due indietro. A titolo di esempio: sai bene che dopo dieci anni circaa il Centro servizzi Culturali è stato riaperto nel Convento dei carmelitani ridando un sofio di vitalità a quell’area dove pure esiste il GSN. Ora c’è il rischio che sia chiuso per sempre per scelte regionali improvvide. Etc.Etc. per non dire della follia del Caffè Corona e dell’obbrobbrio che grida vendetta delle insegne che hanno cancellato un pezzo della storia di Nardò.
Mi fermo qui.