di Augusto Benemeglio
Sono pochi, sono rari, i creativi. E lui, Edoardo De Candia, l’Anglo, Odoacre, il Vikingo, il Cavaliere della Notte, il Santo bevitore, il Matto di Lecce, lui lo era davvero. Una via di mezzo tra Ligabue, (lo scemo del villaggio, grezzo, istintivo, infantile) e Van Gogh, uno che intingeva i pennelli nel proprio sangue, pittore per disperazione, emblema del dramma dell’artista che si sente escluso dalla società. E De Candia, come Van Gogh, come Ligabue, fu escluso dalla società e, come loro, morì pazzo senza che la sua arte sia stata riconosciuta in vita.
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