di Titti De Simeis
Piano
Scialle
di
pioggia sottile.
Acqua
di seta
svestita di
sale,
balbetta
un abbraccio col vento
e
si ferma,
in pause d’insonnia.
23 febbraio 2012 di Redazione
di Titti De Simeis
Scialle
di
pioggia sottile.
Acqua
di seta
svestita di
sale,
balbetta
un abbraccio col vento
e
si ferma,
in pause d’insonnia.
Pubblicato in Poesia, Poesie, Scrittori salentini | Contrassegnato da tag poetesse salentine, poeti salentini, titti de simeis | 7 commenti

…la musica giusta è quella di un piano,il ritmo è lieve,lento quasi fermo,impercettibile.una alla volta le gocce coprono la strada,coperta umida,scialle di ricordi,stillicidi e fermi-immagine.il suono giusto è quello della carta crespa tra le mani,quel lucido sottofondo liscio e ruvido,sottile e grinzoso,trasparente e duro,levigato e sincopato come tutti i pensieri.come quella fronte appoggiata al vetro di una finestra e lo sguardo che esegue il suo disegno,la mente fotografa quella sensazione,quell’emozione,quel ricordo.Dove finisce la pioggia? dove si perde la goccia che è passata sul viso un secondo prima? dove finiscono i nostri momenti persi tra un fotogramma e tutti i deja-vu che balbettano sui ricordi? dove finisce questa nuova notte,insonne come altre notti mentre tenta goffa un abbraccio con il vento,mentre malferma sulle gambe ci costringe a scrivere?…un miliardo di volte,Titti…
… e come posso dirti l’indicibile emozione che mi restituisci con i tuoi pensieri? Grazie, Lele, tutte le volte che posso, ed anche di più …
Bella poesia
Ma che quadro magnifico l’accompagna! Una grande regia! plauso. marco
… merci, Marco, lusingata …
Cara Titti, poesia molto delicata, mi piace… è davvero bella!
Ottima la scelta del quadro di Langowsky… che dà emozioni, sentimenti e pensieri che sono nei tuoi versi… complimenti! Lucio
… Lucio, ti ringrazio infinitamente della tua ‘presenza’, sempre e con affetto, tra le mie righe. Leggerti è sempre così bello! …
L’atmosfera è irreale, onirica, fiabesca., eppure così vera, parlante, universale.
Quella pioggia sottile, che avvolge e protegge col vento che la plasma e la sostiene, questa candida atmosfera di simbiosi estrema con la natura amica, ha qualcosa di profondamente religioso, spirituale, trascendente. C’è il Dio di Spinoza in questi versi! C’è la sintesi magistralmente espressa della comunione col mondo, della consapevolezza che solo sposando la Natura, l’Uomo può trovare il nucleo della sua vera essenza!