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Archivio per la categoria ‘Architettura’

di Santo Venerdì Patella

Santa Maria di Pompignano

Santa Maria di Pompignano

La chiesa di santa Maria di Pompignano si affaccia sulla statale Maglie-Santa Cesarea Terme, il suo aspetto è inconfondibile col pronao ad arco d’entrata ogivale (probabilmente quattrocentesco), che più modestamente ricorda quello monumentale di Santa Maria dell’Alizza ad Alezio. (more…)

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di Paolo Marzano

Osanna di Nardò interno cupola

Vista dall’interno della cupola del tempietto dell’ Osanna a Nardò (1603) – Foto di Fernando Pero

E’ importante dunque, in questo studio, notare come la presenza di ‘paramenti’ sacri e la loro ‘diversità di propagazione’ nell’uso liturgico, diventi vettore di utile e diretta comunicazione. Il Salvio, a quanto dice l’abate Vincenzo d’Avino, (more…)

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di Paolo Marzano

nardo_blaeu

Mappa della città di Nardò – Joan Blaeu, Amsterdam 1663

Se si dovesse ritenere la mappa del Blaeu dal titolo: Civitas Neritonensis vulgo Nardo,del 1663, che conosciamotratta dal “Theatrum civitatum nec non admirandorum Neapolis et Siciliae regnorum“, quanto mai veritiera, allora potremmo, con curiosità e spirito d’indagine, osservare l’originaria facciata di S. Domenico (S. Maria de Raccomandatis) riprodotta nella sua reale conformazione. (more…)

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architrave

Cannole, Museo dell’Arte olearia, particolare di architrave (1205)

È notizia di qualche settimana addietro quella inerente alla scoperta, avvenuta a fine luglio di quest’anno nelle campagne di Cannole, di un interessante architrave recante un’epigrafe datata 1205. (more…)

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di Paolo Marzano

 “… la sensibilità, che inevitabilmente confina anche con l’intuito dello studioso (e che quell’intuito per suo conto affina), è frutto della costante pratica dello studio dei documenti, delle fonti letterarie antiche e moderne, della visione paziente delle testimonianze figurative, dai più ‘vili’ manufatti ai capolavori della storia dell’arte […]. Il materiale è esaminato praticando un confronto tra le voci (le più diverse) che da esso emergono; i molti documenti chiamati in causa non sono però cementati insieme per costruire basi incontestabili a dimostrazioni forzate, ma sono accolti, anche nella forma dello scritto, come vere e proprie testimonianze da ascoltare direttamente, come ‘testimoni’ interessati nei fatti”.

Da: “Teoria e coordinate di metodo. Un esempio: Aby Warburg, di Katia Mazzucco in A.A.V.V., M. Centanni (a cura di), L’originale assente – Introduzione allo studio della tradizione classica”, Mondadori, Milano 2005.

Particolare della parte destra del Mausoleo degli Acquaviva d’Aragona di Nardò del 1545, visibili le due Virtù Cardinali: Fortezza (sx) e Temperanza (dx)

 Il Mausoleo degli Acquaviva d’Aragona di Nardò del 1545, entra a pieno titolo nella storia della scultura del Rinascimento in Puglia e del meridione d’Italia. Sempre più chiara, infatti, è l’indagine proposta che titola proprio “Intorno al Mausoleo degli Acquaviva di Nardò”, dove ‘intorno’, definisce il complesso sistema di relazioni che, una delle più antiche e nobili casate del Regno, realizzò, per secoli, dominando territori grandi quanto intere regioni. (more…)

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Ogni materia ha la sua vocazione formale, ogni forma ha la sua vocazione materiale, già abbozzata nella vita interiore.

(Henri Focillon, Vita delle forme)

di Paolo Marzano

Particolare del sarcofago sostenuto dai Duchi Acquaviva d’Aragona a Nardò 1545.

Condividere l’arte con il tempo e la storia, riconoscendone la sua umana antica espressione, pone non poche difficoltà. Gli strumenti per tentare l’impresa si trovano nella individuale predisposizione dell’approccio all’arte, dosando, e così ‘tarando’, la propria sensibilità, alle componenti alchemiche di quella “docta ignorantia” e “festina lente” (secondo la regola estetica  rinascimentale del gioco figurato tra opposti che riusciva ad educare filosoficamente alla “coincidentia oppositorum”). (more…)

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 “… che dolce pietra, la storia inquieta, mutò in Virtù”

di Paolo Marzano

Una mia ultima indagine, parla di una caratteristica importante della cultura artistica tra Quattrocento e Cinquecento riferita ad argomenti come le Muse, le Arti Liberali, le Virtù e le Sfere Celesti. Una sintesi del concetto di cultura diffusa in Italia e non solo. Prendiamo ad esempio il Mausoleo di Giovambernardino e Belisario  Acquaviva a Nardò, del 1545, nella chiesa di S. Antonio. In quest’opera appare la notevole postura ‘antiqua’ delle quattro figure, delle Virtù Cardinali; Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza. Questo monumento non ha paragoni (se non nello schema delle quattro figure delle Virtù) per fattura e precisione d’impianto. Dall’architettura della macchina ‘apparata’ fino ai monili, ai gioielli, alle grifagne e alle finiture della capigliatura con pettinatura diversa delle Virtù.

Iustitia e Fortitudo:  ph. Fausto Laneve, (per gentile concessione di don Fernando Calignano)

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di Tommaso Manzillo

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Un vero e proprio splendore. La chiesa dell’Addolorata di Galatina (1710) riconquista la sua antica bellezza e straordinarietà stupendo il visitatore al suo ingresso nella casa di Dio. L’intervento conservativo dell’altare maggiore (1716) e il restauro delle sei tele ovali raffiguranti la Via Matris, (more…)

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di Paolo Marzano

Dopo un’attenta ricerca, ecco un’ipotesi possibile di traduzione della simbologia medievale della facciata del ‘Dies Irae’ domenicano scolpito. C’è un messaggio ben preciso nel ‘retablo’ neretino. Cerchiamo quindi di tentare di comprenderne i codici.

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di Paolo Marzano

Fig. 1 - Parte (sinistra) del secondo livello della facciata di S. Domenico a Nardò

Abbiamo già affrontato, con la dovuta cautela e seguito con particolare interesse, la probabile lenta ‘costruzione’ di quell’affascinante soluzione plastico-volumetrica che viene definita come  la ‘colonna inglobata’. Il Riccardi l’adotta nei quattro sostegni del Sedile, nell’angolo al lato destro della facciata di S. Croce a Lecce ed è usata sulla facciata della cattedrale di Squinzano. (more…)

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Altre interessanti interpretazioni

di Paolo Marzano

Sinistra - la “colonna inglobata” nella facciata di S. Croce a Lecce Destra – la “colonna inglobata” nei quattro appoggi del Sedile in piazza S. Oronzo a Lecce

Ci sono delle giornate terse, durante la primavera o in autunno, nelle quali Lecce evidenzia, la sua limpida atmosfera. (more…)

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fonte lustrale

Schizzo del fonte lustrale e dell'epigrafe (L. Maggiulli, 1859)

Il 19 aprile del 1859, in un imprecisato fondo di Muro Leccese sotto le picconate di un contadino, è dissotterrato un fonte lustrale in pietra leccese. Osservandolo, il famoso storico murese Luigi Maggiulli (1828-1914) nota sul suo bordo, graffita in caratteri messapici, l’iscrizione “HANΩORIAS SANAN AFRODITAN MA… “ (1).

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