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Archivio per la categoria ‘Scrittori salentini’

Ernesto De Donno: Franite

…l’odore è quello sacro del cardo

arso da un sole devoto e anziano,

il sapore del seno di una madre (more…)

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di Dino Licci

Léon Augustin Lhermitte: The Haymakers

La notte mostrava la faccia sublime dell’Universo. Pallide ombre di ulivi secolari sembravano porgergli le braccia nodose quasi a segnargli la strada, mentre mille foglioline argentate cantavano in coro un’armoniosa cantilena. L’uomo sedette ai bordi di un muretto e si lasciò andare al ritmo del vento. Era lui, era il vento che batteva il ritmo, che gli parlava dappresso sussurrandogli parole a volte melodiose e carezzevoli, a volte dure e minacciose e sinistre: (more…)

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di Titti De Simeis

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Claude Monet, “La Gare St Lazare”, Parigi 1877

… oltre i vetri, sul ciglio di uno sguardo. Luci e velluto d’aprile, immagini rétro su fondo stellato, voci d’interni e profumi di tovaglie, bianche di farina e racconti. (more…)

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di Lorenzo De Donno

ignudo e vento

Alberto Venditti, “L’ignudo e il vento” (2011) – olio su tela

Notte di insonnia, di tempesta e di nuvole basse. Di scirocco africano, pregno delle sabbie del Sahara e di essenze tribali. Impietoso, ha scosso incessantemente il bosco di lecci ed ha zittito la civetta e l’assiolo. (more…)

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di Riccardo Viganò
dasda

Tra i protocolli notarili conservati nell’Archivio di Stato di Lecce si trova, all’interno degli atti del notaio neretino Michele Bona che rogò a Nardò dalla prima metà del Settecento, una breve composizione poetica che, nostro malgrado, ci è giunta incompleta. Il testo è vergato da mano elegante ed è ignoto l’autore ma, molto probabilmente, fu il notaio stesso a scriverlo. Si riporta di seguito il componimento affinché qualcuno, ritenendolo interessante, proceda ad un approfondimento. (more…)

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di Titti De Simeis

Antonio d’Amico: Il grande ulivo (olio su tela)

Antonio d’Amico: Il grande ulivo (olio su tela)

… di blu. E nient’altro. Come diamanti di neve, di emozioni per sempre. Come un paesaggio d’estate che l’inverno azzittisce di voci e sprigiona in bellezza. (more…)

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di Luca Portaluri

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Maria BIRRICO, “Uomo chiuso nella sua solitudine, incapace di aprirsi”  (2005)

(dedica a Emile Cioran)

Chino su me stesso:
mi adopero in un vagheggiamento
del divenire. (more…)

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Streghe, fantasmi e vampiri nel De situ Japigiae

di Riccardo Viganò

streg

Nel “De Situ Iapigiae” il Galateo, trattando il tema delle “mutuate”, scrive che «Il popolino favoleggia di non so quali streghe o lamie [ovvero “Donne vampiro” secondo il poeta latino Orazio, ndr]  o, come le chiamano a Napoli, janare [...]. Questa diceria si sparse per tutta la terra e trasse in errore le persone povere e sprovvedute» facendo notare, con quell’acume scientifico e scrupoloso già evidenziato (more…)

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il “De Situ Japigiae”, caratteri generali

di Riccardo Viganò

de ferrariis

«Lettore, presta attenzione: ti divertirai»

(Apuleio, Le metamorfosi, I)

Nel primo decennio del ‘500 il celebre medico ed umanista salentino Antonio De Ferrariis (1444-1517), noto in ambito accademico col nome di “Galateo” in ricordo di Galatone, sua città natale, scriveva la sua più importante opera letteraria ovvero il “ De situ Iapigiae”. Il lavoro gli era stato commissionato dall’amico Giovan Battista Spinelli, conte di Cariati e importante funzionario del Viceregno di Napoli, affinché re Ferdinando “il Cattolico” potesse meglio conoscere i suoi nuovi domini. (more…)

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di Luca Portaluri

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Rosanna Anelli, “RIcordo” – olio su tela

Quante stelle occorrono
per illuminare un desiderio?
Quanti tulipani son necessari
per accendere un viso diamante? (more…)

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Un racconto…piccante

Code di rospo in salsa d’acciughe

di Dino Licci

Alberto Chiancone: Ristorante al mare, 1947-’54 olio su tela, m 50×70, Napoli, collezione privata

Uscì come ogni sera, come ogni notte, vagando alla ricerca di se stesso. Un pensiero fisso lo tormentava da giorni e condizionava notevolmente il suo comportamento usuale. Entrò quasi inconsapevolmente in un ristorante orientale che prometteva cibi afrodisiaci di sicuro effetto. Il pranzo fu quanto di più strano potesse immaginare. Un antipasto di ostriche e caviale lo predisposero a fidarsi dello chef che gli propose di continuare con code di rospo in salsa d’acciughe. (more…)

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dfrass

…  socchiudo gli occhi, estranio
ai casi della vita
sento fra le mie dita
la forma del mio cranio….
Ma dunque esisto? o strano!
vive tra il tutto il niente
questa cosa vivente
detta guidogozzano! …
Guido Gozzano (La via del rifugio, 1909, vv.29-36)

L’Associazione “Terzo Musica e Poesia” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, indice la XIV edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”. (more…)

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