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	<title>CULTURA SALENTINA</title>
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	<description>Rivista di pensiero e cultura meridionale</description>
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		<title>CULTURA SALENTINA</title>
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		<title>Eppur si muove</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 02:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dino Licci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Galileo aveva forse torto ad asserirlo con tanta sicumera? Non voglio certo offendere il grande scienziato, né mettere in dubbio la verità delle sue leggi ma, alla luce delle moderne conquiste della Scienza, che senso ha dire che è la terra a muoversi intorno al Sole e non viceversa? Non dipende forse tutto dal punto [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13994&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.passionescienza.it/contenuti/fisica/spazio_tempo_gravita.jpg" width="500" height="264" align="center" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Galileo</strong> aveva forse torto ad asserirlo con tanta sicumera? Non voglio certo offendere il grande scienziato, né mettere in dubbio la verità delle sue leggi ma, alla luce delle moderne conquiste della Scienza, che senso ha dire che è la terra a muoversi intorno al Sole e non viceversa?<span id="more-13994"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non dipende forse tutto dal punto di osservazione? Oltre al fatto che entrambi i corpi celesti ruotano intorno al loro centro di massa che cade all’interno del Sole solo grazie alle sue proporzioni, che senso ha, alla luce delle moderne conoscenze astronomiche, dare un centro all’Universo o al sistema solare? Le leggi di <strong>Tolomeo </strong>che dovevano fare ricorso agli epicicli, non erano forse in armonia con un osservatore posto sulla terra e la teoria copernicana non comporta uno spostamento mentale dell’osservatore dalla terra, dove si trova realmente, sul Sole al solo scopo di facilitarne i calcoli matematici?</p>
<p style="text-align:justify;">Se dovessimo comportarci in armonia con i nostri recettori sensoriali e prescindendo dall’evoluzione gnoseologica dell’umanità, dovremmo tornare all’idea della terra piatta, ma qual è il momento di demarcazione tra l’accettazione delle teorie scientifiche moderne e una vita di relazione compatibile con la realtà? Intendo dire che, se dovessimo, nel quotidiano, applicare le leggi della quantistica o della relatività, tutto il nostro modo di vivere deterministico ne risulterebbe contaminato. E allora, fin dove possiamo consentire alla verità scientifica di correggere l’immagine che i nostri sensi inviano ai centri cerebrali?</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi non fosse ferrato in fisica chiarirò alcuni punti di quanto ho scritto. La legge gravitazionale prevede che <i>“ogni corpo esercita sugli altri corpi una o di attrazione direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza fra i loro centri di massa.” </i>E ciò comporta come conseguenza che siano i corpi più piccoli a girare intorno ai più grandi e, andando più avanti nella conoscenza della fisica moderna, scopriremo che queste attrazioni sono dovute alla deformazione geometrica dello spazio-tempo. Ma, se non conoscessimo la fisica, noi vedremmo, basandoci sui nostri sensi, la terra ferma ed il sole girare, cosa che, come dicevo all’inizio, nella trottola infinita dell’Universo, perde quasi d’importanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Stessa cosa per la fisica quantistica che ci fa entrare nell’interno dell’atomo fino ai quark, ipotizzando addirittura l’esistenza delle <b>stringhe</b>,  particelle molto più piccole perfino dei quark e tali da costringerci a prevedere un mondo multidimensionale. Dobbiamo crederci basandoci su complesse equazioni matematiche perché la verifica pratica di queste conquiste teoriche ci dimostrano che sono vere, ma mai potremmo pensare di “vedere” neanche un elettrone per quanto della sua esistenza nessun fisico ormai dubiti.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, nel corso dei secoli si è passati da una visione mistica della vita ad una visone scientifica e molte conquiste erano già presenti nella mente e nelle teorie di molti filosofi greci che abitavano la nostra terra intorno al VI secolo a.c. <strong>Aristarco, Empledocle</strong>, lo stesso <strong>Talete</strong> si erano avvicinati moltissimo a verità scientifiche riscoperte soltanto quando gli eroi della Scienza quali <strong>Bruno, Vanini, Galileo, Copernico, Keplero, Newton</strong>, cautamente sfidando i dettami della Chiesa arroccata nel mondo sublunare ipotizzato da <strong>Aristotele</strong>, ebbero il coraggio di renderle pubbliche a volte dopo decenni delle loro strabilianti scoperte.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma queste scoperte, soprattutto la relatività e la fisica quantistica, ci costringono ad accettare ipotesi vere ma fortemente contro intuitive come la negazione del tempo assoluto, che così diventa una sensazione soggettiva come il tatto, l’odorato o l’olfatto.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/storia/saggio/'>Saggio</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/aristarco-empedocle/'>Aristarco. Empedocle</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/aristotele/'>Aristotele</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/bruno/'>Bruno</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/copernco/'>Copernco</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/galileo/'>galileo</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/keplero/'>Keplero</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/newton/'>Newton</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/talete/'>Talete</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/tolomeo/'>Tolomeo</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/vanini/'>Vanini</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13994&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli esercizi di stile di Gianfranco Budano</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 03:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolomarzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco budano]]></category>
		<category><![CDATA[paolo marzano]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Sinfonie di luci di Paolo Marzano Nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alle Politiche Ambientali in collaborazione con il locale Circolo Legambiente “Pietro Medagli” di Monteroni, si è tenuta, domenica 12 maggio 2013, negli spazi espositivi della ‘Falegnameria Barba’, una interessante esposizione della serie di immagini fotografiche di Gianfranco Budano dal titolo “Sinfonie di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14064&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>Sinfonie di luci</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>di Paolo Marzano</strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img alt="" src="http://farm3.staticflickr.com/2145/2131579012_3c66dd1158.jpg" width="500" height="269" /><p class="wp-caption-text">©Gianfranco Budano: Christmas in Italy</p></div>
<p style="text-align:justify;">Nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alle Politiche Ambientali in collaborazione con il locale <strong>Circolo Legambiente</strong> “Pietro Medagli” di <strong>Monteroni</strong>, si è tenuta, domenica 12 maggio 2013, negli spazi espositivi della ‘Falegnameria Barba’, una interessante esposizione della serie di immagini fotografiche di <strong>Gianfranco Budano</strong> dal titolo “<em>Sinfonie di luci</em>”.<span id="more-14064"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Le immagini, come finestre aperte sui panorami salentini, hanno incuriosito ed affascinato l’entusiasta folla di curiosi, intervenuta per assistere all’evento. Le “<em>Sinfonie di luci</em>” di Gianfranco Budano, sono caratterizzate da un complesso apparato di equilibri instabili e di effetti coloristici originali, delle componenti ‘ambientali’ che l’autore ha registrato viaggiando instancabilmente. In questi fotogrammi si sperimenta la luce nelle sue naturali, cangianti o <em>apponibili</em> declinazioni. E le <em>sinfonie</em>, allora, diventano quei processi di reazione empatica a luoghi, illusoriamente noti.</p>
<p style="text-align:justify;">Osservando le immagini, si percepisce uno studio basato proprio sul processo di crescita performativa che distingue, qualificandolo, quel reale senso di <em>affetto-effetto</em> paesaggistico, riconosciuto solitamente come sfondo alle nostre esperienze, ma del quale non conserviamo, quasi nulla del suo valore catalizzante e, a volte, perfino fondante, il nostro quotidiano esperito.</p>
<p style="text-align:justify;">Gianfranco Budano, dimostra con la sua ricerca di superare l’impasse dell’<strong>iperrealismo fotografico</strong>, ma anche di non rimanere incastrato nella risultante <em>alterata</em> di quel <em>reale</em>, ripreso dalla sua macchina fotografica. Anzi i suoi studi evidenziano, ritengo, un diverso e necessario, metodo di ricerca espressiva che all’immagine oggi necessita ‘scandire’. Emerge un interessante e atipico spazio di prossimità emozionale. Un effetto lisergico delle componenti ‘minime’, in grado di dinamizzare il frastornante gioco coloristico, interessante, quando si arriva ad alcuni stati <em>percettivi collaterali</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>Salento</strong> diventa per l’autore, una tavolozza di colori legati alle sue emozioni, dalla quale, divincola particolari, zone, aree, ‘isole’; quindi oggetti, fiori, nuvole o lo stesso cielo. Superfici che si attivano secondo un ordine legato direttamente alla ricerca e allo studio dell’autore fotografo. Per cui un paesaggio diventa come la tastiera di un pianoforte ed ogni tasto, toccato con intensità e secondo un particolare tempo, produce suoni diversi e conseguenti emozioni differenti. Ma c’è di più.</p>
<p style="text-align:justify;">Sappiamo dare il nome alla variazione di emozionali che un <em>fatto</em>, successo nella realtà esterna, innesca nel nostro animo? Sappiamo individuare il lento sovrapporsi di onde percettive di superficie e di profondità, di un evento accaduto del quale siamo testimoni? E se dunque non riusciamo a dare un nome alle molteplici variazioni o averne almeno consapevolezza, possiamo noi confermare la nostra esistenza in questa realtà o in questo momento ed in questo luogo?</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img alt="" src="http://farm4.staticflickr.com/3290/2800529218_ab99d3640f.jpg" width="500" height="333" /><p class="wp-caption-text">©Gianfranco Budano: Experienced</p></div>
<p style="text-align:justify;">Non è forse la lenta scoperta della vita, legata al mondo attorno a noi, che si presenta con interfacce (paesaggi) sempre nuove, inattese e ri-aggiornabili? Il suo svolgersi, forse, non si alimenta di un continuo isolare ‘aree di esperienza’ diretta collegandole, come link, con immagini, ricordi, materie, luoghi, pensieri, sguardi, emozioni? Forme, anche queste che stacchiamo da un fondo rumoroso che confonde ed omologa, per analizzarle e scandagliarle nella nostra mente, in tempi ed in luoghi diversi.</p>
<p style="text-align:justify;">E’, di queste realtà, che ritengo l’esperienza di <a title="Visita il sito Web" href="http://gianfrancobudano.wix.com/fotografia" target="_blank"><strong>Gianfranco Budano</strong></a>, abbastanza consapevole. Una capace e notevole ricerca che, dei fenomeni della visione, crea una <em>pratica</em>, di cui, quelli che osserviamo, sono gli esercizi, i metodi e gli esperimenti. La realtà ambientale che Gianfranco Budano sceglie come campo d’azione, rende <em>Sinfonie di luci</em>, capace di arricchirla sempre più, anzi tende con forza, di completarne il suo carattere corroborante, a favore del nostro ruolo di interpreti sempre più qualificati.</p>
<hr />
<p style="text-align:justify;"><em>La mostra Sinfonie di luci sarà visitabile per altre due settimane a partire da domenica 19 maggio 2013 presso la biblioteca del Palazzo Baronale di Monteroni di Lecce (ndr).</em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/personaggi/'>Personaggi</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/recensioni/'>Recensioni</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/foto/'>foto</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/gianfranco-budano/'>gianfranco budano</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/paolo-marzano/'>paolo marzano</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/salento/'>Salento</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14064&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una dichiarazione falsa (1764)</title>
		<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2013/05/16/una-dichiarazione-falsa-1764/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 02:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere il Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio di Stato di Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[fondi notaio Giovanni Foggetta]]></category>
		<category><![CDATA[Notai Nardò]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo viganò]]></category>

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		<description><![CDATA[di Riccardo Viganò Qui di seguito è trascritto fedelmente un documento, rinvenuto nell’Archivio di Stato di Lecce nel fondo degli atti rogati tra il 1747 e il 1802 dal notaio neretino Giovanni Foggetta, nel quale è riportata una dichiarazione inerente a un particolare fatto di cronaca verificatosi in Nardò nel 1764. Nello specifico è una [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14053&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di</strong> <b>Riccardo Viganò</b></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=2950#.UYzsGUpuKSo"><img class="aligncenter" alt="jhkjhk" src="http://www.padovanet.it/immagini/C_1_Immagini_3479_Immagine.jpg" width="300" height="304" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Qui di seguito è trascritto fedelmente un documento, rinvenuto nell’Archivio di Stato di Lecce nel fondo degli <b>atti</b> rogati tra il 1747 e il 1802 dal notaio neretino <b>Giovanni Foggetta</b>, nel quale è riportata una dichiarazione inerente a un particolare fatto di cronaca verificatosi in Nardò nel <b>1764</b>. Nello specifico è una testimonianza rilasciata al giudice della Corte Ducale di Nardò da un tal “magnifico” Giuseppe Cantore il quale denuncia, per <b>falsa testimonianza</b> e falsificazione di atti e dichiarazioni, l’ufficiale subalterno Michele De Cuntò che aveva ricevuto dalla <b>Regia Vicaria Provinciale</b> l’incarico a svolgere indagini su due morti, un omicidio e un sospetto omicidio avvenuti quell’anno in due masserie neretine.<span id="more-14053"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Giuseppe Cantore, da quanto si legge nel documento, fu richiesto proprio dal De Cuntò al fine di adempiere ai compiti di <b>scrivano </b>e di ufficiale durante la fase di compilazione degli atti inquisitori che, si evince nella testimonianza, durò per lo  «spaziare  di giorni trentotto continui». Il dichiarante, pertanto, era stato presente sia a tutti gli interrogatori dei testimoni e sia alla falsificazione della testimonianza che fu, nello specifico, rilasciata dal dottor fisico Filippo Olivieri. Durante la deposizione, in particolare, il medico aveva riferito in merito alla presunta causa di morte di Domenico Gesù, massaro della <b>masseria “Mondonuovo”</b>. Questa, secondo l’Olivieri, non era avvenuta, così come la falsa dichiarazione riportava, in seguito alle percosse ricevute, un paio di mesi prima del decesso, durante la lite con il massaro dell’adiacente masseria “al Fiume” il quale, secondo Domenico Gesù, avrebbe fatto scappare e smarrire alcune sue pecore che <b>pascolavano</b> in quell’area.</p>
<p style="text-align:justify;">Di seguito i fatti così come riportati nella dichiarazione di Giuseppe Cantore.</p>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;"><b><i>Attestatio Facta per Josephum Cantore Civitatis Neriti</i></b></p>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;"><i>In Dei Nomine amen</i></p>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;"><i>11 Agosto Dodicesima indizione anno domini 1764 a civitate Neriti, segnante, Notarius  Regius ad contratus Judex Franciscus Boccone, pubblicus, ac Regius Notarius Joannes Foggetta de presicce civitate Neriti </i>[…]<i> Costituito nella nostra presenza in testimonio Pubblico il Mag</i>[nifico]<i> Giuseppe Cantore di questa Città di Nardò, il quale spontaneamente, e non per forza, dolo, o inganno alcuno, mà per ogni miglior via attestò, confessò, è dichiarò, siccome col presente atto nella nostra presenza  attesta, dichiara, et verbo veritis confessa giuramento sacris scripturis, qualmente in occasione, che  si portò in questa suddetta Città In Mag</i>[nifico]<i> Michele de Cuntò  ufficiale subalterno destinato dalla R</i>[egia]<i> V</i>[icaria]<i> Provinciale  ad accasare l’informazione, su dello omicidio sortito nella massaria de Vantaggiani de Arneo di persona di Francesco Fasano de Salice, e su la Morte di Domenico Gesù figlio di Pasquale naturale di questa Città di Nardò, e massaro della Massaria nominata Mondonuovo in questo territorio fu egli Consimio Giuseppe Cantore richiesto dal detto Subalterno ad aggirarlo nello scrivere gli atti delle dette informazioni, come già fece nello spaziore  di giorni trentotto continui, et avendo lo medesimo in tale congiuntura osservato le deposizioni de testimoni esaminati in questa corte locale circa la morte del detto Domenico Gesù, fra le altri vidde, e fece con attenzione quella fama dal Dottor fisico Filippo Olivieri, il quale  come Medico Ordinario  al detto Domenico Gesù  fù esaminato, con dovere esso Olivieri  deposto in primo luogo da chì fù chiamato per assistere nell’infermità di quello, siccome esso consimio  dice ricordarsi benissimo; et indi poscia a dire: che vocaboli in qualche gravezza si mosse a domandare la madre al detto Domenico per nome Lionarda Greco, se sapeva  quale occasione si fosse stata nell’infermità del medesimo, et ella rispose, che l’altra causa non vi era stata, chè quaella di avere ricevuto alcune bastonate  da circa due mesi addietro da Domenico maggiore massaro della Massaria  detta al Fiume poco distante di quella di mondo nuovo, a causa di essersino smarrite, o siano scappate, alcune poche pecore, che lo detto suo figlio avea menate al pascholo in un pezzo di terreno della detta Massaria al Fiume: poshia a dire di più esso medico in detta sua deposizione l’immisione di sangue di suo ordine passa al paziente, e forma in giudizio, che da altra causa incerta poteva provenire il male di quello, e che le suddette bastonate supposte  vere non erano state la causa della malattia in quella gravezza, e morte già seguiva la quale deposizione  di esso medico possa in detta corte Locale fu indi ratificata dal istesso Medico in presenza del detto Ufficiale de Cuntò, e dal medesimo sottoscritto </i>[il dichiarante, NdT]<i>. Compiva già tale informazione nell’anno, che esso subalterno aveva già preparato i fogli per serrare il processo, e rimetterlo nella detta R</i>[egia]<i> V</i>[icaria] <i>vidde et osservà esso consimio Giuseppe Cantore, che l’istesso ufficiale notava la deposizione  del detto medico Olivieri, si pose la Penna in mano  in atto di scrivere, e principiò ad accomodarla, non essersi avvertito,  che accomodò un <b><span style="text-decoration:underline;">non</span> </b>anteposto a queste parole:  <b><span style="text-decoration:underline;">erano state causa.</span></b> Leggendosi perciò:<b> <span style="text-decoration:underline;">non</span> <span style="text-decoration:underline;">erano state causa</span></b><span style="text-decoration:underline;">.</span> Come avetre adulterato la prima lettera <b><span style="text-decoration:underline;">n</span></b>, e convertirla in<b> <span style="text-decoration:underline;">b</span></b>, e la seconda lettera <b><span style="text-decoration:underline;">o</span></b> la convertì in <b><span style="text-decoration:underline;">e</span></b>, così chè in vece di leggersi <b><span style="text-decoration:underline;">non</span></b> leggevasi <b><span style="text-decoration:underline;">ben</span></b> , sonado poi la preposizione: <b><span style="text-decoration:underline;">ben erano state causa</span></b>, siccome il tutto dice rilevarsi dall’originale Deposizione. E doppo di ciò esso de Cuntò ravogliò il processo in due fogli di carta bianca con aiia, fantini firmati da esso canto la soprascritta, fù subito consegnato ad un Alguzino di essa regia Udienza, che erano ivi presente, e così con esso processo in mano quello si incamminò per la volta di Lecce, siccome li fu ordinato. </i><i>Et sic dictus Joseph cantore in Juramento factis sripturis cora nobis, et usamus esso.</i></p>
<p style="padding-left:30px;">(Archivio di Stato di Lecce, Fondi Notarili: atti notaio Giovanni Foggetta – Nardò, Vol. 39 Anni 1747-1802, coll. 66/20)</p>
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		<title>La sessualtà e i neuroni specchio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 04:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dino Licci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggio]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[neuron specchio]]></category>
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		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[In un forum che frequentavo anni fa, due amiche discutevano sul meccanismo della sessualità e sulla sua  facile trasformazione  in “scambio commerciale”. Io vorrei aggiungere qualcosa a completamento delle loro spiegazioni che, devo riconoscere,  erano  molto oculate e dotte, ma trascuravano di spiegare come il sesso nell’uomo non sia soltanto una risposta a stimoli chimici, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14056&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fc/%C3%89douard_Manet_-_Le_D%C3%A9jeuner_sur_l%27herbe.jpg"><img title="Le Déjeuner sur l'herbe" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fc/%C3%89douard_Manet_-_Le_D%C3%A9jeuner_sur_l%27herbe.jpg" width="500" height="394" /></a><p class="wp-caption-text">Eduard Manet: Le Déjeuner sur l&#8217;herbe, Musée D&#8217;Orsy, Parigi</p></div>
<p style="text-align:justify;">In un forum che frequentavo anni fa, due amiche discutevano sul meccanismo della sessualità e sulla sua  facile trasformazione  in “scambio commerciale”. Io vorrei aggiungere qualcosa a completamento delle loro spiegazioni che, devo riconoscere,  erano  molto oculate e dotte, ma trascuravano di spiegare come il sesso nell’uomo non sia soltanto una risposta a stimoli chimici, tattili od olfattivi come negli animali, ma invece un coacervo di sensazioni, messaggi, percezioni, che implicano dei meccanismi tuttora in fase di studio, i principali dei quali io individuerei nei “<b>neuroni specchio</b>”. <span id="more-14056"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Queste cellule scoperte di recente  con l’ausilio di ricercatori italiani (<b>Giacomo Rizzolatti</b>), sono neuroni che si attivano  sia quando compiamo  un&#8217;azione, sia quando osserviamo un’azione  compiuta da altri (in particolare tra animali della stessa specie). Il neurone dell&#8217;osservatore &#8220;rispecchia&#8221; quindi il comportamento dell&#8217;osservato, come se stesse compiendo l&#8217;azione egli stesso. Questi neuroni sono stati scoperti prima  nelle scimmie  osservando la loro capacità imitativa  poi in alcuni uccelli e finalmente  nell&#8217; uomo. Nell&#8217;uomo sono localizzati nell&#8217;area di Broca (della parola) e nella corteccia parietale inferiore del cervello e questo comporta la capacità, tutta umana, di simulare a distanza anche le parole emesse da una persona cara. Si può portare come  esempio quello della madre che silenziosamente muove le labbra all’unisono con quelle del figlio, che stia recitando una poesia in pubblico. Insomma una manifesta dimostrazione di <b>empatia tra persone che si amano.</b></p>
<p style="text-align:justify;">Sono  così altamente specializzati questi neuroni, da riuscire in pochi secondi ad informarci  se una persona appena conosciuta ci piace o no,  se la desideriamo o se dobbiamo temerla, se vorremo conoscerla meglio o tenerla a distanza. I neuroni specchio  sono  insomma responsabili dell’empatia che caratterizza la razza umana,  una manifesta attrazione  tra persone che si ammirano a vicenda.  Se così non fosse, se l’uomo non fosse un animale sociale, se non  si aiutasse vicendevolmente oltre a farsi la guerra, la razza umana sarebbe estinta  da tempo, come sarebbe estinta se non ci fosse questa forte attrazione tra sessi diversi, talmente forte che, a mio avviso (ma è una considerazione personalissima), la natura ha dovuto provvedere a creare l’omosessualità  per frenare  il pericoloso incremento demografico. Questa attrazione è dovuta anche all’azione dei  neuroni specchio a completamento di quegli altri stimoli  chimici ed olfattivi filogeneticamente più antichi. Sul sesso mercenario mi pronuncerei come un variante della <strong>sessualità spontanea</strong> che, specialmente se condita da sentimenti di vero amore, produce effetti molto benefici sull’organismo e un piacere veramente  esaustivo perché coinvolge insieme  il corpo e la mente. Naturalmente ci sono molte varianti individuali e generalizzare è sempre pericoloso ma  io ritengo che le cose siano messe  in questo modo.</p>
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			<media:title type="html">Le Déjeuner sur l&#039;herbe</media:title>
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		<title>Ottocento aureole per gli Eroi di Otranto</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 04:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Danieli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[beatificazione]]></category>
		<category><![CDATA[martiri]]></category>
		<category><![CDATA[Otranto]]></category>
		<category><![CDATA[turchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il medioevo volge al tramonto quando i centri costieri di Terra d’Otranto vivono quotidianamente con l’angoscia che dal mare possa giungere qualcosa di nefasto, mentre anche nell’immediato entroterra ci si prepara al peggio. Da un certo tempo, infatti, strane manovre disturbano l’ormai secolare quiete del Mediterraneo; voci discordanti, raccolte in Oriente dai mercanti autoctoni, insinuano [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14047&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14048" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/la-cittc3a0-di-otranto-antica-incisione.jpg"><img class="size-full wp-image-14048" alt="La città di Otranto. Antica incisione." src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/la-cittc3a0-di-otranto-antica-incisione.jpg?w=500"   /></a><p class="wp-caption-text">La città di Otranto. Antica incisione.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il <strong>medioevo</strong> volge al tramonto quando i centri costieri di <strong>Terra d’Otranto</strong> vivono quotidianamente con l’angoscia che dal mare possa giungere qualcosa di nefasto, mentre anche nell’immediato entroterra ci si prepara al peggio.<span id="more-14047"></span> Da un certo tempo, infatti, strane manovre disturbano l’ormai secolare quiete del <strong>Mediterraneo</strong>; voci discordanti, raccolte in Oriente dai mercanti autoctoni, insinuano come l’antico nemico musulmano &#8211; in letargo da lunghi anni &#8211; stia riaffilando le scimitarre. È la torrida estate del 1480 quando la flotta turca, al comando del crudele Gedik Ahmed Pasha, fa capolino nelle acque <strong>idruntine</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">La compongono novanta galee, quaranta galeotte e altre navi di piccola taglia, cariche di circa diciottomila uomini. Il sultano <strong>Maometto II</strong>, convinto della strategicità geografica di Otranto, ha ordinato alle sue soldataglie di occupare la città e che a partire da essa si proceda alla conquista del regno di Napoli. Per quindici lunghi giorni, dal 28 luglio all’11 agosto, la rocca è cinta d’assedio. Il re <strong>Ferrante d’Aragona</strong> (1458-1494), come il resto dei sovrani regnanti in suolo italico, non muove un dito per evitare la catastrofe ma attende ignavo il volgere degli eventi. Si vanno delineando in modo sempre più drammatico la frammentazione politica della Penisola e le manovre basse di chi, come Venezia, pensa solo ai propri tornaconti economici.</p>
<p style="text-align:justify;">Ahmed tenta la via dei negoziati diretti per ottenere la resa incondizionata della città, ma i fieri otrantini sono pronti a difendere a spada tratta la loro libertà. Tale Ladislao De Marco, compiendo un gesto altamente simbolico, lascia cadere in mare le chiavi della città. È guerra aperta! Il <strong>Pascià</strong> raccoglie la pesante sfida e ribatte con varie raffiche di bombardamenti: pesanti palle in pietra viva, alcune delle quali oggi adornano il centro storico, vengono lanciate da possenti catapulte e in poco tempo sfaldano irrimediabilmente la cinta muraria. Create le brecce, i turchi trovano accesso in città e la mettono a ferro e fuoco. Chi oppone ulteriore resistenza è eliminato lì dove si trova, mentre gruppi di anziani, donne e bambini in preda al panico trovano asilo in cattedrale. Gli infedeli però, senza alcun riguardo per quel luogo santo, vi fanno irruzione anche a cavallo e massacrano l’arcivescovo <strong>Stefano Agricoli De Pendinellis</strong> (1451-1480) e i suoi preti. Donne e bambini sono tratti in schiavitù, per finire quali merce umana nei mercati d’Oriente. Ottocentotredici uomini in forze, di un’età compresa dai quindici anni in su, sono invece denudati e incatenati, suddivisi in gruppi di cinquanta e condotti a piedi sul colle della Minerva. È il 14 agosto. Ad attenderli sull’altura c’è lo spietato Ahmed Pasha. Un interprete, voce dello stratega ottomano, pone gli otrantini dinanzi a un bivio: abiurare la fede cristiana per abbracciare l’<strong>Islam</strong> e aver salva la vita, oppure essere giustiziati. Come riporta l’<i>Historia</i> di Giovanni Michele Lagetto, il cimatore di panni Antonio Pezzulla replica a nome di tutti i suoi concittadini: «Noi crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio, e per Gesù Cristo siamo pronti a morire».</p>
<div id="attachment_14049" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/leccidio-degli-ottocento.jpg"><img class="size-full wp-image-14049" alt="L'eccidio degli Ottocento. Antica incisione." src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/leccidio-degli-ottocento.jpg?w=500"   /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;eccidio degli Ottocento. Antica incisione.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Il testimone oculare <strong>Pietro Colonna</strong>, detto il Galatino, aggiunge come «si sentì un mormorio tra di loro, per lo spazio di circa un’ora, mentre si esortavano a vicenda e dicevano: moriamo per Cristo, moriamo volentieri per non rinnegare la fede in lui». Trascorso il tempo prefissato per l’<i>ultimatum</i>, il Pascià ordina ai suoi sgherri di procedere all’eccidio. La prima testa a cadere è proprio quella di Pezzulla, per questo nominato Primaldo; il suo corpo acefalo, non appena la scure è ritratta, si leva in piedi e resta ritto &#8211; nonostante i maomettani lo strattonino con brutalità &#8211; finché il capo dell’ultimo otrantino non sia stato reciso. È il prodigio metaforico di chi nella vita sa restare sempre diritto, non facendosi schiavo di nessuno. Stupefatto e scosso dalla serena offerta di tante centinaia di vite, il turco Berlabei proclama a gran voce la sua fede in Cristo Gesù. Riceverà il suo battesimo di sangue mediante l’orrendo supplizio del palo. Le spoglie incorrotte dei martiri restano insepolte per tredici lunghi mesi. L’8 settembre 1481 giunge in città il duca di <strong>Calabria Alfonso</strong>, primogenito di Ferrante d’Aragona e futuro re di Napoli (1494-1495). Sfruttando il suo momento di gloria, il pupillo monta ad arte il mito della riconquista; in realtà giunge con le sue truppe in una città fantasma, abbandonata dai turchi ormai da diversi giorni per improvvise urgenze da affrontare oltremare. Alfonso fa ricomporre i corpi dei martiri e ordina che siano momentaneamente riposti nel modo più onorevole nella cappella di Sant’Eligio, alle pendici del colle dell’eccidio. Il 13 ottobre dello stesso anno i resti mortali sono traslati nella cripta della cattedrale, in attesa che entro il 1482 sia ultimata un’apposita cappella nello stesso tempio. Nel 1485 re <strong>Ferrante</strong> ottiene duecentoquaranta corpi, custoditi e venerati nella chiesa partenopea di Santa Caterina a Formiello. Nel 1711 i corpi rimasti a Otranto saranno riposti nei sette grandi armadi a muro, nel sacello in fondo alla navata destra, dove ancora oggi si venerano.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel <a title="1539" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1539">1539</a> è aperto il lungo e complesso processo canonico; culminerà il <a title="14 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/14_dicembre">14 dicembre</a> <a title="1771" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1771">1771</a> con la beatificazione degli Ottocento da parte di papa <strong><a title="Clemente XIV" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_XIV">Clemente XIV</a></strong> (1769-1774). Primaldo e compagni martiri possono essere scelti quali protettori della città di Otranto e dell’arcidiocesi. Dopo più di due secoli di stallo, il cammino verso la canonizzazione si conclude in questi giorni. Confermata di recente l’antica <i>positio super martyrio</i>, il 6 luglio 2007 <strong>papa Benedetto XVI</strong> ha riconosciuto ufficialmente negli eroi della Minerva dei martiri uccisi in odio alla fede. Il suo successore Francesco, il 12 maggio 2013 proclama solennemente la loro santità. Fede o non fede, la storia è storia. Ed ai <strong>Martiri di Otranto</strong> va rivolta la gratitudine dell’Occidente europeo, che senza la loro resistenza e il loro sacrificio oggi avrebbe tutta un’altra conformazione.</p>
<p>// </p>
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		<title>Cold coming girl ( March 17 )</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 00:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Minutello]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Toma]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cesare Minutello Era la primavera del 1997 e avevo appena finito di leggere A cold coming di Tony Harrison, incluso nella raccolta &#8221;V.&#8221; a cura di Massimo Bacigalupo per i tipi della Giulio Einaudi Editore. In esergo al poemetto, Harrison citava l&#8217;Eliot del Viaggio dei Magi, anche se il &#8221;freddo venire&#8221; di quest&#8217;ultimo è di tutt&#8217;altro significato [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13922&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><strong>di Cesare Minutello</strong><br />
<a href="https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/488132_561223267221296_966309198_n.jpg"><img class="aligncenter" alt="" src="https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/488132_561223267221296_966309198_n.jpg" width="500" /></a></p>
<p lang="en-GB" style="text-align:justify;">Era la primavera del 1997 e avevo appena finito di leggere <em>A cold coming</em> di <strong>Tony Harrison</strong>, incluso nella raccolta &#8221;V.&#8221; a cura di Massimo Bacigalupo per i tipi della <strong>Giulio Einaudi Editore. </strong>In esergo al poemetto, Harrison citava l&#8217;Eliot del <em>Viaggio dei Magi</em>, anche se il &#8221;freddo venire&#8221; di quest&#8217;ultimo è di tutt&#8217;altro significato rispetto a quello del nostro contemporaneo. Fatto sta che in quel frangente nacque l&#8217;idea di titolare &#8221;<em>Ragazza dal freddo venire</em>&#8220; le righe che andavo a compilare in occasione del decimo anniversari del terreno saluto di <strong>Salvatore Toma</strong>. Bene, l&#8217;11 maggio ricorre invece la data della sua nascita e mi piacerebbe fosse pubblicata, per l&#8217;occasione, la poesiola che in allegato vi invio, e che all&#8217;epoca scrissi.<span id="more-13922"></span></p>
<p style="text-align:right;">-“<i>A cold coming we had of it” </i>- T.S.ELIOT,</p>
<p lang="en-GB" style="text-align:right;">Journey of the Magi-</p>
<p style="text-align:right;">-“<i>A cold coming</i>” &#8211; TONY HARRISON,</p>
<p lang="en-GB" style="text-align:right;">A cold coming-</p>
<p style="text-align:right;">per Salvatore Toma , “a Great Poet”</p>
<blockquote><p><em>è quasi Pasqua e compare la neve</em></p>
<p><em>come cicale a Natale</em></p>
<p><em>nei vicoli dei fogli nel rimestar precario</em></p>
<p><em>da malato in corsia</em></p>
<p><em>che versi ammucchia come carcasse</em></p>
<p><em>distese di carte, d’attese</em></p>
<p><em>tra ostili e gelidi scuri</em></p>
<p><em>a volte accade ne siamo sicuri</em></p>
<p><em>ha coscia e tendine e bocca che non dà respiro</em></p>
<p><em>l’anonima dal freddo venire</em></p>
<p><em>si sfila le calze piano sul falsopiano della chiarità</em></p>
<p><em>la solitaria ci sfiora e ci spoglia</em></p>
<p><em>randagia onda che sulla pelle cozza</em></p>
<p><em>sfogliando profumi salati</em></p>
<p><em>con gambe ch’esplodono d’andare</em></p>
<p><em>sulla mezzeria di un altro rigo</em></p>
<p><em>caparbia marea sta bene</em></p>
<p><em>in perenne fase di raccolta</em></p>
<p><em>nello spazio di sorrisi e pene</em></p>
<p><em>un poco per volta la solivaga ci misura la soglia</em></p>
<p><em>piluccando l’attimo fa suonare la sveglia</em></p>
<p><em>e canti lanciando con falci di luce</em></p>
<p><em>braci di voci e lingua di treno</em></p>
<p><em>e non si sa più se è morte o poesia</em></p>
<p><em>al vibrare casuale del suo moto</em></p>
<p><em>impalpabile foglia senza luogo</em></p>
<p><em>un senso un segno una risposta</em></p>
<p><em>si dovrà dare e se dici alla fine lo so vinceremo</em></p>
<p><em>noi vinceremo la libertà, è per il suo lacerare</em></p>
<p><em>che quando siamo così invischiati nella vita</em></p>
<p><em>fa primavera, al finire.</em></p></blockquote>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/arte/poesia/'>Poesia</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/cesare-minutello/'>Cesare Minutello</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/poesia/'>Poesia</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/salvatore-toma/'>Salvatore Toma</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13922&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">redazioneculturasalentina</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Le “Età del ferro” al Gherkin Building di Londra</title>
		<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2013/05/09/le-eta-del-ferro-al-gherkin-building-di-londra/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 04:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolomarzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[daniele dell'angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Gherkin Building]]></category>
		<category><![CDATA[paolo marzano]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arte del metallo di Daniele Dell’Angelo Custode, dal 6 al 30 maggio nella City londinese di Paolo Marzano Continua a suscitare entusiasmo l’arte dello scultore “del ferro” Daniele Dell’Angelo Custode. Ha incuriosito ed appassionato l’esposizione delle opere in metallo, dell’artista salentino, dal titolo “DENSITA’ IN_MATERIALI” a cura del critico d’arte Paolo Marzano, tenutasi nel mese [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14032&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><em>L’arte del metallo di Daniele Dell’Angelo Custode, dal 6 al 30 maggio nella City londinese</em></p>
<p style="text-align:left;"><strong>di Paolo Marzano</strong></p>
<div id="attachment_14039" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/imm-11.jpg"><img class="size-large wp-image-14039" alt="L' artista Daniele Dell'Angelo Custode, nell' allestimento della mostra dal 01 al 30 Maggio presso il 'Searcys Club',  del 40 piano, al &quot;Gherkin&quot; Building, 30 St Mary Axe, Londra" src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/imm-11.jpg?w=500&#038;h=211" width="500" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217; artista Daniele Dell&#8217;Angelo Custode, nell&#8217; allestimento della mostra dal 01 al 30 Maggio presso il &#8216;Searcys Club&#8217;, del 40 piano, al &#8220;Gherkin&#8221; Building, 30 St Mary Axe, Londra</p></div>
<p style="text-align:justify;">Continua a suscitare entusiasmo l’arte dello scultore “del ferro” <b><a href="http://www.danieledellangelocustode.com/" target="_blank">Daniele Dell’Angelo</a> Custode</b>. Ha incuriosito ed appassionato l’esposizione delle opere in metallo, dell’artista salentino, dal titolo “DENSITA’ IN_MATERIALI” a cura del critico d’arte Paolo Marzano, tenutasi nel mese di Aprile 2013 e allestita nelle sale della <a href="http://searcys.co.uk/the-gherkin/" target="_blank">GX Gallery</a>, di Denmark Hill 43, a Londra.<span id="more-14032"></span></p>
<p style="text-align:justify;">L’esposizione ha così interessato, gli addetti ai lavori londinesi che l’artista è stato invitato a ‘salire di livello’. E, l’ascensore lo ha portato fino all’ultimo, dei 40 piani, dell’edificio al <b>30 St Mary Axe</b>, proprio nella City londinese.</p>
<div id="attachment_14035" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan1.jpg"><img class=" wp-image-14035 " alt="IDEA RIPIEGATA - Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &quot;GX Gallery&quot;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS " src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan1.jpg?w=480" width="480" /></a><p class="wp-caption-text">IDEA RIPIEGATA &#8211; Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &#8220;GX Gallery&#8221;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS</p></div>
<p style="text-align:justify;"><b>Daniele Dell’Angelo Custode</b> dal 6 al 30 maggio 2013, espone nell’esclusivo spazio del ‘Searcys Club’, all’ultimo piano del “The Gherkin” building.</p>
<div id="attachment_14036" class="wp-caption aligncenter" style="width: 442px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan2.jpg"><img class="size-large wp-image-14036" alt="NOSTALGIA DI HIGGS - Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &quot;GX Gallery&quot;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS " src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan2.jpg?w=432&#038;h=500" width="432" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">NOSTALGIA DI HIGGS &#8211; Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &#8220;GX Gallery&#8221;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS</p></div>
<p style="text-align:justify;">Dunque, i “ferri” di <b>Daniele Dell’Angelo Custode</b>, continuano a ‘viaggiare’, allestendo percorsi percettivo-espositivi, originali e tutti interessanti. Emoziona sempre  più l’evidente realtà della materia trattata e plasticamente lavorata. Sulle superfici metalliche e sulle scabre, ritorte, congestionate, sporgenze informali, si rifraggono e si sovrappongono quei bagliori limpidi e cangianti, come lo “skyline irrisolto” di <i>immagini di città</i> contemporanee, sollecitate da tensioni non previste.</p>
<div id="attachment_14037" class="wp-caption aligncenter" style="width: 473px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan3.jpg"><img class="size-full wp-image-14037" alt="FLOW SE3 - Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &quot;GX Gallery&quot;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS " src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan3.jpg?w=500"   /></a><p class="wp-caption-text">FLOW SE3 &#8211; Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &#8220;GX Gallery&#8221;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS</p></div>
<p style="text-align:justify;">L’arte, come un sofisticato ‘sensore’ biologico, percepisce le più leggere vibrazioni provenienti dalla nostra contemporaneità e le materializza in ricercati moti dell’animo che, come onde si infrangono sulle ripide falesie della realtà corrodendole lentamente. Sussulti e sismi silenziosi accaduti in profondità, sono percepiti e afferiscono solo a selezionate sensibilità. E allora ecco le deformazioni, le pieghe, i tagli che osserviamo, adottare un complesso apparato di originali virtuosismi espressionistici posti al limite, delle sollecitazioni provocate o ancora inconsciamente da provocare. Rivoluzioni materiche in corso, quindi, di cui cogliamo gli spasmodici, e non più latenti, affioramenti.</p>
<div id="attachment_14038" class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/imm-9.jpg"><img class="size-full wp-image-14038" alt="L'artista Daniele Dell'Angelo Custode al Gherkin Building, Londra" src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/imm-9.jpg?w=500"   /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;artista Daniele Dell&#8217;Angelo Custode al Gherkin Building, Londra</p></div>
<p>Un lavoro di ricerca, quello dell’artista salentino <b>Daniele Dell’Angelo Custode</b> che non mancherà davvero di ‘<i>lasciare il segno’</i>, nella storia della scultura di metallo e delle sue potenti espressività, nell’arte contemporanea.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/arte/'>Arte</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/daniele-dellangelo/'>daniele dell'angelo</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/gherkin-building/'>Gherkin Building</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/paolo-marzano/'>paolo marzano</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14032&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">paolomarzano</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/imm-11.jpg?w=500" medium="image">
			<media:title type="html">L&#039; artista Daniele Dell&#039;Angelo Custode, nell&#039; allestimento della mostra dal 01 al 30 Maggio presso il &#039;Searcys Club&#039;,  del 40 piano, al &#34;Gherkin&#34; Building, 30 St Mary Axe, Londra</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">IDEA RIPIEGATA - Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &#34;GX Gallery&#34;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS </media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan2.jpg?w=432" medium="image">
			<media:title type="html">NOSTALGIA DI HIGGS - Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &#34;GX Gallery&#34;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS </media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/dan3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">FLOW SE3 - Mostra del 01 al 30 Aprile presso la &#34;GX Gallery&#34;, 43 Denmark Hill, Camberwell Londra, SE5 8RS </media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/imm-9.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">L&#039;artista Daniele Dell&#039;Angelo Custode al Gherkin Building, Londra</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>…l’odore dei cardi…</title>
		<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2013/05/08/lodore-dei-cardi/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 04:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lelemastroleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori salentini]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere il Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti salentini]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura salentina]]></category>
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		<category><![CDATA[poeti salentini]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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		<description><![CDATA[…l’odore è quello sacro del cardo arso da un sole devoto e anziano, il sapore del seno di una madre umido di sale e terra rossa, sapido di misticanza e finocchio, che chiude gli occhi alla fame dei miei ricordi e sale sulla selva a rimescolare la rena di un inverno, che scambia il sangue [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14027&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Ernesto De Donno: Franite" alt="" src="http://www.ernestodedonno.it/immagini/franite.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Ernesto De Donno: Franite</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><em>…l’odore è quello sacro del cardo </em></p>
<p style="text-align:left;"><em>arso da un sole devoto e anziano,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>il sapore del seno di una madre<span id="more-14027"></span></em></p>
<p style="text-align:left;"><em>umido di sale e terra rossa,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>sapido di misticanza e finocchio,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>che chiude gli occhi alla fame</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>dei miei ricordi e sale sulla selva</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>a rimescolare la rena di un inverno,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>che scambia il sangue lucido delle vene</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>in una notte di rossi primitivi,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>per mettere a tacere quel filare,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>quel frizzo di  rondine calante,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>quello strisciare di lucertola monca,</em></p>
<p style="text-align:left;"><em>che non prenderà mai il vento…</em></p>
</blockquote>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/arte/poesia/'>Poesia</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/scrittori-salentini-2/poesie-scrittori-salentini/'>Poesie</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/scrittori-salentini-2/'>Scrittori salentini</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/scrivere-il-salento/'>Scrivere il Salento</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/artisti-salentini/'>Artisti salentini</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/cultura-salentina/'>Cultura salentina</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/lele-mastroleo/'>lele mastroleo</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/poeti-salentini/'>poeti salentini</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/salento/'>Salento</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/scrittori-salentini/'>scrittori salentini</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14027&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Monteroni 12 maggio. Mostra fotografica di Gianfranco Budano</title>
		<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2013/05/07/sinfonie-di-luci-mostra-fotografica-di-gianfranco-budano/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 23:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo D'Aurelio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Budano fotografo]]></category>
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		<category><![CDATA[mostra Sinfonie di Luci]]></category>
		<category><![CDATA[recensione fotografi Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Salone espositivo Falegnameria Barba]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo D'Aurelio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://culturasalentina.wordpress.com/?p=14011</guid>
		<description><![CDATA[Domenica 12 maggio, alle 18:30, Monteroni ospita una mostra fotografica dell&#8217;autore presso il Salone Espositivo della “Falegnameria Barba”. Da domenica 19 la mostra verrà trasferita nei saloni del Palazzo Baronale. L&#8217;evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alle Politiche Ambientali in collaborazione con il locale Circolo Legambiente “Pietro Medagli” (n.d.r.). Per Gianfranco Budano, classe 1962 [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=14011&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 12 maggio</strong>, alle 18:30, <strong>Monteroni</strong> ospita una mostra fotografica dell&#8217;autore presso il Salone Espositivo della “Falegnameria Barba”. Da domenica 19 la mostra verrà trasferita nei saloni del <strong>Palazzo Baronale</strong>. L&#8217;evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alle Politiche Ambientali in collaborazione con il locale <strong>Circolo Legambiente “Pietro Medagli”</strong> (n.d.r.).</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="Earth spirit di Gianfranco Budano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/gianfrancobudano/6908199878/"><img alt="Earth spirit" src="http://farm6.staticflickr.com/5467/6908199878_9351bb1034.jpg" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">©Gianfranco Budano: Earth spirit</p></div>
<p style="text-align:justify;">Per <b>Gianfranco Budano</b>, classe <b>1962 </b>e leccese d’adozione, l’incontro con la fotografia avviene nel 1981, anno in cui acquista la sua prima fotocamera: una Olympus. Da quel momento l’obiettivo diventa più che un hobby tanto da portarlo a formarsi come <b>fotografo professionista</b> lavorando per importanti agenzie internazionali. Alcune sue foto sono presenti su <i>Getty Images</i>, uno dei fornitori leader mondiali di contenuti digitali, e la sua “<a href="http://www.flickr.com/photos/gianfrancobudano/2131579012/in/photostream" target="_blank"><b>Christmas in Italy</b></a>” è stata acquistata dalla University of Oxford e utilizzata per il banner del Dipartimento di Italianistica.<span id="more-14011"></span> Oggi, forse perché non più impegnato professionalmente a tempo pieno, la foto è divenuta <b>un&#8217;intima ricerca </b>tesa a immortalare suggestioni paesaggistiche straordinarie, l’armonia di quella natura alla quale lui è strettamente legato quasi in una sorta di simbiosi biologica e psichica.</p>
<p style="text-align:justify;">Fermare l’attimo in uno scatto senza <b>catturare l’emozione</b> suscitata in chi n’è attratto significa ridurre il senso della foto a mera mimesi. Nella fotografia di <strong>Gianfranco Budano</strong> l’immagine non si presta mai ad essere una superficiale <b>imitazione-riproduzione</b> della realtà quanto, invece, la <b>rappresentazione</b> di <b>uno stato emozionale</b> che l’occhio, attraverso l’obiettivo, riesce a scorgere tra distese agresti silenziose, muriccioli, vitigni, alberi dai tronchi e dalle chiome tormentate e, ancor più, attraverso gli sconfinati suoi cieli che ospitano, quasi costantemente, fantasmagoriche ed intense evoluzioni nuvolose. In questo suo modo di fare fotografia è facile scorgere, così come lo stesso autore conferma, il pensiero del francese <strong>Michel Tcherevkoff</strong>: «<em>uso la fotografia per creare la mia propria visuale. Non registro la realtà. Catturo quello che sta nella mia mente basandola su quello che è fuori da lì. […] non interessa il processo ma il risultato</em>».</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img alt="bud3" src="http://farm3.static.flickr.com/2189/1506098790_96f77ee8f6.jpg" width="500" height="333" /><p class="wp-caption-text">&#8220;Freedom land&#8221;, (ph. Gianfranco Budano, 2007 &#8211; Tutti i diritti riservati)</p></div>
<p style="text-align:justify;">È la capacità dell&#8217;autore di trasfondere l’incorporeità di un suo stato interiore in immagini di forme tangibili presenti in natura &#8211; ricorrendo anche alla manipolazione dei colori per renderli ancor più netti &#8211; a dare alla sua <b>fotografia</b> il merito di poterla definire “<b>artistica</b>”. Gianfranco ha il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare e il gusto di catturare; gli sono propri i tre concetti che, secondo Helmut Newton, sono alla base dell’arte della fotografia. Sarà, probabilmente, il <b>legame</b> e la passione che lo tengono così amorevolmente stretto alla <b>sua terra salentina</b> – è anche il fondatore e il direttore della nostra rivista “<a href="http://culturasalentina.it" target="_blank"><strong>Culturasalentina</strong>.it</a>” &#8211; a far di lui un fotografo che preferisce sia i <b>fortissimi contrasti</b> di colore e sia la <b>morbidezza della luce</b> come quella che caratterizza i suoi tramonti dai cieli infuocati oppure quella che si perde negli orizzonti marini o tra ulivi e i pini secolari di una terra apparentemente arsa e infeconda. I colori sempre <b>vividi</b> e portatori di <b>lucentezza</b> accentuano il senso del calore – umano e fisico &#8211; che enfatizza sottolineando le <b>sfumature degli arancioni</b>. Allo stesso modo, in molte foto, la manipolazione del colore permette, a chi osserva, di avvertire attraverso <b>accesi verdi e rossi </b>o<b> pastelli imbruniti</b> il brivido di una brezza marina, di inebriarsi dell’armonia di un campo fiorito, di sprofondare nel silenzio fiabesco di una lunga stradina di campagna, di ascoltare brusii atavici sullo sfondo di un’antica masseria o di una vetusta <i>paiara </i>accarezzata dal vento, di sentire il peso della storia sopportato da un’antica torre costiera. I suoi <b>intensi cieli blu</b> sovrastano campi e chiome <b>verdi smeraldo</b>, i <b>cieli azzurri </b>sono contrapposti a <b>distese rosse di terre</b> pronte a far germogliare il grano, il vitigno sembra dire che il sangue di quella sua terra salentina è contenuto proprio in esso.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img alt="bud2" src="http://farm4.static.flickr.com/3075/2560430205_99072e5987.jpg" width="500" height="333" /><p class="wp-caption-text">&#8220;Un día encantador&#8221;, (ph. Gianfranco Budano, 2008 &#8211; Tutti i diritti riservati)</p></div>
<p style="text-align:justify;">La fotografia di Gianfranco Budano è <b>un mondo di visioni</b> e di luoghi della sua immaginazione, così come lui stesso afferma: lo scopo ultimo della sua fotografia è quello di offrire una sorta di <b>reazione</b> in chi la guarda. E&#8217; difficile rimanere indifferenti a tanta <b>bellezza di luoghi</b> che, fortunatamente, il <b>Salento</b> ancora conserva e che Gianfranco Budano sa sapientemente incastonare in atmosfere fiabesche, in ideali abbracci romantici, in stupende interpretazioni artistiche, in <b>immagini mentali chiare e autentiche</b>.</p>
<p style="text-align:justify;">Gianfranco riesce a <b>donare tutte le emozioni</b> che, purtroppo, spesso sfuggono alla vista di chi ha dimenticato le radici e ogni altro retaggio di quello splendido lembo di terra chiamato <strong>Salento</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/locandina_web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14020" alt="Locandina_Web" src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/locandina_web.jpg?w=500&#038;h=1000" width="500" height="1000" /></a></p>
<p>//</p>
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			<media:title type="html">vdaurelio</media:title>
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		<media:content url="http://farm6.staticflickr.com/5467/6908199878_9351bb1034.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Earth spirit</media:title>
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			<media:title type="html">bud3</media:title>
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			<media:title type="html">Locandina_Web</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La ragione e la speranza</title>
		<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2013/05/06/la-ragione-e-la-speranza/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 04:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dino Licci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori salentini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dino Licci La notte mostrava la faccia sublime dell’Universo. Pallide ombre di ulivi secolari sembravano porgergli le braccia nodose quasi a segnargli la strada, mentre mille foglioline argentate cantavano in coro un’armoniosa cantilena. L’uomo sedette ai bordi di un muretto e si lasciò andare al ritmo del vento. Era lui, era il vento che [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13967&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>di Dino Licci</strong></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3d/L%C3%A9on_Augustin_Lhermitte,_The_Haymakers.jpeg"><img alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3d/L%C3%A9on_Augustin_Lhermitte,_The_Haymakers.jpeg" width="500" height="404" /></a><p class="wp-caption-text">Léon Augustin Lhermitte: The Haymakers</p></div>
<div style="text-align:justify;">La notte mostrava la faccia sublime dell’<strong>Universo</strong>. Pallide ombre di ulivi secolari sembravano porgergli le braccia nodose quasi a segnargli la strada, mentre mille foglioline argentate cantavano in coro un’armoniosa cantilena. L’uomo sedette ai bordi di un muretto e si lasciò andare al ritmo del vento. Era lui, era il vento che batteva il ritmo, che gli parlava dappresso sussurrandogli parole a volte melodiose e carezzevoli, a volte dure e minacciose e sinistre:<span id="more-13967"></span></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"> <em>&#8220;Che fai, che fai, uomo, vagando nella notte? che cerchi, che cerchi, uomo, nel cuore della notte buia?&#8221;</em></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">E una nuvola prese le sembianze di una giovane fanciulla e sembrava essere lei la voce del vento. Ed era insistente, sinuosa, carezzevole e svolazzava col suo vestito bianco tra i rami degli alberi frondosi e mille ricami correvano sulle pieghe argentate delle sue vestimenta ed a tratti svaniva eterea ed impalpabile, a tratti sembrava vera, vicina, concreta, parlante.</div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">&#8220;<em>Cerco l’amore</em> -le disse l’uomo- <em>cerco la poesia, cerco l’essenza, cerco quella Verità che il sole nasconde durante il giorno con le genti che corrono, col lavoro che incalza, con la luce che acceca. Cerco la mia fantasia, i miei sogni , i miei desideri, le aspirazioni e le speranze&#8221;</em></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">&#8220;<em>Le speranze?&#8221; </em>Ora il vento era aumentato d’intensità ed un leggero sibilo serpeggiava nella fitta vegetazione. Un brivido di freddo raggiunse l’uomo, che alzò gli occhi al cielo a cercare la fanciulla che si disperdeva nel vento in un gioco fantasioso e variegato ed al suo posto lentamente prendeva forma una donna, certamente meno bella, spigolosa ed emaciata, scavata nelle guance e con un sorriso ancora indefinito sulle sue labbra sottili che si schiudevano appena sibilando:</div>
<div style="text-align:justify;"><em>&#8220;Le speranze, tu che hai rinnegato la fede? tu che hai analizzato, soppesato, vagliato dogmi e teorie, credenze e religioni, miti e leggende? Tu che hai elevato la ragione a regina della tua Vita? Tu che hai sposato la tesi che Dio è morto, sepolto dalle lucide deduzioni del tuo sapere, dalla fredda analisi della realtà dell’Universo ?&#8221;</em></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"><em>&#8220;Il giorno</em> &#8211; si difese l’uomo &#8211; <em>solo durante il giorno, ma la notte, la notte vivo il tepore, la gioia, l’abbandono della mia fantasia. La notte posso gridare al vento tutto il mio dolore, il mio turbamento e lo sconforto e la gioia e lo sbalordimento e lo stupore per tutti questi mondi che mi ruotano attorno in una giostra infinita che mi sovrasta e mi schiaccia. Mi schiaccia, mi terrorizza e mi sconvolge ma mi eleva e mi esalta perché questo mondo così grande, questo Universo che si espande, questo infinito andare di astri e meteore e pianeti e galassie immense che mi proiettano lontano in uno sfavillio che in parte mi disorienta, pure esse sono qui, contenute nel mio cervello che si sublima nello sconcerto, conscio si, conscio dei suoi limiti, ma anche della sua grandezza:  piccolo quasi fosse  un granello di sabbia, ma capace di contenere al suo interno l’Universo intero, capace di contenere l’Idea stessa d&#8217; Infinito!!!</em></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"><em>Solo, nella notte buia, posso finalmente immaginare Dio, un Dio che non conosco ma della cui presenza sono certo, dialogare con lui, con Lui vero, ripulito dalle credenze impostami, scevro da ogni misticismo, da ogni assioma, da ogni dogmatico credo e finalmente splendente nella purezza della Sua presenza trascendente ed impalpabile, che s’incunea nella mia mente assieme a questi astri che di giorno si spengono perdendo tutto il loro splendore e che ora invece catturano il mio pensiero e lo trascinano lontano, lontano, oltre i confini dell’Universo, più veloce della luce, trascinato dalla forza dell’Idea che travalica i confini del sapere, oltre lo spazio ed il tempo, come un cavallo impazzito cha cavalco volando verso i confini della follia&#8230;&#8221;</em></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">Andava scemando la forza del vento e le nuvole finora leggermente inquiete, giocavano ancora con la sua fantasia. La donna sibilante scomparve d’incanto lasciando spazio ad un incorporeo violinista che danzava, contorcendosi tutto, <strong>la danza della vita</strong> . L’uomo si chinò a raccogliere un fiore. Lo cercava ogni notte quel fiore, il fiore dell’amore diceva lui, ritenendo che il giorno esso fosse nascosto dall’orgoglio, dalla passione, dal calcolo, dal pregiudizio, dall’invidia, dalla gelosia e finalmente oggi sembrava averlo trovato seminascosto tra il verde degli arbusti di erica e le bacche azzurre dei ginepri. E mentre il violinista si dissolveva vibrando, il vento disperdeva quella dolce melodia tra le fruscianti cime degli ulivi maestosi e tutte le foglie degli alberi suonavano con lui e l’uomo rideva giulivo mentre la sua mano s’impossessava di quel magico dono e di colpo fu festa con quegli uccelli svettanti che annunciavano l’aurora, con quei radiosi sprazzi di luce che diffondevano barlumi di candido chiarore. Quei primi raggi di sole dispersero la notte, l’incanto delle nuvole improvvisamente svanì ed il fiore reciso piegò lentamente il suo stelo rugiadoso e dolcemente, silenziosamente, chinò la testa e morì, mentre l’uomo, meditabondo e sereno, tornò lentamente alla vita del giorno, coi suoi problemi, le sue esigenze, l’eterna lotta tra il bene ed il male. E la ragione riprese rapidamente il suo ruolo diurno ed i suoi sogni, le sue speranze, le sue illusioni, la sua fantasia, svanirono d’incanto come quelle nuvole impalpabili che lo avevano dolcemente sedotto, quelle nuvole che lo avevano trascinato nel mondo incantato dell’estasi e dell’illusione, laddove esiste forse un’altra Verità, un’altra vita ricolma di tremuli respiri, con la spinta del vento che ci invoglia a seguirlo sempre più in alto, sempre più lontano, per cercare ancora, nell’immenso splendore dell’incorporeo e del trascendente, un disegno, uno scopo, una meta che giustifichi appieno questo nostro inquietante, misterioso divenire!!!</div>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/scrittori-salentini-2/racconti-scrittori-salentini/'>Racconti</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/scrittori-salentini-2/'>Scrittori salentini</a>  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13967&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">osvaldolicci</media:title>
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	</item>
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		<title>Documentari: Girolamo Comi di Carlo Mazzotta</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 04:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Danieli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documentari]]></category>
		<category><![CDATA[carlo mazzotta]]></category>
		<category><![CDATA[documentari]]></category>
		<category><![CDATA[Girolamo Comi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora un bellissimo documentario del regista salentino Carlo Mazzotta che è andato a indagare la vita di Girolamo Comi, un&#8217;altra eccellenza poetica della nostra terra, il tutto condito da un inedito ricordo sintetizzato dal prof. Francesco Danieli. Buona lettura (ndr). Il nome di Girolamo Comi mi è stato familiare fin dalla fanciullezza. Mio papà Gaetano [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13997&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/girolamo-comi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14000" alt="Girolamo Comi" src="http://culturasalentina.files.wordpress.com/2013/05/girolamo-comi.jpg?w=500&#038;h=295" width="500" height="295" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ancora un bellissimo documentario del regista salentino Carlo Mazzotta che è andato a indagare la vita di <strong>Girolamo Comi</strong>, un&#8217;altra eccellenza poetica della nostra terra, il tutto condito da un inedito ricordo sintetizzato dal prof. Francesco Danieli. Buona lettura (ndr).</em><span id="more-13997"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il nome di Girolamo Comi mi è stato familiare fin dalla fanciullezza. Mio papà Gaetano mi raccontava entusiasta di aver intrattenuto con lui un fecondo scambio letterario e culturale, presso il palazzo di Lucugnano, lungo tutto il 1967 e i primi mesi del 1968. Il barone sarebbe venuto a mancare il 3 aprile di quell’anno. Eppure, fino a pochi giorni prima, aveva continuato ad accogliere nella sua casa giovani intellettuali salentini, ascoltandoli declamare i loro versi, incoraggiandoli e correggendoli all’occorrenza.<br />
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='500' height='312' src='http://www.youtube.com/embed/_uXzMRMg37w?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span><br />
Tra questi, proprio nella compagnia di mio padre, c’era quello che sarebbe diventato uno dei più importanti poeti di Terra d’Otranto, Ercole Ugo D’Andrea (1937-2002). Nato nel 1890 a Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa, Comi frequentò i salotti letterari romani tra il 1920 e il 1946, legandosi a personalità del calibro di Ernesto Buonaiuti, uno dei principali esponenti del Modernismo italiano. Sempre nell’Urbe si avvicinò ai cenacoli poetici orfico-misteriosofici, apprese le teorie steineriane, si legò a gruppi esoterici. Nel 1946 si separò dalla moglie, Erminia De Marco, ritornando nella sua terra natale e stabilendosi nel palazzo avito di Lucugnano, dove fondò l’Accademia Salentina e la rivista letteraria L’Albero. Le esperienze romane impressero un segno indelebile nella sua produzione poetica, eclettica seppur provinciale, che non gli meritò, forse con troppa approssimazione, l’inserzione tra i grandi della poesia italiana del Novecento. Il video di Carlo Mazzotta, “<em>Girolamo Comi. Poeta del Novecento</em>”, presentato da Lupo Editore e promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce, offre uno strumento di gran pregio per conoscere e rivalutare questa straordinaria figura, per molti versi ancora da scoprire.</p>
<p>// </p>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/documentari/'>Documentari</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/carlo-mazzotta/'>carlo mazzotta</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/documentari-2/'>documentari</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/girolamo-comi/'>Girolamo Comi</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13997&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">cdanieli</media:title>
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			<media:title type="html">Girolamo Comi</media:title>
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		<item>
		<title>Aurora</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 01:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[cesare pinutello]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cesare Minutello chimeriche ragnatele brucia l’aurora che monda e sfronda erbeggiare e boccioli zingaresche carovane disperse e perse nell’intrigo giornaliero ma poco lontano già corrono pedalano i bambini nei recinti di fili spinati sulle mura dilaniate dai carri armati sui campanili sui tetti dei baci grezzi e buoni Archiviato in:Poesia Tagged: cesare pinutello, poesie, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13989&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Cesare Minutello</strong><br />
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://lowrey.co.uk/"><img alt="" src="http://lowrey.co.uk/watercolour_images/Boats-and-reflections.jpg" width="500" height="357" /></a><p class="wp-caption-text">Arnold Lowrey: Boats and Reflections, acquerello</p></div></p>
<p style="text-align:center;"><em>chimeriche ragnatele</em><br />
<em> brucia l’aurora</em><br />
<em> che monda e sfronda<span id="more-13989"></span></em><br />
<em> erbeggiare e boccioli<!--more--></em><br />
<em> zingaresche carovane</em><br />
<em> disperse e perse</em><br />
<em> nell’intrigo giornaliero</em><br />
<em> ma poco lontano</em><br />
<em> già corrono pedalano</em><br />
<em> i bambini nei recinti</em><br />
<em> di fili spinati</em><br />
<em> sulle mura dilaniate</em><br />
<em> dai carri armati</em><br />
<em> sui campanili sui tetti</em><br />
<em> dei baci grezzi e buoni</em></p>
<br />Archiviato in:<a href='http://culturasalentina.wordpress.com/category/arte/poesia/'>Poesia</a> Tagged: <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/cesare-pinutello/'>cesare pinutello</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/poesie/'>poesie</a>, <a href='http://culturasalentina.wordpress.com/tag/salento/'>Salento</a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturasalentina.wordpress.com&#038;blog=7488674&#038;post=13989&#038;subd=culturasalentina&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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