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Il tacco e la punta dello stivale italico, secondo l'antica ripartizione geografica

Il tacco e la punta dello stivale italico, secondo l'antica ripartizione geografica

Cercare di determinare con rigore storico tempi, modalità e vicende riguardanti la prima diffusione del Cristianesimo in Terra d’Otranto certo non è impresa facile. Se infatti, per la scarsità di testimonianze archeologiche e documentarie, ben poco conosciamo delle comunità pugliesi dei primi tre secoli dell’era cristiana, ancor più oscuro appare il processo di cristianizzazione della penisola salentina.

Sono gli atti di tre concili a fornirci le prime notizie circa l’istituzionalizzazione della Chiesa pugliese. Da essi sappiamo che al Concilio di Arles, nel 314, partecipò un tale Pardo, vescovo di Salpi, città dauna a sud di Siponto, per discutere sulla questione donatista. Nel 325, invece, a Nicea, nel tentativo di arginare l’eresia di Ario, abbiamo notizia della presenza di un tale Marcus Calabriae, secondo alcuni vescovo di Brindisi e per altri di Otranto. (more…)

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di Fernando Cezzi

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Maglie, Chiesa di Maria Ss. della Purificazione

Era la chiesa principale della comunità del Casale, dedicata a San Nicola, una scelta quasi naturale in un villaggio che – se non si vuole sognare un’origine più antica ancora – dovrebbe esser nato intorno al Mille, nella provincia italiana (catepanato) dell’impero bizantino, insediamento di lingua greca, chorion forse, un cui prete nel XII secolo prenderà in prestito dei libri dal monastero di san Nicola di Casole, presso Otranto: lo possiamo considerare il primo “magliese” – Teodoro mi pare si chiamasse – ad uscire dalle nebbie del passato.

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Tavola di san Giuseppe

Poche tradizioni sopravvivono e si tramandano, di madre in figlia, come quella legata alle Tavole di San Giuseppe, tipiche di alcuni paesi nel Salento ma con richiami e somiglianze anche in altri luoghi in Italia, in Sicilia ad esempio. Una Tavola di San Giuseppe, vista dall’esterno, non si differenzia in fondo più di tanto da una tavola in festa imbandita con pietanze salentine di vario genere. A renderla così particolare però sono gli invitati a questo pranzo. Invitati di tutto rispetto. Niente di meno che la Sacra Famiglia insieme ad altri Santi. E la devozione, unita all’innato senso di ospitalità salentino ed al desiderio di offrire il meglio ai propri commensali, fa’ si che ogni Tavola rappresenti al meglio la persona che la allestisce, non solo come padrona di casa ma anche come “donna di casa” e donna piena di fede. (more…)

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di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: la facciata parlante” nello lo studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello

A conclusione degli articoli precedenti sul Castello di Corigliano d’Otranto, è doveroso soffermarsi sull’analisi iconografica affrontata nello studio D’Urso-Avantaggiato (1) della “facciata parlante”.  In essa dominante la figura di Francesco Trani (Virtù: Giustizia e Carità), al centro della facciata e nella nicchia centrale, che «indossa un abito da cavaliere gerosolimitano: la ricca decorazione e la croce di Goffredo di Buglione, appuntata sulla destra della corazza, attestano tale appartenenza […] Il Duca troneggia al vertice della configurazione trionfale classica piramidale, ripresa spesso negli apparati effimeri, immerso nella luce celeste e protetto dalle Virtù della Giustizia e della Carità, l’epigrafe del cartiglio commenta: «Costei (la Giustizia) giudica le colpe/ l’altra (la Carità) offre le mammelle al neonato/ qui la sfolgorante Astrea là l’amabile Pellicano/ Franceseo Trani Barone di Tutino e Signore/ dello Stato di Corigliano/ si peoccupò di abbellire questo Castello». (more…)

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di Rocco Boccadamo

Santa Caterina, Portale daccesso - Galatina

Ogni tanto, la domenica mattina, vado ad ascoltar la Messa in una chiesa francescana che, a mio avviso, merita a buon titolo di essere definita senza uguali in Puglia: quella, dedicata a S. Caterina di Alessandria, che si erge, con composta maestosità e in una veste di singolare bellezza, nel centro storico di Galatina.

A proposito di tale monumento, devo sottolineare una cosa: sebbene mi sia capitato di accedervi e di ammirarlo oramai diverse volte, in ogni singola occasione avviene come se vivessi l’afflato emotivo del magico godimento che avvertii al primo contatto, tanto è il senso di gioia e di estasi che mi pervade nel soffermarmi al cospetto delle meraviglie artistiche, soprattutto affreschi, che vi si trovano racchiuse. (more…)

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di Rocco Boccadamo

Inseguimento di un carico di sigarette di contrabbando

Qualche riflessione alla luce delle fresche, clamorose e scottanti cronache intorno ad operazioni di riciclaggio finanziario, nell’ordine di miliardi d’euro.

I fatti ed i costumi delle varie epoche, la vita vissuta che si inanella lungo gli anni ed i lustri o in spazi temporali di maggiore ampiezza, possono da soli costituire una fonte di apprendimento e di riflessione assai più efficace ed illuminante di quanto riesce a rivelarsi una pur dotta e ricca enciclopedia: ovviamente, occorre passare in rassegna gli eventi e le abitudini con occhio obiettivo, scrutarne i motivi e gli spunti di fondo con serenità e tranquillamente come nello scorrere le pagine e i capitoli di una raccolta di volumi.
Ciò premesso, soffermiamoci sul cappello di queste note mediante qualche immagine concreta, così da proporre una sorta di raffronto definito e circoscritto. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

A teatro

Nel precedente articolo sono state narrate le vicende che hanno visto Giuseppe Romano impegnato a fornire Maglie del suo primo teatro. Opera di grande impatto emotivo sulla popolazione magliese dei primi del ‘900 che vedeva in quell’opera un gesto di vera e propria gratitudine e magnanimità del promotore. La novità e, quindi, l’attrattiva che il Kursal suscitò è ben testimoniata da una affluenza di pubblico che in un primo tempo fu notevole, con una media di biglietti venduti per ogni rappresentazione superiore ai 200, mentre in un secondo tempo, attorno al 1915, scese a 150. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Locandine d'altri tempi

Il riferimento a Giuseppe Romano, conosciuto come Don Peppe nnonnu e morto nel ’25 a 67 anni, per parlare dell’attività teatrale e cinematografica a Maglie agli inizi del ‘900, è necessario in special modo per la circostanza che vede legate a questo nome iniziative originali, e a volte coraggiose, nel campo dello spettacolo. Già prima del 1892 tal Pantaleo Rainò aveva ceduto al Romano gli arredi e il nome del teatrino Pietro Cossa. (more…)

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di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: dal castello al palazzo” nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, decorazioni della facciata

La trattazione dell’antico Castello, proposta nei due precedenti articoli, non si può esimere da un ulteriore approfondimento circa  le vicende che hanno permesso la trasformazione del Castello in Palazzo baronale. Anche in questa direzione, i risultati dello studio D’Urso-Avantaggiato (1) sono fondamentali nella lettura di ques’ulteriore pagina di storia salentina. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Una delle veneri di Parabita

Una delle veneri di Parabita

I tratti delle Veneri di Parabita che richiamano l’attenzione, perché si prestano ad una interpretazione del loro ruolo, sono la posizione delle mani posate sul grembo e, nella Venere ritenuta più importante, le solcature su una parte del volto e del collo.

La postura delle mani, conforme nelle due statuette, non trova analogie con le statuette occidentali, ma è riconoscibile in esemplari siberiani della cultura pavloniana di Kostienki I e di Avdejevo, suggerendo una medesima convenzione stilistica. (more…)

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di Maurizio Nocera

I Torrioni nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello, torrione

Nel precedente articolo circa il Castello di Corigliano d’Otranto è emersa prepotentemente la funzione difensiva di questa struttura che è dunque assimilabile a quella di una vera e propria fortezza. Nello stesso studio D’Urso-Avantaggiato (1) particolarmente interessante è la trattazione circa l’attribuzione e il significato del programma epigrafico dei Torrioni del Castello  che è foriero di suggestive riflessioni. Scrivono gli autori che: «concentrando l’attenzione sul prospetto dei torrioni si scorgono i bassorilievi che li decorano e l’abbinato repertorio epigrafico. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Una delle cd. Veneri di Parabita (da La passione dell'origine - a cura di Eletttra Ingravallo)

Nel 1965 Giuseppe Piscopo del Gruppo Speleologico “P. De Lorentiis” di Maglie, rinveniva all’interno di una grotta nei dintorni di Parabita, due statuette umane femminili scolpite in osso di cm. 9 e cm. 6.

Come la maggior parte delle sculture a tutto tondo del paleolitico superiore italiano, anche le Veneri di Parabita, appartengono ad un livello stratigrafico differente da quello del rinvenimento. La loro “giacitura secondaria” è causata da eventi di tipo diverso. Azione delle acque, tane di animali, scavi clandestini. Tuttavia, la natura e le caratteristiche dei sedimenti presenti nelle fenditure dei reperti consentono ad Antonio M. Radmilli, al quale vengono affidate, di stabilire l’orizzonte culturale, entro il quale collocarle: la terra rossa della sedimentazione costituisce lo strato in cui sono contenuti i materiali appartenenti ad un periodo compreso fra l’epigravettiano antico ed il romanelliano recente. (more…)

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