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Il tacco e la punta dello stivale italico, secondo l'antica ripartizione geografica

Il tacco e la punta dello stivale italico, secondo l'antica ripartizione geografica

Cercare di determinare con rigore storico tempi, modalità e vicende riguardanti la prima diffusione del Cristianesimo in Terra d’Otranto certo non è impresa facile. Se infatti, per la scarsità di testimonianze archeologiche e documentarie, ben poco conosciamo delle comunità pugliesi dei primi tre secoli dell’era cristiana, ancor più oscuro appare il processo di cristianizzazione della penisola salentina.

Sono gli atti di tre concili a fornirci le prime notizie circa l’istituzionalizzazione della Chiesa pugliese. Da essi sappiamo che al Concilio di Arles, nel 314, partecipò un tale Pardo, vescovo di Salpi, città dauna a sud di Siponto, per discutere sulla questione donatista. Nel 325, invece, a Nicea, nel tentativo di arginare l’eresia di Ario, abbiamo notizia della presenza di un tale Marcus Calabriae, secondo alcuni vescovo di Brindisi e per altri di Otranto. (more…)

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di Riccardo Viganò

Mortier, Pianta prospettica della città di Nardò in Puglia, Amsterdam, 1704

Il terribile terremoto del 20 febbraio 1743 colpì una regione molto vasta, provocando danni ingenti nella penisola salentina e nelle isole Ionie, al largo della Grecia occidentale. (more…)

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www.pasqualeurso.it

Pasquale Urso: Brindisi, palazzo del Seminario (litografia)

Brindisi

La Puglia, si diceva, è il mare, quello stesso mare che avevano solcato quattromila anni fa i Fenici, il mare dell’Odisseo omerico dalla fluttuante incertezza, o dell’Ulisse dantesco, della conoscenza e dell’esperienza, ma anche il mare della sofferenza e della paura, delle aggressioni saracene, (more…)

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di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: la facciata parlante” nello lo studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello

A conclusione degli articoli precedenti sul Castello di Corigliano d’Otranto, è doveroso soffermarsi sull’analisi iconografica affrontata nello studio D’Urso-Avantaggiato (1) della “facciata parlante”.  In essa dominante la figura di Francesco Trani (Virtù: Giustizia e Carità), al centro della facciata e nella nicchia centrale, che «indossa un abito da cavaliere gerosolimitano: la ricca decorazione e la croce di Goffredo di Buglione, appuntata sulla destra della corazza, attestano tale appartenenza […] Il Duca troneggia al vertice della configurazione trionfale classica piramidale, ripresa spesso negli apparati effimeri, immerso nella luce celeste e protetto dalle Virtù della Giustizia e della Carità, l’epigrafe del cartiglio commenta: «Costei (la Giustizia) giudica le colpe/ l’altra (la Carità) offre le mammelle al neonato/ qui la sfolgorante Astrea là l’amabile Pellicano/ Franceseo Trani Barone di Tutino e Signore/ dello Stato di Corigliano/ si peoccupò di abbellire questo Castello». (more…)

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di Michele Lenti

Da sinistra Cosimo D'Angela, l'assessore Elio Michele Greco e Nico Blasi

Appuntamento con il ricordo di Italo Palasciano quello svoltosi presso il salone di rappresentanza dell’Associazione Artigiana di Martina Franca, organizzato dal Gruppo Umanesimo della Pietra. Giornalista professionista, Italo Palasciano (Alberobello, 12 marzo 1927 – Bari 13 febbraio 2007), all’indomani dell’ultima Guerra Mondiale e fino al 1982, è stato redattore per la Puglia del quotidiano “L’Unità”, in qualità di esperto dei problemi dell’agricoltura pugliese e della sua storia; in precedenza aveva collaborato con “Paese Sera”, mentre per conto dell’Istituto Feltrinelli era stato fra i curatori della “Bibliografia della stampa operaia e contadina in Puglia dal 1846 al 1924”. (more…)

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di Rocco Boccadamo

Inseguimento di un carico di sigarette di contrabbando

Qualche riflessione alla luce delle fresche, clamorose e scottanti cronache intorno ad operazioni di riciclaggio finanziario, nell’ordine di miliardi d’euro.

I fatti ed i costumi delle varie epoche, la vita vissuta che si inanella lungo gli anni ed i lustri o in spazi temporali di maggiore ampiezza, possono da soli costituire una fonte di apprendimento e di riflessione assai più efficace ed illuminante di quanto riesce a rivelarsi una pur dotta e ricca enciclopedia: ovviamente, occorre passare in rassegna gli eventi e le abitudini con occhio obiettivo, scrutarne i motivi e gli spunti di fondo con serenità e tranquillamente come nello scorrere le pagine e i capitoli di una raccolta di volumi.
Ciò premesso, soffermiamoci sul cappello di queste note mediante qualche immagine concreta, così da proporre una sorta di raffronto definito e circoscritto. (more…)

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di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: dal castello al palazzo” nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, decorazioni della facciata

La trattazione dell’antico Castello, proposta nei due precedenti articoli, non si può esimere da un ulteriore approfondimento circa  le vicende che hanno permesso la trasformazione del Castello in Palazzo baronale. Anche in questa direzione, i risultati dello studio D’Urso-Avantaggiato (1) sono fondamentali nella lettura di ques’ulteriore pagina di storia salentina. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Una delle veneri di Parabita

Una delle veneri di Parabita

I tratti delle Veneri di Parabita che richiamano l’attenzione, perché si prestano ad una interpretazione del loro ruolo, sono la posizione delle mani posate sul grembo e, nella Venere ritenuta più importante, le solcature su una parte del volto e del collo.

La postura delle mani, conforme nelle due statuette, non trova analogie con le statuette occidentali, ma è riconoscibile in esemplari siberiani della cultura pavloniana di Kostienki I e di Avdejevo, suggerendo una medesima convenzione stilistica. (more…)

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di Maurizio Nocera

I Torrioni nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello, torrione

Nel precedente articolo circa il Castello di Corigliano d’Otranto è emersa prepotentemente la funzione difensiva di questa struttura che è dunque assimilabile a quella di una vera e propria fortezza. Nello stesso studio D’Urso-Avantaggiato (1) particolarmente interessante è la trattazione circa l’attribuzione e il significato del programma epigrafico dei Torrioni del Castello  che è foriero di suggestive riflessioni. Scrivono gli autori che: «concentrando l’attenzione sul prospetto dei torrioni si scorgono i bassorilievi che li decorano e l’abbinato repertorio epigrafico. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Una delle cd. Veneri di Parabita (da La passione dell'origine - a cura di Eletttra Ingravallo)

Nel 1965 Giuseppe Piscopo del Gruppo Speleologico “P. De Lorentiis” di Maglie, rinveniva all’interno di una grotta nei dintorni di Parabita, due statuette umane femminili scolpite in osso di cm. 9 e cm. 6.

Come la maggior parte delle sculture a tutto tondo del paleolitico superiore italiano, anche le Veneri di Parabita, appartengono ad un livello stratigrafico differente da quello del rinvenimento. La loro “giacitura secondaria” è causata da eventi di tipo diverso. Azione delle acque, tane di animali, scavi clandestini. Tuttavia, la natura e le caratteristiche dei sedimenti presenti nelle fenditure dei reperti consentono ad Antonio M. Radmilli, al quale vengono affidate, di stabilire l’orizzonte culturale, entro il quale collocarle: la terra rossa della sedimentazione costituisce lo strato in cui sono contenuti i materiali appartenenti ad un periodo compreso fra l’epigravettiano antico ed il romanelliano recente. (more…)

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Volantino della manifestazione

Si terrà a Roma lunedì 22 febbraio p.v., alle ore 19.00 presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, il convegno “Sud e Roma capitale. Radici e futuro euro-mediterraneo”. Insieme a Gianni Alemanno, sindaco della Capitale, interverranno lo storico Francesco Danieli, il presidente del centro studi Arpa Francesco Martucci, il giurista Lorenzo Scillitani e il filosofo Marcello Veneziani.

Così si esprime Francesco Martucci nel presentare l’evento, patrocinato dal comune di Roma e organizzato dal Centro Studi Arpa e dall’Opificio Meridiano:

«Attraverso la porta del Tevere e il litorale laziale, Roma ha sempre avuto i piedi ben piantati nella terraferma e gli occhi rivolti al Mediterraneo, il mare nostrum, di nuovo cuore dell’Europa, grazie al rifiorire sulle sue rotte di un mare di ricchezze ed opportunità che la Città Eterna non deve lasciarsi sfuggire. (more…)

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C’erano le macàre una volta.

Pagghiara salentina

Pagghiara salentina (ph. Gianfranco Budano)

E la gente si proteggeva seguendo le indicazioni tramandate da generazioni di saggezza popolare. Usando le erbe cacciastreghe (un rametto di iperico sotto la camicia, oppure rami di ulivo, rosmarino, lauro ginepro e noce intrecciati dietro le porte e finestre di casa).

Mettendo un ferro di cavallo, delle forbici aperte o delle falci sulla porta di casa o intorno alle culle dei bambini. Oppure, sapendo che i loro poteri avevano effetto solo di notte, lasciavano un barattolo con del sale o una scopa di saggìna capovolta davanti all’uscio di casa. Le macàre si sarebbero sicuramente fermate a contare i grani di sale o i fili della scopa, impiegando per questo tutta la notte. (more…)

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