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Posts contrassegnato dai tag ‘terra d’otranto’

La statua di san Giorgio esposta a Matino per la ricorrenza del 27 febbraio

Nel 1865 l’intero stivale italico, ad appena tre anni dall’unificazione nazionale, fu sconvolto da una forte epidemia di colera che mieté vittime a dismisura. Il contagio, scatenato e aggravato dalla mancanza di igiene, ebbe una seconda ondata l’anno seguente. (more…)

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di Mauro Bortone

© Gianfranco Budano: Welcome to Byzantine Empire

Tradizione, folklore, storia che si collegano al mito, ai dubbi, alle congetture, alle conferme e alle nuove smentite: sono tanti gli ingredienti che costituiscono il patrimonio di culture attorno alla figura di San Pietro in Terra d’Otranto. Una sorta di principio assodato, diventato nel tempo un “giallo storico”, trasformato in un genere letterario da guardare con sospetto e, infine, nuovamente rivalutato, ma col beneficio della parsimonia intellettuale. (more…)

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Caremma salentina

A Caremma pizzicotta, face u casu e la ricotta
e li face scusi, scusi cu nu lla vitine i carusi,
e li face chianu chianu, cu nu lla vite u guardianu.

A Gallipoli la Caremma è la madre “te lu Titoru” (la maschera locale che muore per le gozzoviglie del martedì grasso), a Martina Franca è la “Quarantena”, riempita di dolci e frutta per la gioia dei bambini, ad Oria è la “Quaremma”, che ha come “corredo” anche una bottiglietta d’olio (per alimentare la lampada che le consentirà di continuare a lavorare di notte), una d’aceto (a simboleggiare la ristrettezza economica) e 7 fichi secchi o taralli oltre al fuso. (more…)

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Caremme salentine

Ci sono tradizioni che sono destinate a  durare. Per altre, forse più suggestive, e per questo più impegnative da mantenere, il rischio che vengano lentamente dimenticate è più alto.

Le ho cercate, in giro per il Salento. Le ho cercate da mercoledì scorso, il mercoledì delle ceneri, perchè è il giorno in cui secondo la tradizione dovrebbero essere esposte. Addirittura dalla mezzanotte. Le ho cercate fino ad oggi, a quasi una settimana di distanza. Ho camminato guardando per aria in molti paesini del Salento che non avevo ancora mai visitato. Guardavo in alto, verso i cornicioni, i balconi, le terrazze. (more…)

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A tutt’oggi, gli studiosi dei Cavalieri Templari nella Penisola Salentina si sono limitati a riproporre alcuni insediamenti già noti, come quelli di Maruggio e della precettoria di Lecce, senza preoccuparsi di spostare le loro ricerche più a sud, nel cuore della Terra d’Otranto, (more…)

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Torre del Serpe

Torre del Serpe - (Foto di Gianfranco Budano)

Poche torri costiere, fra le oltre ottanta, dislocate strategicamente lungo l’intera cintura costiera di Terra d’Otranto, sono così evocative di antiche emozioni come lo è la torre del Serpe. Sarà per la strana forma, uno stretto cilindro innestato su una base a tronco di cono, sarà per il posto, assolutamente splendido, un luogo dell’anima con una splendida vista sul canale di Otranto. Forse non è necessario capire bene perché, vi basti sapere che occorre approcciarsi a questo monumento con lo stesso rispetto che si deve ai luoghi sacri; quando sarete lì soffermatevi ad ammirarla e godete della magica vista dei luoghi. (more…)

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di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: la facciata parlante” nello lo studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello

A conclusione degli articoli precedenti sul Castello di Corigliano d’Otranto, è doveroso soffermarsi sull’analisi iconografica affrontata nello studio D’Urso-Avantaggiato (1) della “facciata parlante”.  In essa dominante la figura di Francesco Trani (Virtù: Giustizia e Carità), al centro della facciata e nella nicchia centrale, che «indossa un abito da cavaliere gerosolimitano: la ricca decorazione e la croce di Goffredo di Buglione, appuntata sulla destra della corazza, attestano tale appartenenza […] Il Duca troneggia al vertice della configurazione trionfale classica piramidale, ripresa spesso negli apparati effimeri, immerso nella luce celeste e protetto dalle Virtù della Giustizia e della Carità, l’epigrafe del cartiglio commenta: «Costei (la Giustizia) giudica le colpe/ l’altra (la Carità) offre le mammelle al neonato/ qui la sfolgorante Astrea là l’amabile Pellicano/ Franceseo Trani Barone di Tutino e Signore/ dello Stato di Corigliano/ si peoccupò di abbellire questo Castello». (more…)

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di Rocco Boccadamo

Inseguimento di un carico di sigarette di contrabbando

Qualche riflessione alla luce delle fresche, clamorose e scottanti cronache intorno ad operazioni di riciclaggio finanziario, nell’ordine di miliardi d’euro.

I fatti ed i costumi delle varie epoche, la vita vissuta che si inanella lungo gli anni ed i lustri o in spazi temporali di maggiore ampiezza, possono da soli costituire una fonte di apprendimento e di riflessione assai più efficace ed illuminante di quanto riesce a rivelarsi una pur dotta e ricca enciclopedia: ovviamente, occorre passare in rassegna gli eventi e le abitudini con occhio obiettivo, scrutarne i motivi e gli spunti di fondo con serenità e tranquillamente come nello scorrere le pagine e i capitoli di una raccolta di volumi.
Ciò premesso, soffermiamoci sul cappello di queste note mediante qualche immagine concreta, così da proporre una sorta di raffronto definito e circoscritto. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Locandine d'altri tempi

Il riferimento a Giuseppe Romano, conosciuto come Don Peppe nnonnu e morto nel ’25 a 67 anni, per parlare dell’attività teatrale e cinematografica a Maglie agli inizi del ‘900, è necessario in special modo per la circostanza che vede legate a questo nome iniziative originali, e a volte coraggiose, nel campo dello spettacolo. Già prima del 1892 tal Pantaleo Rainò aveva ceduto al Romano gli arredi e il nome del teatrino Pietro Cossa. (more…)

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di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: dal castello al palazzo” nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, decorazioni della facciata

La trattazione dell’antico Castello, proposta nei due precedenti articoli, non si può esimere da un ulteriore approfondimento circa  le vicende che hanno permesso la trasformazione del Castello in Palazzo baronale. Anche in questa direzione, i risultati dello studio D’Urso-Avantaggiato (1) sono fondamentali nella lettura di ques’ulteriore pagina di storia salentina. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Una delle veneri di Parabita

Una delle veneri di Parabita

I tratti delle Veneri di Parabita che richiamano l’attenzione, perché si prestano ad una interpretazione del loro ruolo, sono la posizione delle mani posate sul grembo e, nella Venere ritenuta più importante, le solcature su una parte del volto e del collo.

La postura delle mani, conforme nelle due statuette, non trova analogie con le statuette occidentali, ma è riconoscibile in esemplari siberiani della cultura pavloniana di Kostienki I e di Avdejevo, suggerendo una medesima convenzione stilistica. (more…)

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di Maurizio Nocera

I Torrioni nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello, torrione

Nel precedente articolo circa il Castello di Corigliano d’Otranto è emersa prepotentemente la funzione difensiva di questa struttura che è dunque assimilabile a quella di una vera e propria fortezza. Nello stesso studio D’Urso-Avantaggiato (1) particolarmente interessante è la trattazione circa l’attribuzione e il significato del programma epigrafico dei Torrioni del Castello  che è foriero di suggestive riflessioni. Scrivono gli autori che: «concentrando l’attenzione sul prospetto dei torrioni si scorgono i bassorilievi che li decorano e l’abbinato repertorio epigrafico. (more…)

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