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Posts contrassegnato dai tag ‘Tradizioni’

di Lele Mastroleo

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…il fiume manda il profumo dell’inverno e chiude agli argini le vesti della giovinezza e racconta mentre scorre, (more…)

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Gianfranco Budano: San Cataldo (9/7/2011)

Estate, tempo di eventi… e sconcludimenti. Mi si perdoni l’italianizzazione del più efficace termine dialettale che nel Salento leccese indica gli effetti di un agire sconclusionato. (more…)

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Caremma salentina

A Caremma pizzicotta, face u casu e la ricotta
e li face scusi, scusi cu nu lla vitine i carusi,
e li face chianu chianu, cu nu lla vite u guardianu.

A Gallipoli la Caremma è la madre “te lu Titoru” (la maschera locale che muore per le gozzoviglie del martedì grasso), a Martina Franca è la “Quarantena”, riempita di dolci e frutta per la gioia dei bambini, ad Oria è la “Quaremma”, che ha come “corredo” anche una bottiglietta d’olio (per alimentare la lampada che le consentirà di continuare a lavorare di notte), una d’aceto (a simboleggiare la ristrettezza economica) e 7 fichi secchi o taralli oltre al fuso. (more…)

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Caremme salentine

Ci sono tradizioni che sono destinate a  durare. Per altre, forse più suggestive, e per questo più impegnative da mantenere, il rischio che vengano lentamente dimenticate è più alto.

Le ho cercate, in giro per il Salento. Le ho cercate da mercoledì scorso, il mercoledì delle ceneri, perchè è il giorno in cui secondo la tradizione dovrebbero essere esposte. Addirittura dalla mezzanotte. Le ho cercate fino ad oggi, a quasi una settimana di distanza. Ho camminato guardando per aria in molti paesini del Salento che non avevo ancora mai visitato. Guardavo in alto, verso i cornicioni, i balconi, le terrazze. (more…)

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Donne al lavoro di ricamo (Arch. T. De Simeis)

Apro una vecchia cassapanca nella casa dei nonni. La stanza è in penombra, la luce fioca di una giornata di fine maggio, rende più magico il mio impatto con quello scrigno di ricordi, come se, protetta da quel chiarore indiscreto, conservasse il mistero di ciò che contiene.

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di Pippi Toma

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U Pesce te Natale (more…)

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di Pippi Toma

pittola

Pittule cu li fiuri te cucuzza

A pìttula (more…)

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di Rocco Boccadamo

Castro

Veduta delle mura di Castro

Castro, mio grande amore: la purissima perla del Salento, incastonata fra illuminanti fuochi di storia e sfavillii di modernità

Non sembra per niente di sognare, si avverte anzi una sensazione concreta, quasi che la divina Pallade Atena per i greci o dea Minerva per i romani – il cui nome costituisce parte integrante dell’appellativo originale del piccolo borgo di cui mi accingo a dire, appunto Castrum Minervae – forse a causa di una cocente delusione, avesse lasciato stillare da queste parti una piccola pioggia di lacrime, lacrime che, penetrando poi nel terreno e irrorandolo, si sarebbero trasformate in un humus del tutto speciale, a sua volta fonte e origine di una vasta gamma, meglio un concentrato, di bellezze naturali straordinarie e mirabili che si riscontrano diffuse in questa ridente e amena plaga del sud Salento. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

A teatro

Nel precedente articolo sono state narrate le vicende che hanno visto Giuseppe Romano impegnato a fornire Maglie del suo primo teatro. Opera di grande impatto emotivo sulla popolazione magliese dei primi del ‘900 che vedeva in quell’opera un gesto di vera e propria gratitudine e magnanimità del promotore. La novità e, quindi, l’attrattiva che il Kursal suscitò è ben testimoniata da una affluenza di pubblico che in un primo tempo fu notevole, con una media di biglietti venduti per ogni rappresentazione superiore ai 200, mentre in un secondo tempo, attorno al 1915, scese a 150. (more…)

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di Cosimo Giannuzzi

Locandine d'altri tempi

Il riferimento a Giuseppe Romano, conosciuto come Don Peppe nnonnu e morto nel ’25 a 67 anni, per parlare dell’attività teatrale e cinematografica a Maglie agli inizi del ‘900, è necessario in special modo per la circostanza che vede legate a questo nome iniziative originali, e a volte coraggiose, nel campo dello spettacolo. Già prima del 1892 tal Pantaleo Rainò aveva ceduto al Romano gli arredi e il nome del teatrino Pietro Cossa. (more…)

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di Rocco Boccadamo

Lecce, la bella storia di Angela e Ranil

Anche se queste righe fotografano una vicenda reale e attuale, mette conto di precisare che, per ragioni di riservatezza, i nomi dei protagonisti non corrispondono agli effettivi dati anagrafici, ma sono frutto di fantasia.

Ho conosciuto Angela, diversi anni fa, in chiesa, assistendo alla messa in una piccola parrocchia, con un’altrettanto piccola comunità di fedeli, del centro storico di Lecce e sono rimasto colpito dalla sua figura eccezionale, tanto nell’aspetto esteriore, quanto con riferimento alla solidità e all’equilibrio dei valori e contenuti che, da subito, ho avvertito sprigionarsi dal suo profondo intimo. (more…)

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libro magicoAlle pietre, in particolare a quelle preziose, il popolo salentino ha da sempre riconosciuto virtù di protezione e d’aiuto. Le stesse, come amuleti, propiziavano il bene e difendevano il possessore dal maligno, dalla malattia, dalla povertà e dalle forze negative in genere.

Una credenza questa che è probabilmente di provenienza fenicia, secondo il noto storico salentino Luigi Maggiulli, ma la stessa si ritrova anche nell’area araba, dove alle pietre sono associati diversi poteri benefici. Il rubino portato al dito combatte la paura, protegge dai fulmini e dalla peste mentre, se posto sotto la lingua, calma la sete. Lo smeraldo tiene lontano il maligno, guarisce dai morsi delle vipere e fortifica la vista.

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