Arte

La Madonna col Bambino “ferita”. Un’icona miracolosa a Lecce: la Madonna della Carità

di Valentina Antonucci

Iconografia mariana a Lecce e nel Salento (Parte III)

La Madonna della Carità in Lecce: un’icona miracolosa semisconosciuta…

Madonna col bambino ferita
Lecce, Chiesa di S. Teresa, Madonna col Bambino, affresco, fine del XIV sec.
Nella città di Lecce si trova un’icona di Madonna “ferita” decisamente più sfortunata delle sue conterranee di Soleto e Galatone. E’ conservata nella chiesa di S. Teresa, in una parte poco illuminata del muro di controfacciata, all’interno di una teca coperta da un vetro che rende difficoltosa la visione del contenuto. Semisconosciuta al giorno d’oggi, questa icona è stata la protagonista di una storia devozionale importante e duratura che però, a un certo punto, si è interrotta.

Si tratta di un lacerto di affresco raffigurante la Madonna col Bambino, in un discreto stile tardomedievale che un restauro renderebbe meglio leggibile: fu staccato e trasportato nell’attuale sede dalla chiesetta di S. Maria della Carità, non più esistente perché abbattuta in epoca moderna. Era la chiesa del Monte di Pietà, o dei Pegni, importantissima istituzione caritativa fondata a Lecce nella prima metà del Cinquecento.

Osservando l’immagine, si nota facilmente che il Bambino ha un segno “di ferita” sul fianco e un braccino inerte: infatti, come racconta Giulio Cesare Infantino nella sua Lecce Sacra, preziosa fonte seicentesca, l’affresco si trovava in origine sul muro di un’osteria nel centro di Lecce (attuale via Augusto Imperatore) e proprio in quel luogo di perdizione, un giorno, un algozino del Governatore vedendosi perdente al gioco venne in tanto sdegno, e furore, che, istigato dal Diavolo, cacciando fuora un pugnale (…) diede con quello un colpo al santis [simo].bambino, cui teneva in braccio una figura della Vergine, dipinta nel muro della medesima hosteria. Donde incontinente n’uscì per gran miracolo, e per confusione dello scelerato, abbondanza di sangue (G.C.Infantino, Lecce sacra, Lecce 1634, rist. an. Bologna 2005, 190). Il manigoldo, terrorizzato, cercò la via di fuga ma non poté trovarla perché improvvisamente fu reso cieco da Dio stesso. Arrestato, fu messo alla forca e per sopraggiunta ne fu bruciato il cadavere, come riferisce ancora il nostro relatore seicentesco.

Da questo miracolo seguì la fondazione della chiesa sul posto dell’osteria, chiesa poi nuovamente costruita in miglior forma nel 1616 e onorata da una fervida devozione popolare, che andò poi forse scemando parallelamente alla decadenza dell’edificio sacro e cadde nel dimenticatoio quando la chiesa della Carità, ritenuta evidentemente non degna di restauro, fu abbattuta.

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4 pensieri riguardo “La Madonna col Bambino “ferita”. Un’icona miracolosa a Lecce: la Madonna della Carità”

    1. Grazie, Pasquale, per il tuo interessamento.
      Sicuramente l’Infantino, uomo del suo tempo nonché uomo di chiesa (un ex gesuita divenuto parroco), ha trasformato il nucleo storico della vicenda in un racconto accattivante e impressionante, una sorta di fiaba devota dalla funzione moralizzatrice. Di certo, però, resta quella assoluta fede, credo sincera anche in lui, nella capacità delle immagini sacre di veicolare messaggi ultraterreni.
      Un saluto, a presto
      Valentina

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