Arte, Cultura salentina

Giovanni Korallo, storia di un genio multiforme

Giovanni Korallo: La rissa
Giovanni Korallo: La rissa
Entrai nell’atrio del castello con la testa vuota, pervicacemente ripulita dal pomeriggio uggioso che saluta questa strana estate; non mi aspettavo nulla di particolare, senza nulla togliere alla curiosità che sempre ti pervade quando ti accingi a visitare la personale di un autore che non conosci.

“Vado a visitare una mostra”, mi disse un amico; “aspetta vengo con te” risposi di getto con l’istinto di chi è sempre aperto a nuovi stimoli visivi. Mai scelta fu tanto azzeccata, il mio pomeriggo uggioso trovò un valido antidoto, la mostra di Giovanni Korallo mi accolse, sin dalla prima stanza con una calorosa ondata di colori, forme, sensazioni, nuove, sopite forse. Decisi di immergermi e di farmi raccontare dalla sua viva voce i segreti delle sue visioni e questo è quello che mi disse:

“Dietro ogni mia immagine c’è una citazione” esordì, sorridendo sornione con l’aria di chi è conscio di averti svelato solo un micron della propria essenza. Ma questo lo capisci dopo; lì per lì ti fermi a cercare conferme ad alienare i simboli di quella fresca scoperta in ogni quadro, quasi in ogni pennellata. Ma per avere piena cognizione di questa notizia devi guardare l’intera mostra e solo a quel punto ti rendi conto di un intero universo di rimandi, o se volete di omaggi, ad artisti di ogni epoca; come ne Il mio amico Tiziano o in Colazione sull’erba fresco omaggio ad un ormai serioso Le Déjeuner sur l’herbe di impressionista memoria.

Giovanni Korallo: Musicante
Giovanni Korallo: Musicante

Non mancano i temi sociali e i mali contemporanei trattati con piglio essenziale ma deciso, come nella Rissa, o più articolato e pregno di simbologie contrastanti della serie dedicata ai migranti, ben sintetizzata in Hotel Lampedusa e Albania, opere in cui è possibile scorgere un altro dei traìt d’union tipici di questo artista: il quadro nel quadro, un escamotage utile ad allestire lo sfondo e, al contempo, a fornire raffinate informazioni e simbologie al visitatore più attento e curioso.

Poi le donne, in tutte le salse, antiche Regine perdute o più profane sante metropolitane come in Santa Marilyn of Holliwood, solitarie come nell’erotica Musicante o centro d’attrazione nella Scampagnata. E poi ancora mogli, amanti, nobildonne, fidanzate, sognatrici, danzatrici, circensi, indossatrici, un repertorio fantastico e fantasiosamente smisurato che culmina nella bellissima e angosciata figura ritratta magistralmente in Studio per la Maddalena.

Passeggiare nell’universo di Giovanni Korallo equivale ad addentrarsi in una dimensione sconosciuta, in una attenta, coerente distorsione di forme e colori tesi a comunicare messaggi nuovi, simboli sommessi di una conoscenza antica ma riproposta in maniera decisamente innovativa e corale. Cercare elementi unitari non è impresa ardua ma sfibrante a causa delle tante attenzioni necessarie; accontentatevi di spulciarne alcune, come i suoi frutti rossi proposti in solitaria attesa sul ciglio di una finestra piuttosto che in opulente coppe destinate ad altrettanto opulente società.

Più arduo cercare il segno della salentinità in questo salentino d’eccezione. Eppure c’è, te la ritrovi di sfondo in molte opere dove un paesaggio in apparenza onirico lascia intravedere distese pianure, rade pinete intarsiate dal mare, o più evidenti boscaglie di profumati pini marittimi.

Giovanni Korallo: Sognatrice
Giovanni Korallo: Sognatrice

Non credo di aver detto tutto, e come potrei. Riassumere l’opera di questo artista richiederebbe ben più ampi spazi e ben più consolidate competenze, che io non ho, ed infatti ritorno a casa, beandomi di un pallido sole che mi salva dalla pioggia e mi riprende lento dall’inaspettata ebrezza che questo vortice tempestoso di stimolanti visioni mi ha appena donato. Occorre bere piano, entrando nel suo regno, me ne ricorderò, tornando ancora in quello scrigno d’arte che è diventato il castello Carlo V, c’è tempo fino al 20 luglio; chi vuole provare è avvertito.

2 pensieri su “Giovanni Korallo, storia di un genio multiforme”

  1. Molto interessante. Il tuo modo interessato e attento ai contenuti della mostra c’è tutto. Certamente, siamo stati fortunati ad avere l’artista tutto per noi, per tutta la mostra. Gli piacerà certamente. Vedi di contattarlo per diglierlo. Ciao, Pasquale

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