Ambiente

Napoli alle Cesine

San Cataldo

Poco più di un anno è passato da quando, assieme a un gruppo di amici con la comune passione per la fotografia, fra cui Paolo Margari, Stefano Cacciatore e Damiano Malorzo, decidemmo di realizzare questo reportage su una delle realtà più contraddittorie del Salento: la spiaggia delle Cesine, una lunga, stupenda lingua di sabbia incredibilmente sporca, insozzata di ogni genere di rifiuto. Era il 3 maggio 2008, da allora nulla è cambiato, nulla nonostante la discreta risonanza ottenuta anche grazie alla sensibilità di alcuni quotidiani locali. Incredibile è la parola chiave di questa vicenda, incredibile che tanta vergogna continui a stazionare, oggi come allora, su una delle spiagge più belle del Salento, immediatamente a ridosso di una delle più importanti Riserve Naturali della nazione. Rileggere questo contributo potrà risultare un esercizio di pazienza per chi lo ha già fatto, riproporlo richiedendo un servizio dovuto alla nostra comunità mi sembra un esercizio di pazienza ancora più grande e, se sarà il caso, lo reitereremo ogni anno.
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Storia

Galatone sotterranea e la cripta di Sascianne

san giovanni evangelista secondo la classica iconografia orientale
san giovanni evangelista secondo la classica iconografia orientale

Il sottosuolo di Galatone era, un tempo, straordinariamente vivo e popolato. Basti pensare alle numerose cavità naturali, ai quarantadue trappeti sotterranei censiti e ad almeno tre cripte bizantine tuttora esistenti ma inaccessibili. Della chiesetta ipogea di san Biagio (in via Montescuro) e di quella di san Demetrio (nella piazzetta omonima) si ipotizza la presenza, tutta da verificare, testimoniata dagli antichi documenti d’archivio, dalla toponomastica e dalla memoria storica popolare. L’unica cripta realmente localizzata, invece, è quella intitolata a san Giovanni Evangelista. Essa occupa all’incirca la metà dell’area sottostante largo Sascianne, la piazzetta che dalla contrazione e dialettizzazione del nome latino del santo trae la denominazione: “SA(nctu)S J(o)ANNE(s)”, appunto.
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Architettura, Scrivere il Salento

Tra i due mari, a caccia di torri

Torre Minervino dopo i recenti restauri
Torre Minervino dopo i recenti restauri
Ci sono giorni che riservano grandi sorprese, oggi è stato uno di quelli. Così sono partito di buon’ora, un salto da Lecce a Castro per ritemprare la mente e godere dell’aria di mare. E’ la fortuna principale di noi Salentini, quella di vivere fra due mari, così diversi, così belli, così vicini da permettere di scegliere la meta a seconda del vento e dell’umore. Vuoi il mare calmo? Annusa l’aria e parti! Se è tramontana raggiungi lo Ionio con le sue acque cristalline, se è scirocco l’Adriatico è ideale con le sue spiagge lunghe e sabbiose. Continua a leggere “Tra i due mari, a caccia di torri”

Cultura salentina

Graffiti e grafomani: dall’arte al vandalismo

Le biennali e le moderne accademie di belle arti ci hanno abituati, come una pedissequa applicazione di un principio ensteiniano o di un motto pirandelliano, che il concetto di arte è relativo; e noi, da bravi discepoli o furbi approfittatori, ci siamo omologati al pensiero che l’arte non sia solo ciò che piace, o diletti o soddisfi, ma qualcosa di più aleatorio, discutibile, indefinibile, sconcertante, anche incomprensibile, purché qualcuno l’abbia definita tale.

Scarabocchi sui muri
Atti di vandalismo sui muri del centro storico di Lecce

E se non ci sono dubbi che dalla preistoria alla modernità — dai graffiti sui muri della Grotta dei Cervi a Porto Badisco fino ad artisti locali contemporanei, di cui pure ci siamo occupati — il genio umano abbia dato prova, nel Salento, di un cammino faticoso e infinito alla ricerca dell’arte e del mezzo migliore per esprimerla, qualche dubbio mi resta circa gli innumerevoli scritti e disegni che imbrattano i muri del centro storico di Lecce.

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Storia

Al canto delle tabacchine

La lavorazione del tabacco nel Salento
La lavorazione del tabacco nel Salento

Qualche tempo fa, una quindicina d’anni addietro circa, mentre percorrevo d’estate in macchina la strada che da Maglie porta verso Otranto, all’altezza di Palmariggi iniziavano le distese di tabacco. Questa pianta imponente, dalla foglia larga fu fonte di ricchezza e sostentamento per tante famiglie di contadini; oggi di essa non c’è quasi più traccia. Tutti dicono: “non ne vale la pena, ti pagano il tabacco quattro soldi!” Eppure un tempo, questa coltivazione impiegava numerose persone e non c’era un angolo di paese in cui non si vedevano i lunghi tilaretti stesi a seccare.

Attorno al tabacco tutto era un fermento di attività: donne nei campi che staccavano le foglie, donne che scaricavano le ceste piene zeppe nei cortili, donne che con lunghi aghi infilavano le foglie insomma, erano le donne ad essere solitamente legate a questa attività.
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Saggio, Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino (IIIa e ultima parte)

PARTE III: Anticipando coraggiosamente l’eroismo di Giovanna d’Arco di alcuni decenni, infiammò arditamente gli animi dei suoi sudditi

di Alfredo Sanasi

CARLO V DASBURGO - IMPERATORE
CARLO V D'ASBURGO - IMPERATORE
Anticipando coraggiosamente l’eroismo di Giovanna d’Arco di alcuni decenni, infiammò arditamente gli animi dei suoi sudditi vestendo una pesante armatura e spronandoli alla difesa della patria. L’esercito napoletano cinse d’assedio Taranto, ma ben presto il re Ladislao si doveva rendere conto che Maria d’Enghien era pressoché imprendibile, tanto era solida la difesa della città dai due mari, a cui avevano portato aiuto i Sanseverino, ora alleati di Maria contro il comune nemico, quel re Ladislao che pochi mesi prima aveva messo a morte e lasciati insepolti quattro signori Sanseverino.
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Opinioni

La valigia, lo spago e il cliché

La valigia di cartone
La valigia di cartone

Certe opinioni sono dure a morire, come i cliché sui meridionali.
Il rapporto SVIMEZ 2009, pubblicizzato su tutte le maggiori testate nazionali, nel suo periodico resoconto sull’economia del Mezzogiorno, ci svela una notizia di cui nessuno si era mai reso conto e cioè che “I meridionali emigrano ancora al Nord in cerca di lavoro: la scoperta del secolo o quella dell’acqua calda?

C’è voluto un poderoso studio della prestigiosa associazione per dire al mondo ciò che tutti sanno e ciò che milioni di giovani meridionali vivono quotidianamente sulla loro pelle, un’ingiustizia che nessun politico ha interesse a correggere.
E’ curioso, tuttavia, analizzare i modelli comunicativi utilizzati dai maggiori giornali nazionali per dare la notizia:
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Architettura

Sant’Angelo della Salute. Storia di uno scempio salentino

Sant'Angelo della Salute. Particolari dello scempio (foto F. Danieli)
Sant'Angelo della Salute. Particolari dello scempio (foto F. Danieli)
Quasi venticinque anni fa, un interessante saggio sull’antica abbazia di Sant’Angelo della Salute, ancora attualissimo pur a distanza di così tanto tempo, (R. Miccoli – P. Vaglio – A. Zuccalà, Storie di dimenticanze e di abbandoni. L’Abbazia di S. Angelo della Salute a Galatone, in «Ca’ de Sass», XC (1985), 38-43) denunciava la drammatica situazione di un vero gioiello salentino. Nei mesi scorsi io stesso pubblicai su Spicilegia Sallentina uno studio storico-artistico sulla chiesa, a quattro mani con mio padre (il prof. Gaetano Danieli), nella speranza di risvegliare chi di dovere sulla vicenda… ma chi di speranza vive, disperato muore! Sant’Angelo è ancora lì – per fortuna! – più che mai in bilico. Tiènime ca mo’ càsciu, per dirla alla maniera dei nostri nonni.
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Saggio, Storia

Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino (Parte II)

Ritratto di Ladislao d’Angiò, re di Napoli
Ritratto di Ladislao d’Angiò, re di Napoli

Gualtiero VI di Brienne, duca d’Atene e conte di Lecce, morendo da prode nella battaglia di Poitiers nel 1347 non lasciò alcun diretto successore, quindi erede universale dei suoi vasti domini divenne la sorella Isabella, che fin dal 1320 aveva sposato il nobile francese Gualtiero III d’Enghien. Dei suoi vari possedimenti Isabella assegnò al figlio Giovanni la contea di Lecce e da costui e da Sancia del Balzo, principessa reale, tale contea passò prima al figlio Pietro e, una volta morto costui nel 1384 senza eredi, passò quindi alla figlia Maria. Ecco come Maria d’Enghien a soli 17 anni si trovò contessa di Lecce, sotto la tutela del barone di Segine, Giovanni dell’Acaya.
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Cultura salentina

Le pubblicazioni della settimana

Pasquale Urso: Colori e sapori (olio su tela)
Pasquale Urso: Colori e sapori (olio su tela)
Lunedì 6 luglio 2009
Non solo taranta! Riflessioni sul Salento di una volta
di Francesco Danieli
Checché se ne dica, la civiltà contadina del Salento è tramontata per sempre. E non c’è niente da fare! Anche a voler forzare la realtà, insistendo su certi tratti estremi del folklore di Terra d’Otranto – ormai ridotto a taranta e pizzicate – la quotidiana genuinità della vita dei nostri nonni sembra inesorabilmente essere andata a farsi benedire. Nel giro di pochi anni sono cambiate le coordinate esistenziali: il troppo è divenuto nulla, il superfluo indispensabile…

Maria d'Enghien
Martedì 7 luglio 2009
Maria d’Enghien, mecenate del primo Rinascimento salentino
di Alfredo Sanasi
Chi era Maria d’Enghien?
Se questa domanda venisse posta ai Salentini, anche di non modesta cultura, molti di essi sarebbero in difficoltà a rispondere circa questa nobile e grande figlia del Salento, che segnò di sé la storia antica del meridione d’Italia e che anticipò le grandi eroine dell’Orlando Furioso e della Gerusalemme Liberata: l’Ariosto e il Tasso…

6 giugno del 1944
6 giugno del 1944
Mercoledì 8 luglio 2009
6 giugno 1944, sfogliando la Gazzetta
di Gianfranco Budano
La lettura di un giornale è un’attività che impegna quotidianamente milioni di persone; secondo recenti indiscrezioni degli analisti di settore…

Elmo ottomano del Museo di Muro Leccese
Elmo Ottomano del XVI sec.
Giovedì 9 luglio 2009
L’elmo ottomano del Museo Borgo Terra di Muro L.se
di Vincenzo d’Aurelio
Ogni museo ha un suo tesoro, un pezzo raro e prezioso che lo rende quasi unico nel suo genere.
Si deve visitare il Museo Egizio del Cairo per vedere i tesori di Tutankhamon, bisogna andare al Louvre di Parigi per vedere la Gioconda di Leonardo e portarsi nel Museo Borgo Terra di Muro Leccese per osservare un meraviglioso elmo ottomano

Foto di Gianfranco Budano
Foto di Gianfranco Budano
Venerdì 10 luglio 2009
Le ragioni dell’ulivo
di Agnese Bascià
Nella terra dell’arsura, rossa di bauxite o giallastra come la creta, l’occhio sensibile viene colpito dalla contorsione degli olivi centenari: unici, longevi e inamovibili abitanti del Salento

Cultura salentina

E’ pronto il quinto numero di Spicilegia

Il quinto numero di Spicilegia Sallentina
La copertina del quinto numero di Spicilegia Sallentina

E’ pronto il quinto numero di Spicilegia Sallentina.
Domenica 26 luglio alle ore 21.00
presso il circolo nautico “Oasi Club” (Villa Giulio)
(Località Cenate) Continua a leggere “E’ pronto il quinto numero di Spicilegia”