Storia

6 giugno 1944, sfogliando la Gazzetta

Prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno del 6 giugno del 1944
Prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno del 6 giugno del 1944

La lettura di un giornale è un’attività che impegna quotidianamente milioni di persone; secondo recenti indiscrezioni degli analisti di settore molti di costoro presto si convertiranno alla lettura di quotidiani e riviste online lasciando il piacere di mantenere un intimo contatto fisico con l’amata materia cartacea a pochi affezionati maniaci.

Inutile approfondire questa tematica che per altro poco interessa il target dei nostri lettori, ma il dubbio rimane: l’accesso alle informazioni dopo questa svolta epocale rimarrà disponibile in eterno e forse con estrema facilità per chiunque. Ma quale emozione oggi nel visionare un quotidiano di cinquanta e passa anni or sono messoci a disposizione da una delle prime iniziative di digitalizzazione in atto in tanti posti del mondo.

Una Gazzetta del Mezzogiorno di 65 anni fa per alcuni di noi, parlo di quelli che hanno una certa deviazione mentale per i fatti della storia, può rappresentare una vera e propria emozione, specie se all’interno ci trovi anche alcuni fatterelli esilaranti segno di una cultura di un tempo che fu e che oggi è radicalmente cambiata. Scopriamo quindi cosa succedeva in Italia e in Puglia in quel fatidico martedì del 1944.

Innanzitutto la cronaca nazionale, il titolo è di quelli che passano alla storia:

A ROMA CON GLI ALLEATI

e a seguire

Entusiastiche acclamazioni ai liberatori – La città non ha subito danni – Anche i soldati italiani sono entrati con gli alleati – Il nemico incalzato oltre il Tevere

La notizia, è certo, fu di quelle che fecero tirare un sospiro di sollievo ai nostri genitori, o forse di più ai nostri nonni, ops forse non a tutti. Al centro della pagina campeggiava un messaggio S.M. il Re che informava gli Italiani di aver conferito a

S.A. Reale il Principe di Piemonte la Luogotenenza generale del Regno

Sì perché allora c’era ancora la monarchia, sembra strano ricordarlo oggi. Seguono notizie di cronaca internazionale, fra cui quella dell’incessante bombardamento delle città tedesche e del litorale francese della Manica

Impianti militari sul litorale francese della Manica sono stati attaccati stamane da grosse formazioni di “Fortezze Volanti” e “Liberators” americani.

Il 6 giugno 1944 evidentemente era destinato a farsi ricordare, in quella stessa giornata infatti iniziò lo storico sbarco in Normandia, quello che passerà alle cronache come D-Day.

Ma cosa facevano i nostri genitori e i nostri nonni quel giorno? Forse pochi lo sanno, ma possiamo tentare di aprire uno scorcio su quella loro storica giornata. E’ così che la Gazzetta titola sugli umori della popolazione barese

Il giubilo di Bari per la liberazione di Roma

La notizia che le truppe alleate erano in vista di Roma ha fatto nascere domenica nell’animo di tutti una grande ansia, sì che intorno ad ogni apparecchio radio i cittadini sono rimasti in ascolto per l’intera giornata…

Ansia dunque, e giubilo e preoccupazione sì da radunarsi attorno alle radio, anzi agli apparecchi radio, per ascoltare le notizie che attraverso i radiogiornali di tutto il mondo rimbalzavano ovunque. Che strano pensare a loro seduti intorno all’apparecchio radio, oggi che l’informazione è diventata più che mai strumento di lotta politica e militare e viaggia attraverso le reti telematiche.

Mussolini è ormai fuorigioco da tempo tant’è che in un trafiletto a lui dedicato la Gazzetta irride

L’oca ha starnazzato

troppo tardi

Il D.N.B. riferisce che Mussolini ha pronunciato oggi il seguente discorso: “Italiani, gli invasori angloamericani…

La D.N.B. era l’agenzia ufficiale di stampa romana e Mussolini, oramai fuori dalla storia, sparava le sue ultime cartucce; gli Italiani, consapevoli della realtà ne sancivano la definitiva débâcle deridendone apertamente gli ultimi sproloqui.

Ma passiamo agli aspetti tragicomici della vicenda; il Tribunale di Bari emetteva una serie di condanne per reati commessi in danno degli alleati:

Il Tribunale militare di Guerra di Bari ha pronunciato le seguenti condanne in danno dell’Amministrazione Militare Alleata; Savino Valoroso di Domenico (minorenne) per furto di 1 scatola di biscotti. Mesi quattro di reclusione e L. 500 di multa. Savino Martire fu Giovanni perché riteneva un paio di scarpe. Mesi quattro di reclusione. Domenico Pascazo fu Giovanni per furto di 1 chilo di burro…

A noi, annoiati moderni, appaiono e forse sono, condanne senza senso; ci si presenta davanti un’Italia affamata, distrutta da anni di regime, disposta a farsi condannare per un chilo di burro o per un paio di scarpe. Era la quotidianità dei nostri nonni, ma come spiegarlo ai nostri figli quando innamorati perdutamente di un iPod non sono disposti a sentire ragioni davanti ad un “poi vediamo“.

Non mancavano comunque ladri di più alto lignaggio se è vero che

Ufficiali americani

daranno lauta ricompensa a chi sarà in grado di fornire notizie  della macchina “Fiat 1500” targata “Lecce 4244” … rubata davanti alla Posta centrale in via Cairoli.  Per comunicazioni telefonare ai numeri 11693 – 14170

Chissà se vive ancora, e se ancora ricorda, lo sfortunato leccese possessore di quella Fiat 1500.

Non mancavano gli avvisi, certo sempliciotti di qualche diligente imprenditore:

Si avvertono tutti i clienti che la Ditta dell’estinto Gaetano Lapegna continua ad esistere nel nome e nella persona del figlio Franco

O del medico risolutore di problemi inconfessabili

Lo specialista dott. Cuonzo

Mali venerei e della pelle

Debolezza sessuale. Via Argiro 50

I tempi passano, ma certi guai restano, per fortuna la scienza si è evoluta ed ai più sfortunati oggi viene in soccorso una miracolosa pastiglia che solleva, per così dire, gli animi spenti. Allora non restava che consolarsi andando al cinema, all’Impero quel giorno davano la prima del filme, si avete letto bene filme, residui di autarchia lingustica fascista

La guardia del corpo

con Clara Calamai e Vittorio de Sica

Sono sospese le entrate di favore

Forse ci resterà il dubbio di cosa fossero le entrate di favore, ma insomma almeno sul cinema di De Sica possiamo sentirci un po’ più vicini a quei giovinetti dei nostri genitori in quella giornata fatidica del giugno ’44.

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