Architettura

Sant’Angelo della Salute. Storia di uno scempio salentino

Sant'Angelo della Salute. Particolari dello scempio (foto F. Danieli)
Sant'Angelo della Salute. Particolari dello scempio (foto F. Danieli)
Quasi venticinque anni fa, un interessante saggio sull’antica abbazia di Sant’Angelo della Salute, ancora attualissimo pur a distanza di così tanto tempo, (R. Miccoli – P. Vaglio – A. Zuccalà, Storie di dimenticanze e di abbandoni. L’Abbazia di S. Angelo della Salute a Galatone, in «Ca’ de Sass», XC (1985), 38-43) denunciava la drammatica situazione di un vero gioiello salentino. Nei mesi scorsi io stesso pubblicai su Spicilegia Sallentina uno studio storico-artistico sulla chiesa, a quattro mani con mio padre (il prof. Gaetano Danieli), nella speranza di risvegliare chi di dovere sulla vicenda… ma chi di speranza vive, disperato muore! Sant’Angelo è ancora lì – per fortuna! – più che mai in bilico. Tiènime ca mo’ càsciu, per dirla alla maniera dei nostri nonni.

La chiesa duecentesca di Sant’Angelo della Salute sorge a metà strada tra Nardò e Galatone, lungo la via medievale delle Camene che congiungeva i due importanti centri. Immersa nel verde della campagna, in pieno feudo Negro, è una perla nascosta di quel romanico tipicamente salentino che trova la sua massima espressione nella badìa di san Mauro, sulle serre gallipoline.

S.Angelo della Salute. Particolare del campanile a vela (foto F. Danieli)
S.Angelo della Salute. Particolare del campanile a vela (foto F. Danieli)

Le forme lineari quanto eleganti, la tecnica di muratura impiegata, i materiali di costruzione ne sono una conferma. Richiamano immediatamente, infatti, i pochi edifici romanici superstiti esistenti in provincia di Lecce. Lo squisito campanile a vela sovrastante l’abside, per esempio, è analogo a quelli dell’abbazia di San Mauro, di Santa Marina a Muro Leccese, di Santa Maria della Grotta in Ortelle. Nell’unica navata, poderosi costoloni scaricano il peso della volta a botte a sesto lievemente acuto, comunicando un raffinato gusto estetico e una minuziosa armonia di proporzioni che rimanda immediatamente alla chiesa galatonese di Santa Maria Odegitria.

Le pareti, nuovamente intonacate e mediocremente riaffrescate alla fine del Seicento, serbano tracce dei dipinti originali intrappolati sotto il secondo strato. Il fresco che adorna il catino absidale, datato 1697, presenta una pietà con il Cristo morto e la Vergine desolata attorniata da discepoli e pie donne; sullo sfondo, intanto, si staglia un paesaggio urbano tutto salentino che ricorda neppure troppo vagamente il centro storico di Galatone.

Sant'Angelo della Salute. Fiancata destra e absidiola (foto F. Danieli)
Sant'Angelo della Salute. Fiancata destra e absidiola (foto F. Danieli)

La conformazione della controfacciata e la pietra leccese impiegata per la realizzazione dell’oculo e del portale lasciano pensare che il prospetto originale sia stato modificato, probabilmente in età barocca. Dall’interno, infatti, si nota la primigenia sagomatura della porta, racchiusa in alto da tre conci di carparo leggermente arcuati. Allo stesso modo, sempre da dentro, si può constatare come l’apertura circolare rasenti la sommità della volta. Con tutta probabilità, l’originale facciata a timpano, tuttora esistente, ospitava una monofora di dimensioni più rilevanti o una bifora, unica fonte di illuminazione per l’intero edificio.

La badìa benedettina di Sant’Angelo della Salute fu fondata tra la fine del XII secolo e gli inizi del secolo successivo. L’istituto abbaziale fu per lungo tempo ricco di benefici e possedimenti, fiorente e assai rilevante, nell’ambito delle quattordici abbazie suffraganee di Santa Maria di Nerito. Cospicui beni immobili e rendite annuali furono legati all’abbazia, anche dopo l’abbandono della stessa da parte dei benedettini. Per questo motivo, oltre che per il suo prestigio, ne beneficiarono sempre dignità capitolari, parenti di nobili e di ecclesiastici di alto rango. Un resoconto del 1310 annovera Sant’Angelo tra le sei abbazie neritine che versano le decime pontificie. Al momento risulta il documento più antico a far menzione dell’abbazia. Dal 1413 in poi, a partire dall’istituzione della nuova diocesi di Nardò, Sant’Angelo comparirà spesso negli atti e nelle sante visite dei vescovi, fino alla regia soppressione del suo istituto abbaziale (1891) e all’incameramento statale di ogni bene annesso.

S. Angelo della Salute. L'interno fotografato dall'oculo della facciata (foto F. Danieli)
S. Angelo della Salute. L'interno fotografato dall'oculo della facciata (foto F. Danieli)

A tanto lustro, però, nel corso dei secoli si è unita anche altrettanta sfortuna. Già nel 1637 il vicario Granafei constatò lo scandaloso stato di degrado in cui versava la chiesa. Forse per questo e per assicurarne un recupero, il vescovo Orazio Fortunato nel 1689 ne assegnò le rendite beneficiali e il relativo esercizio di culto al Seminario Vescovile di Nardò. In questo periodo furono realizzati gli interventi di restauro, gli affreschi attuali e le modifiche alla facciata cui si è fatto cenno in precedenza. In modo particolare si deve al legame col Seminario neritino, il cui patrono è San Filippo Neri, la presenza di un affresco raffigurante il santo cui appare la Vergine, mentre uno stuolo di piccoli chierici assiste devotamente alla scena.

Sant'Angelo della Salute, la facciata. Da notare il massetto in cemento e la tettoia addossata all'antico edificio! (foto F. Danieli)
Sant'Angelo della Salute, la facciata. Da notare il massetto in cemento e la tettoia addossata all'antico edificio! (foto F. Danieli)

In tal modo, fino ai primi del Novecento, sant’Angelo della Salute rimase un decoroso tempio in cui i villeggianti della zona continuarono a riunirsi per la celebrazione domenicale. Oggi la situazione dell’edificio è a dir poco drammatica. Numerose lesioni solcano la facciata, l’abside e i muri perimetrali. L’architrave del portale, in seguito a cedimento, ha portato giù con sé un buon numero di conci. All’interno, l’altare è distrutto e le decorazioni pittoriche fortemente alterate. Uno sprofondamento del lastricato, al centro dell’aula, dimostra l’esistenza di un’area cimiteriale sottostante, documentata, tra l’altro, nell’Obituario (libro dei morti) redatto alla fine del Cinquecento dall’arciprete galatonese Leonardo Ammassaro.

All’esterno – questa è bella! – l’intelligente proprietario del podere antistante la chiesa ha gettato un massetto in cemento che ha inglobato la scarpa dell’antico edificio e ha addossato contro la facciata una graziosa tettoia in alluminio e materiale coibentato. Roba da matti! Così, mentre la porta murata impedisce che la mano umana compia ulteriori scempi, la chiesa di sant’Angelo della Salute aspetta in silenzio che qualcuno si ricordi di lei…prima che il tempo e l’incuria degli uomini sentenzino la sua impietosa e definitiva condanna a morte.

2 pensieri su “Sant’Angelo della Salute. Storia di uno scempio salentino”

  1. Carissimo Don Francesco
    dall’articolo mi sembra di capire che la chiesa appartenga al Demanio dello Stato; me lo confermi ?
    Devo dire che reputo necessario un intervento urgente della Soprintendenza per i Beni Architettonici sia per immediato consolidamento dell’edificio sia per eliminare quell’oscena tettoia addossata alla chiesa che non credo sia mai stata autorizzata…

    "Mi piace"

  2. Caro Michele, più volte ho sollevato la questione in seno alla Commissione Diocesana per i Beni Culturali della diocesi di Nardò. Ho addirittura accompagnato sul posto il Vicario per i Beni Culturali e il Vicario per gli affari amministrativi. Controllando le particelle, però, quest’ultimo non ha riscontrato la proprietà ecclesiastica dell’edificio. Commenda abbaziale del Seminario Vescovile di Nardò (così come risulta dai documenti antichi), la chiesa fu probabilmente acquisita dal pubblico Demanio con le leggi eversive ottocentesche. I locali governanti continuano a fare l’orecchio del mercante. Che fare!?! Magari ci aiutassi tu, con la tua annosa esperienza…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...