Pensiero meridionale

Datemi una leva e vi solleverò il mondo

La “questione meridionale”, quell’atavico pensiero legato a concetti di arretratezza, anomalia storica e culturale, costante fabbisogno di risorse e puntuale spreco delle stesse, ritornata in auge in questi giorni, sta acquisendo toni fra il comico e il patetico: mi ricorda un po’ una barzelletta di molti anni fa, nella quale il protagonista era un neonato.

La centrale Federico II di Cerano domina la costa
La centrale Federico II di Cerano domina la costa

Il papà arriva trafilato in ospedale, impaziente di vedere il suo bambino, Ugo, appena venuto alla luce; comincia a chiedere nel primo reparto di neonatologia dedicato ai “bambini bellissimi”, ma lì il suo piccolo non c’è. Sale un piano e chiede al reparto “bambini belli”, ma neanche lì lo trova. Poi passa al reparto “bambini bruttini”, quindi “bambini brutti”, “bruttissimi” e, infine, all’ultimo piano dell’ospedale, ormai scoraggiato, scopre che al suo piccolo Ugo hanno intitolato il reparto, talmente originale era la bruttezza di questa creaturina.

Bene, ora al Meridione, non potendo intitolare un reparto di cura, forse perché qualcuno ritiene che non esista una medicina per tutti i mali che affliggono questa parte d’Italia, hanno pensato di Continua a leggere “Datemi una leva e vi solleverò il mondo”

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