Territorio

Il Salento dell’olio e del vino

Anziano agricoltore salentino intento nella potatura di un ulivo
Anziano agricoltore salentino intento nella potatura di un ulivo (foto Alessandra Miccoli)

Il Salento, estremo lembo della regione Puglia,  presenta una realtà geografica omogenea, che lo  distingue dalle altre quattro subregioni (Gargano, Sub  Appennino Dauno, Tavoliere di Foggia e Murge) e ne  esalta i caratteri distintivi.

Corrispondente alla storica circoscrizione di Terra d’Otranto, il Salento si estende a Sud della congiungente Taranto-Brindisi, fino a Santa Maria di Leuca, e  comprende l’intero territorio della provincia di Lecce e  gran parte di quello delle province di Taranto e Brindisi.

Il Salento fu terra di conquista e di passaggio di numerose popolazioni (tra gli altri, Normanni, Svevi, Aragonesi), che impressero sul territorio tracce
indelebili della loro presenza, contribuendo a creare una koinè culturale unica ed irripetibile, tutt’oggi evidente nei caratteri delle genti salentine.

La regione rappresenta, infatti, un unicum non solo dal punto di vista fisico, ma anche sotto il profilo culturale ed economico. Il Salento si distingue per i radiosi paesaggi rurali punteggiati da monumenti di pietra a secco, per gli animati centri storici e per la multiforme economia locale, che ha visto l’artigianato evolversi in una miriade di piccole e medie imprese manifatturiere ed il turismo, ancora prevalentemente balneare, sempre più allargato a nuove offerte di carattere culturale, congressuale, rurale. L’agricoltura, ammodernata e rinnovata, è ancora protagonista.

L’economia salentina, tradizionalmente imperniata sull’agricoltura e, in particolare, sulle colture mediterranee dell’olio, della vite e dei cereali, si è arricchita e diversificata negli anni. La scoperta dell’America, ad esempio, introdusse nel Salento nuove colture ed innovazioni nelle tecniche colturali, oltre che nelle abitudini alimentari.

 

Tipico paesaggio salentino con muretti a secco e antiche masserie
Paesaggio salentino (foto Gianfranco Budano)

Nel Settecento si diffuse la coltivazione del tabacco (praticata fino agli anni recenti un po’ dovunque nel Salento), che si affiancò a quella dominante dell’olivo: a fine Settecento un quarto del territorio salentino era ricoperto da macchia e zone incolte e la coltura più diffusa era quella dell’ulivo che, certo non offriva produzioni di eccellenza, ma garantiva gli ingenti quantitativi di olio lampante richiesti dal mercato europeo.

 

Agli inizi dell’Ottocento, secondo il Costa, l’oliveto rappresentava il 20% del paesaggio agrario salentino e, secondo l’Inchiesta agraria sulla situazione agricola della Provincia di Terra d’Otranto del 1880, la percentuale saliva al 30%. A fine secolo la regione salentina, superata la crisi agraria degli anni 1845-1846, era la prima in Puglia, con una superficie olivata che occupava più della metà di quella totale (Trono, 2003). Si imponeva in quegli anni la coltivazione della vite, conseguente la forte richiesta di vini da taglio (ad alta gradazione alcolica e di colore intenso, necessari all’industria dei vini di lusso) da parte delle regioni settentrionali, costrette a rimediare alla crisi della produzione vinicola francese dovuta alla fillossera (Trono, 2003).

Tra il 1880 ed il 1884 la superficie vitata si era molto dilatata nel Salento, acquisendo aree occupate dalla macchia e dagli ulivi, che modificarono il primitivo assetto paesaggistico. Nei primi anni del Novecento il paesaggio salentino era caratterizzato da ampie superfici di viti e di olivi, alternate a coltivazioni di cereali. Le colture legnose occupavano un terzo della superficie agraria e forestale comprensoriale; massiccia era la presenza di ulivi di varietà ogliarola, cellina e leccese.

Vite ed olivo assolvono tuttora un ruolo importante nell’agricoltura salentina, che anche suffragandosi del contributo irriguo prodotto dalla Riforma Fondiaria, si è ammodernata e rinnovata con l’introduzione di colture orto-floricole di maggior pregio ed a più alto valore aggiunto.

2 pensieri su “Il Salento dell’olio e del vino”

  1. Nella Terra del Menzaneos

    Domenica 8 novembre h 10.30 appuntamento al Piazzale S. Antonio per la visita guidata storico-archeologica al Parco delle Mura Messapiche di Manduria. Il Prof. Fernando Sammarco ed alcuni membri dell’Hetairia “I Leoni di Messapia” daranno il benvenuto ai Lions di Bari del Club “Isabella d’Aragona” con in quali intrattengono ottimi rapporti philia. Lo stesso Presidente dell’Hetairia parlerà degli importanti resti monumentali dell’antica Manduria, fra i quali: il Fonte Pliniano, le grandiose fortificazioni, le porte, i torrioni, i fossati, le necropoli e la cosiddetta Cripta di San Pietro Mandurino.

    [fonte: Arthas Production, arthas@ileonidimessapia.it]

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