Cultura salentina

La Puglia nei versi di Luciano Luisi

Le emozioni si somigliano tutte: il rimpianto per ciò che si è lasciato alle spalle, partendo per mete lontane in cerca di lavoro; la rinascita spirituale nel ritrovare gli oggetti, i simboli, i valori dell’infanzia, la disperazione per la perdita di una persona cara e per le abitudini che con lei si estinguono, sono tutti sentimenti di un unico padre che, nei corsi e ricorsi della propria storia personale, finiscono nel calderone delle emozioni vissute, perse e ritrovate.

Foto ed elaborazione grafica di Agnese Bascià

Chi ha la capacità di descrivere con parole o in versi, meglio di altri, queste emozioni, e rappresentare una terra – quella pugliese o più in particolare il Salento – non ha bisogno di vivere stabilmente nei luoghi di cui racconta, ma riesce a carpirne lo spessore culturale dalle esperienze altrui.

Ecco perché trova spazio in questa sede Luciano Luisi, livornese, giornalista e poeta, che in comune con la Puglia e il Salento ha poco o niente: i natali del padre e la collaborazione con il nostro Cosimo Fornaro al premio letterario L’oro di Taranto.

Ma per capire come Luisi ha guadagnato questo spazio in Cultura Salentina, bisogna spendere qualche parola su di lui e lasciar dire il resto alle sue poesie.

Apprezzato da Quasimodo durante il prestigioso Premio Chianciano, che Luisi vinse con una posia dal titolo Un pugno di tempo, la poetica di quest’uomo è riassunta in un commento di Geno Pampaloni: “In questo fondo religioso, partecipe, umile, quanto più ansioso di una verità che appaghi, sta la costante di una poesia che si richiama senza soste alla nostra responsabilità di figli del tempo, di consumatori di vita”.

E’ in poco, ad ogni modo, che si riassume il tanto: un en passant di pugliese nel suo raccontare una vita fondamentalmente trascorsa a Roma; le origini pugliesi del padre, i probabili racconti che questi ha regalato al figlio, hanno spinto Luisi a parlare del territorio nostrano attraverso gli occhi di chi lo ha amato e rimpianto, nella dura scelta di dare un futuro alla propria famiglia e lasciare il sud.

Abbiamo perciò uno splendido squarcio poetico dei simboli nostrani, dei luoghi e degli uomini che vi abitano: dall’ulivo che riassume la tranquillità di una terra in cui l’emigrante vorrebbe sempre tornare, anche solo per riposarvi in perpetuo, alla Segnorina pugliese, nel suo paesaggio odoroso di menta e immune da stravolgimenti repentini; dove l’estate è una campana
che chiama ad una festa
.

Mi limito qui a riportare due componimenti di Luisi, sperando di aver acceso curiosità verso l’uomo e il letterato, e augurandomi che sia visibile a tutti la rappresentazione sofferta, ma amabile della Puglia, che nella sua tipicità, è uguale un po’ in tutta la sua lunghezza, nella conservazione di valori e ambienti, che nel continuo cambiamento, hanno ancora qualcosa di immutato.

L’ulivo fa parte della raccolta poetica La vita che non muta, composta fra il 1978 e il 1980 e mette, ancora una volta, al centro della lirica la figura paterna, i suoi luoghi d’origine e la crudeltà dell’esodo.

Questo che ora con fatica innalzano
ulivo antico in esiguo spazio
(non le aspre onde delle colline di sassi
e per confine le nuvole, ma il muro di cinta e la casa), sei tu
padre che torni a ritrovarmi in questa
mia età che tenta, stupita, di raggiungerti.

E’ la Puglia matrigna
della tua giovinezza troppo rapida. E qui
con le pietre che pongo a corona
del suo piede, ricerco quell’immagine
che negasti per sempre con la fuga.

Ma nella chioma che giù canta aprendosi
con dolenti rintocchi riecheggiano
i tuoi giovani anni macerati
dalla pazienza che soffoca il grido,
e la tua voce spenta
fa eco a quei lamenti.

Vedo ancora l’ulivo ad accoglierti
nel paesaggio mutato: più dolci
suonano i colli toscani
al tuo passo quietato.

E mia madre
è con te, mescola al tuo
il suo più chiaro idioma, t’accompagna
per un tratto di strada.

All’improvviso
tende le braccia, le mani, a trattenere
la tua mano già esangue che le sfugge.
Perché senza voltarti t’allontani
quando la mente ancora chiede e il sangue
corre al suo ultimo miele?

Qui soltanto ritorni. Ti plachi
nel mio pensiero, accanto a me che sono
tuo figlio che ha quasi i tuoi anni,
e che può amarti ora come prima non seppe,
e qui nell’ombra dell’ulivo tenta,
così, di ritrovarti.

In morte della segnorina pugliese segue la poesia Segnorita pugliese, e fa parte di una particolare raccolta – Piazza grande – del 1949, a commemorazione dei fatti drammatici del dopoguerra, in cui anche fumare è accendere nell’aria / un segno vivo, una bandiera umana / di speranza…

Hanno abbattuto gli angeli
e sei come di pietra fra le statue.
Nessuno potrà calpestare
questo tuo corpo che non ha più forme.

(Ora, di cielo in cielo,
da infinite distanze scende l’eco
del primo grido d’amore sul fieno,
del treno lento che lasciava i lidi
desolati nei lumi dei fanali.)

Non tornerai sulle strade pugliesi
avvolta nei mantelli dei pastori
a sospirare a notte le domeniche
nei paesi incendiati
di luminarie.

Dormi
dietro le arcate che guardano il mare
(l’estate è spenta fra i tuoi capelli),
il vento di settembre soffia
un odore di alghe.

Tua madre
è accanto all’uscio a contare le sere:
all’improvviso lascia la conocchia,
e ascolta il gufo.

(I canti
d’una troppo remota fanciullezza
e l’ansia di chiarezza che allaga
segretamente il cuore, la memoria
della terra argentata dagli ulivi,
e il cumulo dei sogni che t’oppresse
– cieli che il tempo per pietà non spazza –
sopra il tuo seno posano.)

L’opaca solitudine dilaga
dalle tue ciglia al mare.
Solo per te si compie
la luna sulla piazza.

Segnorina pugliese …

La prima ombra inventa
una precaria tenerezza di te.

(Tra i pini dell’Ardenza
perdersi in questo fiato
che ha dilatato il cielo e riconduce
i sogni a una parvenza!)

Al tuo paese

Ma qui, sulle strade di polvere,
le viole non fioriscono, qui batte
le pietre il passo duro dei soldati
e cammini a cercare una freschezza
con una inquita nostalgia di prati.
Cammini sui confini
della piazza, cammini verso il mare
tra gli archi ove s’impiglia
il vento della sera e ti protendi
all’inasprito volo dei gabbiani.

Per concludere il profilo culturale di questo poeta, la cui biografia artistica delinea un eclettico e accanito consumatore di occasioni culturali, aggiungo solo che ha insegnato Giornalismo televisivo all’Università “Pro Deo” di Roma e Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Foggia; ha curato e tradotto in Luna d’amore circa 200 poesie di tutte le letterature del mondo ed è approdato anche in televisione curando programmi culturali.

Chi volesse gustare ancora qualche spazzo di poetica di Luciano Luisi, può trovare in La sapienza del cuore, una raccolta dei suoi componimenti, che abbraccia un quarantennio di attività poetica: dal 1946 al 1986 (Rusconi Editore).

Annunci

4 pensieri riguardo “La Puglia nei versi di Luciano Luisi”

  1. Complimenti! Leggo sempre con molto piacere i tuoi post! Apprezzo notevolmente l’emozionante fluidità della tua scrittura!
    A presto,
    Antonella

  2. Riflessioni ricche di emozioni, che toccano la radice profonda dell’ulivo che risiede dentro di noi. La rinascita sono le radici, i segni, i cerchi del nostro albero, residenza del proprio e personale bagaglio spirituale ed emotivo.
    Grazie per aver condiviso questi versi di rami e pietre che non conoscevo.

  3. Grazie anche a te per aver messo il tuo sapere a disposizione della comunità di Cultura Salentina.
    Quando abbiamo avviato questo sito, lo abbiamo fatto con il solo scopo di mutua condivisione di conoscenze, valori ed emozioni legate alla nostra terra, perché la cultura possa uscire fuori dalle anguste biblioteche universitarie e dal guscio elitario che qualcuno vorrebbe darle; perciò un grazie a tutti quelli che stanno contribuendo a questa magnifica “banca dati”.
    Un saluto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...