Territorio

Il Salento tarantino

Ulivo salentino (Ph. Gianfranco Budano)
La parte tarantina del Salento è quella più occidentale: essa è incastonata tra la provincia di Brindisi a Nord e la provincia di Lecce ad Est. Questa particolare posizione ha reso possibile che si determinasse l’assimilazione di quei tratti fisici ed economici, quindi anche culturali, tipici del Salento.

Nell’area del Salento tarantino è possibile rilevare una certa omogeneità dell’ambiente fisico e socio-culturale, al cui interno è abbastanza evidente il processo di desertificazione dello spazio rurale. Gli aspetti fisici del territorio vedono il susseguirsi di fasce altimetriche parallele tra loro che aumentano di quota fino a raggiungere i 519 m s.l.m. Si tratta di una vasta zona, per lo più pianeggiante, intervallata da modesti rilievi collinari, tra le cui ondulazioni si notano depressioni e bacini che fungono da naturale punto di raccolta delle acque piovane, assorbite poi da voragini (vore) la cui conformazione ad imbuto può raggiungere notevoli profondità.

Il paesaggio del Salento tarantino è tipicamente carsico, con sviluppati sistemi idrografici sotterranei: già i Greci ed i Romani riuscirono ad utilizzare le acque sotterranee grazie alla costruzione di acquedotti.
La base calcarea territoriale emerge, tuttavia, nei rilievi murgiani, mentre si presenta coperta da antichi sedimenti nelle aree depresse, fino a raggiungere spessori di 100 m in settori ribassati da eventi tettonici.

La natura dei sedimenti è calcarenitica alla base, argillosa verso l’alto. Il paesaggio del Salento tarantino è dominato dalle colture legnose; viti ed ulivi ricoprono i tre quarti della superficie agricola utilizzata. Possono essere segnalate colture minori, un tempo molto diffuse, come quelle del mandorlo, del fico, del melograno, del melo cotogno, del melo e del pero; si tratta di prodotti destinati al consumo locale.

La viticoltura è ampiamente diffusa, specie nel sistema ad alberello; la varietà maggiormente impiantata è il Primitivo, seguito da Malvasia e Negroamaro. L’area del Salento tarantino si presenta anch’essa
ricca di testimonianze storiche e di risorse ambientali di eccezionale interesse: basti pensare alle Odi di Orazio, in cui il poeta latino riferisce “angulus ridet”; il paesaggio si presenta costellato da meravigliosi resti di architettura rurale, antiche masserie e trulli da ricovero, inconfondibili simboli della civiltà contadina. A ciò si aggiungano le numerose feste popolari che affondano le proprie radici in una viva religiosità. Terra di tradizioni, valori e lavoro: caratteristiche evidenti in un patrimonio artistico di inestimabile valore.

1 pensiero su “Il Salento tarantino”

  1. Complimenti ad Alessandra per l’interessante contributo sul Salento tarantino, sintetico ma esauriente. Il nostro territorio balza troppo spesso agli onori della cronaca per ben altre ragioni (vedi inquinamento ambientale, disagio sociale, crisi economica, ecc.) ben vengano quindi testimonianze di attaccamento alla nostra terra come questa, soprattutto se fatte con competenza, cognizione di causa e attaccamento al proprio territorio.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...