Cultura salentina

Il ricordo di Italo Palasciano

di Michele Lenti

Da sinistra Cosimo D'Angela, l'assessore Elio Michele Greco e Nico Blasi
Appuntamento con il ricordo di Italo Palasciano quello svoltosi presso il salone di rappresentanza dell’Associazione Artigiana di Martina Franca, organizzato dal Gruppo Umanesimo della Pietra. Giornalista professionista, Italo Palasciano (Alberobello, 12 marzo 1927 – Bari 13 febbraio 2007), all’indomani dell’ultima Guerra Mondiale e fino al 1982, è stato redattore per la Puglia del quotidiano “L’Unità”, in qualità di esperto dei problemi dell’agricoltura pugliese e della sua storia; in precedenza aveva collaborato con “Paese Sera”, mentre per conto dell’Istituto Feltrinelli era stato fra i curatori della “Bibliografia della stampa operaia e contadina in Puglia dal 1846 al 1924”. Continua a leggere “Il ricordo di Italo Palasciano”

Cultura salentina

Contrabbandi e traffici illeciti, oggi e ieri

di Rocco Boccadamo

Inseguimento di un carico di sigarette di contrabbando

Qualche riflessione alla luce delle fresche, clamorose e scottanti cronache intorno ad operazioni di riciclaggio finanziario, nell’ordine di miliardi d’euro.

I fatti ed i costumi delle varie epoche, la vita vissuta che si inanella lungo gli anni ed i lustri o in spazi temporali di maggiore ampiezza, possono da soli costituire una fonte di apprendimento e di riflessione assai più efficace ed illuminante di quanto riesce a rivelarsi una pur dotta e ricca enciclopedia: ovviamente, occorre passare in rassegna gli eventi e le abitudini con occhio obiettivo, scrutarne i motivi e gli spunti di fondo con serenità e tranquillamente come nello scorrere le pagine e i capitoli di una raccolta di volumi.
Ciò premesso, soffermiamoci sul cappello di queste note mediante qualche immagine concreta, così da proporre una sorta di raffronto definito e circoscritto. Continua a leggere “Contrabbandi e traffici illeciti, oggi e ieri”

Cultura salentina

C’era una volta a Maglie il Kursal Italia: l’attività sino alla fine

di Cosimo Giannuzzi

A teatro

Nel precedente articolo sono state narrate le vicende che hanno visto Giuseppe Romano impegnato a fornire Maglie del suo primo teatro. Opera di grande impatto emotivo sulla popolazione magliese dei primi del ‘900 che vedeva in quell’opera un gesto di vera e propria gratitudine e magnanimità del promotore. La novità e, quindi, l’attrattiva che il Kursal suscitò è ben testimoniata da una affluenza di pubblico che in un primo tempo fu notevole, con una media di biglietti venduti per ogni rappresentazione superiore ai 200, mentre in un secondo tempo, attorno al 1915, scese a 150. Continua a leggere “C’era una volta a Maglie il Kursal Italia: l’attività sino alla fine”

Cultura salentina

C’era una volta a Maglie il Kursal Italia: le origini

di Cosimo Giannuzzi

Locandine d'altri tempi

Il riferimento a Giuseppe Romano, conosciuto come Don Peppe nnonnu e morto nel ’25 a 67 anni, per parlare dell’attività teatrale e cinematografica a Maglie agli inizi del ‘900, è necessario in special modo per la circostanza che vede legate a questo nome iniziative originali, e a volte coraggiose, nel campo dello spettacolo. Già prima del 1892 tal Pantaleo Rainò aveva ceduto al Romano gli arredi e il nome del teatrino Pietro Cossa. Continua a leggere “C’era una volta a Maglie il Kursal Italia: le origini”

Cultura salentina

Il Castello di Corigliano d’Otranto: dal castello al palazzo

di Maurizio Nocera

“Il Castello di Corigliano d’Otranto: dal castello al palazzo” nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, decorazioni della facciata

La trattazione dell’antico Castello, proposta nei due precedenti articoli, non si può esimere da un ulteriore approfondimento circa  le vicende che hanno permesso la trasformazione del Castello in Palazzo baronale. Anche in questa direzione, i risultati dello studio D’Urso-Avantaggiato (1) sono fondamentali nella lettura di ques’ulteriore pagina di storia salentina. Continua a leggere “Il Castello di Corigliano d’Otranto: dal castello al palazzo”

Archeologia

Esegesi delle Veneri di Parabita: le mitiche Antenate

di Cosimo Giannuzzi

Una delle veneri di Parabita
Una delle veneri di Parabita

I tratti delle Veneri di Parabita che richiamano l’attenzione, perché si prestano ad una interpretazione del loro ruolo, sono la posizione delle mani posate sul grembo e, nella Venere ritenuta più importante, le solcature su una parte del volto e del collo.

La postura delle mani, conforme nelle due statuette, non trova analogie con le statuette occidentali, ma è riconoscibile in esemplari siberiani della cultura pavloniana di Kostienki I e di Avdejevo, suggerendo una medesima convenzione stilistica. Continua a leggere “Esegesi delle Veneri di Parabita: le mitiche Antenate”

Cultura salentina

Lecce, la bella storia di Angela e Ranil

di Rocco Boccadamo

Lecce, la bella storia di Angela e Ranil

Anche se queste righe fotografano una vicenda reale e attuale, mette conto di precisare che, per ragioni di riservatezza, i nomi dei protagonisti non corrispondono agli effettivi dati anagrafici, ma sono frutto di fantasia.

Ho conosciuto Angela, diversi anni fa, in chiesa, assistendo alla messa in una piccola parrocchia, con un’altrettanto piccola comunità di fedeli, del centro storico di Lecce e sono rimasto colpito dalla sua figura eccezionale, tanto nell’aspetto esteriore, quanto con riferimento alla solidità e all’equilibrio dei valori e contenuti che, da subito, ho avvertito sprigionarsi dal suo profondo intimo. Continua a leggere “Lecce, la bella storia di Angela e Ranil”

Archeologia, Cultura salentina, Storia, Territorio, Tradizioni

Magia e “salentinità”: le pietre preziose.

libro magicoAlle pietre, in particolare a quelle preziose, il popolo salentino ha da sempre riconosciuto virtù di protezione e d’aiuto. Le stesse, come amuleti, propiziavano il bene e difendevano il possessore dal maligno, dalla malattia, dalla povertà e dalle forze negative in genere.

Una credenza questa che è probabilmente di provenienza fenicia, secondo il noto storico salentino Luigi Maggiulli, ma la stessa si ritrova anche nell’area araba, dove alle pietre sono associati diversi poteri benefici. Il rubino portato al dito combatte la paura, protegge dai fulmini e dalla peste mentre, se posto sotto la lingua, calma la sete. Lo smeraldo tiene lontano il maligno, guarisce dai morsi delle vipere e fortifica la vista.

Continua a leggere “Magia e “salentinità”: le pietre preziose.”

Architettura

Il Castello di Corigliano d’Otranto: i torrioni

di Maurizio Nocera

I Torrioni nello studio di G.O. D’Urso e S. Avantaggiato

Corigliano d'Otranto, castello, torrione

Nel precedente articolo circa il Castello di Corigliano d’Otranto è emersa prepotentemente la funzione difensiva di questa struttura che è dunque assimilabile a quella di una vera e propria fortezza. Nello stesso studio D’Urso-Avantaggiato (1) particolarmente interessante è la trattazione circa l’attribuzione e il significato del programma epigrafico dei Torrioni del Castello  che è foriero di suggestive riflessioni. Scrivono gli autori che: «concentrando l’attenzione sul prospetto dei torrioni si scorgono i bassorilievi che li decorano e l’abbinato repertorio epigrafico. Continua a leggere “Il Castello di Corigliano d’Otranto: i torrioni”

Cultura salentina

Esegesi delle Veneri di Parabita: il sito e le prime analisi

di Cosimo Giannuzzi

Una delle cd. Veneri di Parabita (da La passione dell'origine - a cura di Eletttra Ingravallo)

Nel 1965 Giuseppe Piscopo del Gruppo Speleologico “P. De Lorentiis” di Maglie, rinveniva all’interno di una grotta nei dintorni di Parabita, due statuette umane femminili scolpite in osso di cm. 9 e cm. 6.

Come la maggior parte delle sculture a tutto tondo del paleolitico superiore italiano, anche le Veneri di Parabita, appartengono ad un livello stratigrafico differente da quello del rinvenimento. La loro “giacitura secondaria” è causata da eventi di tipo diverso. Azione delle acque, tane di animali, scavi clandestini. Tuttavia, la natura e le caratteristiche dei sedimenti presenti nelle fenditure dei reperti consentono ad Antonio M. Radmilli, al quale vengono affidate, di stabilire l’orizzonte culturale, entro il quale collocarle: la terra rossa della sedimentazione costituisce lo strato in cui sono contenuti i materiali appartenenti ad un periodo compreso fra l’epigravettiano antico ed il romanelliano recente. Continua a leggere “Esegesi delle Veneri di Parabita: il sito e le prime analisi”

Arte

I personaggi della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario

di Daniela Bacca

Madonna del Rosario, Gian Domenico Catalano, 1615 ca., Casarano, Chiesa Parrocchiale

La festa della “Madonna della Vittoria”, promossa ed istituita da Papa Pio V, in ricordo della battaglia di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, in cui la flotta della Lega Santa sconfisse l’Impero Ottomano, per intercessione della Vergine Santissima, si diffuse con viva intensità e devozione nella terra salentina, per secoli minacciata, saccheggiata e torturata dai sanguinari turchi. La battaglia, tra le più attese e partecipate del XVI secolo, fu vinta grazie alla protezione di Maria, che i cristiani  invocarono recitando il Rosario prima dei combattimenti, tanto che il papa Gregorio XIII, nel 1573, intitolò il culto alla “Madonna del Rosario”, la cui iconografia è tra le più note e tradizionali legate alle raffigurazioni mariane. Continua a leggere “I personaggi della Battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario”

Cultura salentina

Cercando le Caremme (2)

Caremma salentina

A Caremma pizzicotta, face u casu e la ricotta
e li face scusi, scusi cu nu lla vitine i carusi,
e li face chianu chianu, cu nu lla vite u guardianu.

A Gallipoli la Caremma è la madre “te lu Titoru” (la maschera locale che muore per le gozzoviglie del martedì grasso), a Martina Franca è la “Quarantena”, riempita di dolci e frutta per la gioia dei bambini, ad Oria è la “Quaremma”, che ha come “corredo” anche una bottiglietta d’olio (per alimentare la lampada che le consentirà di continuare a lavorare di notte), una d’aceto (a simboleggiare la ristrettezza economica) e 7 fichi secchi o taralli oltre al fuso. Continua a leggere “Cercando le Caremme (2)”