Cultura salentina

La Porta di l’Ínsite o di l’Énsite

di Gaetano Montefrancesco

Tra passato e presente. Protagonista l’olivo.

La Porta di l’Énsite
La Porta di l’Énsite

Chi a Copertino percorre via Goldoni Esterna in tutta la sua lunghezza, un po’ fuori dell’abitato, nel punto in cui essa incontra la strada provinciale Nardò-Leverano, nota una monumentale Porta che i copertinesi conoscono come la Porta di l’“Ínsite” (o di l’“Énsite” o dell’“Énzite” o di “Lénsite”).

Era l’ingresso monumentale ai terreni di proprietà, un tempo, dei Marchesi di Copertino, di cui faceva parte la masseria “Ulùzzi” o “Volùzzi”1.

Risalente, forse, al XVIII o al XIX sec., è realizzata in muratura di pietra tufacea in bella composizione simmetrica. Al centro si trova la vasta fornice di un arco, che serviva per l’accesso dei
traini. Ai lati ci sono i due corpi di minor grandezza rispetto al portale centrale, segnati da leggere lesenature, tra le quali sono inquadrate due nicchie incavate nel muro.
La parte superiore dell’arco è sormontata da un motivo ornamentale a volute con al centro uno stemma ormai indecifrabile.

Stemma indecifrabile posto sulla sommità della Porta
Stemma indecifrabile posto sulla sommità della Porta

Il nome Porta di l’“Ínsite” o di (l’“Énsite”) deriva dal fatto che questa Porta si trovava e si trova tuttora nella contrada di l’“Ínsite” (o di l’“Énsite”). L’origine latina del termine (dal verbo insero-is-insevi-insitum-inserere = innestare; sostantivo: insitum-i = innesto) e la definizione che ne dà il Rolfss nel suo vocabolario salentino-italiano: “olivo giovane o pollone d’olivo innestato chesi pianta2 confermano che si tratta anche in questo caso, come per la masseria “Ulùzzi” o “Volùzzi”, di un fitotoponimo collegato questa volta all’ulivo, pianta simbolo della Puglia e del Salento.

Asfodelo, in dialetto ulùzzu, nella fase vegetativa

Appurato che il termine “Ínsite” o “Énsite” significa “alberello di olivo innestato”, resta da
chiarire perché ha preso quel nome la zona del feudo (campagna) di Copertino posta in direzione sud-ovest, tra Casole e la provinciale Copertino-Sant’Isidoro, dove si trovava la proprietà del Marchese di Copertino.

Per dare una risposta a questa domanda occorre, a mio avviso, andare indietro nel tempo e soffermarsi sull’evoluzione della coltivazione dell’olivo nel nostro Salento dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) ai giorni nostri.

(continua)


1Fitotoponimo: nome di un luogo collegato alla presenza nella zona di particolari piante o coltivazioni; in questo caso si tratta degli asfodeli, in dialetto sa-
lentino “ulùzzi”.

2Gerhard Rohlfs, Vocabolario dei dialetti salentini (Terra d’Otranto), Congedo
Editore, Galatina.


Tratto da: G. Montefrancesco, Copertino e la sua storia, La Porta di l’Ínsite o di l’Énsite Tra passato e presente. Protagonista l’olivo, I quaderni dell’Associazione “Casello 13” – Copertino N. 1 – Marzo 2010, I TOPONIMI.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...