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Archive for luglio 2010

di Antonella Miccoli
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Il nuovo aspetto di alcuni territori salentini

Il Paesaggio: è un’area, così come è percepita dalle popolazioni, la cui caratteristica è il risultato dell’azione e dell’interazione di fattori naturali e/o umani

Così recita la Convenzione Europea del Paesaggio, riconoscendo a quest’ultimo natura antropica.
In altri termini, il paesaggio come prodotto sociale, come bene culturale dinamico teatro dell’azione umana. E già, perché è sempre l’uomo a decidere il da farsi.
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di Augusto Benemeglio

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Leuca (copyright Gianfranco Budano)

Sui salentini che , dopo morti , fanno ritorno a Leuca col cappello in testa, esiste una poesia di Vittorio Bodini dal titolo Finibusterrae, che fa parte della raccolta Dopo la luna. Cito i versi immediatamente precedenti, e quelli in questione:

Il fanale d’ un camion,
scopa d’apocalisse, va scoprendo
crolli di donne in fuga
nel vano delle porte e tornerà
il bianco per un attimo a brillare
della calce , regina arsa e concreta
di questi umili luoghi dove termini,
meschinamente , Italia, in poca rissa
d’acque ai piedi di un faro.
E’ qui che i salentini dopo morti
fanno ritorno
col cappello in testa.

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di Paolo Marzano

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S. Lorenzo

Un’opera inedita del Caravaggio sarebbe stata scoperta in occasione del quarto centenario della morte dell’artista, Michelangelo Merisi. Cita la prima pagina L’Osservatore Romano, nell’edizione di domenica 18 luglio.

 Un Martirio di San Lorenzo ritrovato a Roma tra le proprietà della Compagnia di Gesù sta affascinando i critici d’arte e sembra avere i crismi per un’attribuzione che, va detto, aspetta ancora la garanzia dell’ufficialità, scrive il quotidiano. (altro…)

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Stemma

Sallentum, (G. Ferraro, 2010)

Giuseppe Ferraro è un provetto pittore e decoratore di Acquarica del Capo il cui pennello è la trasmutazione della sua stessa bocca intenta a parlarci del Salento. Un Salento raccontato per immagini senza la presunzione di possedere un personale stile artistico perché lui non vuole impressionare o erigersi ad artista ma solamente dipingere il Salento con semplicità e vivacità di colore.

Vuole così esprimere il calore generoso degli uomini di questa terra e del suo sole che costantemente ravviva e scandisce i ritmi di una favolosa natura. In tutte le sue produzioni troviamo spessissimo pajare, pennule di pomodori, fichi e limoni, tamburelli con la taranta, e persino imbrici e chianche di pietra leccese. Non rari i manufatti in argilla e piani di legno che diventano il posto ideale sul quale dipingere al posto dell’usuale tela. (altro…)

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Un laboratorio “estivo” nel Castello di Acaya, dal 30 luglio al 6 agosto

Roberto Quarta e Paolo Marzano

Paolo Marzano e Roberto Quarta mantengono la promessa. Siamo alla terza edizione dell’EIFF (Ecologico International Film Festival) di Nardò e s’inizia alla grande. L’appuntamento è per il 30 luglio alle 18 presso il Castello di Acaya, con un importante seminario che parla del futuro prossimo dal titolo “Le tecnologie sostenibili attraverso l’arte”, imperdibile per chi dell’arte vuole scoprire le possibili evoluzioni future. Ospiti il Prof. Paolo Atzori della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano, il Prof. Giuseppe Gigli del NNL (Laboratorio di Nanotecnologie dell’Università del Salento), introdurrà il Prof. Giampiero Mele del Politecnico Milano con l’intervento: “Acaya da terra nuova medievale a fortezza del Rinascimento contemporaneo.”
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Tramonto salentino

Tramonto salentino (ph. Gianfranco Budano)


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Ho le mani sporche di terra, per la verità non solo quelle; la mia faccia è intrisa di sudore, seguo mio padre a fatica, ho appena quattordici anni, ma il corpo già sufficientemente robusto. Insieme coltiviamo un vigneto, sicura fonte di sostentamento per la nostra famiglia. Odore di brina e solfato di rame, rimedio necessario contro la peronospora; se attecchisse perderemmo tutto il raccolto.

Il sole è ancora basso all’orizzonte ma irradia già la prima luce; i calli sotto il palmo della mano mi fanno male, l’aria è fresca nonostante l’afa patita in casa durante la notte appena trascorsa. Io porto l’acqua color verderame, che schizza sui miei pantaloni: ne sono imbrattati; mio padre irrora le fronde. Su e giù per l’immensa estensione del vigneto, passo dopo passo, per ore, fino a quando il sole alto non ci costringe a desistere. (altro…)

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di Augusto Benemeglio

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Chiesa di S. Francesco d'Assisi a Gallipoli (da Wikipedia)

1. Chiese di Gallipoli
Gradita la voce dell’acqua a chi è oppresso da nere sabbie, gradito il ricordo della riviera Nazario Sauro, dov’è la chiesa di San Francesco d’Assisi di Gallipoli, la chiesa del Malladrone, curva di luce nel tramonto, una delle tre sorelle chiese, a pochi passi l’una dall’altra, ciascuna con la loro livrea di carparo, miele e oro scuro.

Le Chiese di Gallipoli da sempre guardano in faccia il mare , poggiano sulle dodici colonne che sorreggono l’isola e guardano costantemente all’orizzonte per accompagnare i propri figli in mare, per sorvegliare il viaggio breve dei pescatori, o il lungo viaggio degli emigranti e dei guerrieri, viaggi dell’incertezza, della fralezza, della caducità dell’uomo, ma anche viaggi di una promessa di pace, benessere prosperità, viaggi della speranza, e del bisogno di stabilità, serenità, terraferma. (altro…)

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