Ambiente, Territorio

Nel Salento leccese mangeremo il punteruolo rosso?

di Antonio Bruno

Giovedì 9 dicembre 2010, alle ore 17,00, nella splendida cornice del castello medievale di Acquarica del capo si è tenuto il convegno “L’emergenza punteruolo rosso delle palme” (Rhyncophorus ferrugineus). In questa nota alcune interessanti notizie apprese durante la serata.

Il castello medievale di Acquarica del capo è del XV secolo ed è stato forse ristrutturato da Giovanni Antonio Orsini principe di Taranto che ebbe in feudo Acquarica nel 1432.

La magnifica Torre a base quadrata, che sovrasta il centro abitato, è la struttura architettonica di rilevante importanza per il paese di Acquarica ed è qui che l’amico sindaco dottore agronomo Francesco Ferraro ieri sera giovedì 9 dicembre 2010 alle ore 17,00 ha moderato un convegno per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche riguardanti l’emergenza punteruolo rosso delle palme.

La canzone “La guardia rossa” di Raffaele Offidani “Spartacus Picenus” del 1919 più o meno diceva «Ecco s´avanza uno strano soldato/ vien dall´Oriente, non monta destrier/ è la guardia rossa che marcia alla riscossa…» e sembra essere stata scritta per il punteruolo rosso della palma.

Il Sindaco Ferraro l’ha definito “un convegno semplice” per fare chiarezza. La sala era affollata a dimostrazione di quanto sia sentita la problematica dalle genti del Salento leccese.

Striscia la notizia sta proponendo da tempo i più svariati tentativi di cura che sono stati messi in atto per difendere la pianta della palma da questo insetto rosso! C’è di tutto e di più e noi dottori agronomi, di fronte a questo insetto, abbiamo più volte dovuto alzare bandiera bianca, per assistere impotenti a una sintomatologia che va dalla tosatura, alle merlettature, alle foglie appoggiate, alle foglie morte espulse per spiaggiare al collasso della chioma che può essere a ombrello aperto verde, parzialmente secco e infine totalmente secco.

I dati sono quelli dell’indagine che stanno portando avanti i colleghi del CODILE Consorzio di difesa della Provincia di Lecce illustrati dalla collega dottore agronomo Sara Nutricato.

Ad Acquarica del Capo c’è stato un monitoraggio che ha riguardato le palme visibili dalla strada e quelle che sono state oggetto di segnalazione da parte dei cittadini per un totale di 223 palme di cui il 94% Phoenix canariensis e il 6% Phoenix dactylifera.

Queste palme presenti ad Acquarica del capo per il 94,88% sono senza sintomi di presenza di punteruolo rosso mentre il 2,38% hanno un attacco di punteruolo allo stato iniziale, il 2,06% delle palme sono già bell’e morte e lo 0,68% sono state messe in sicurezza ovvero coperte per non far sfarfallare gli adulti e nessuna di queste ha avuto un ricaccio.

Insomma ad Acquarica del capo il punteruolo rosso è presente provocando una infestazione allo stato iniziale.

Sara Nutricato ha proseguito fornendo i dati di palme colpite nei paesi confinanti con Acquarica. A Ruffano il CODILE ha rilevato il 17,87% delle palme colpite, a Specchia il 13,34%, a Presicce l’11,01% ed infine a Taurisano il 20,2%.

Acquarica è circondata dal punteruolo rosso anche se l’infestazione che è in atto è allo stato iniziale.

All’inizio di questa nota ho esposto le varie sintomatologie che rilevano la presenza dl punteruolo rosso, Sara Nutricato ha affermato che non sempre si ha il preavviso tramite i sintomi, ma sempre più spesso si assiste a palme colpite, sia che siano alte 30 centimetri che 20 metri, che manifestano solo lo stadio di ombrello aperto, magari dopo una giornata di vento!

Sempre la collega Nutricato ha riferito che l’infestazione è in rapida evoluzione.

Afferma il prof. Giuseppe Barbera: “dove c’è ricchezza di specie e alta biodiversità c´è complessità e quindi stabilità, ma dove al contrario si impone la monocoltura, i cicli vitali della materia e dell´energia si interrompono, saltano gli equilibri tra le popolazioni di piante e di animali, gli ecosistemi si indeboliscono. Gli organismi più forti, i più adatti alle nuove circostanze, prendono il sopravvento. Ed ecco un nuovo pericolo per la delicata coesistenza dell’uomo e del pianeta che lo ospita: gli spazi delle monocolture tropicali, con il loro carico di pesticidi che uccide i naturali nemici dell’insetto letale e di erbicidi che seccano le erbe e i cespugli dove questi avrebbero potuto rifugiarsi, divengono stretti. Rosso per il colore ferruginoso e come ogni pericolo di cui si ha vero timore non conosce confini, il punteruolo li supera facilmente e nei nuovi ambienti, non frenato da nemici naturali, si diffonde a grande velocità.

Hanno chiesto a gran voce cosa fare i convenuti di ieri sera ad Acquarica. Tanti i rimedi proposti anche se tutti, prevedono che per tenere in vita una palma c’è bisogno di trattamenti preventivi costosi da effettuare per l’eternità!

Concludo con un’altra notizia data dal prof. Barbera che ci rivela un altro modo di controllo del punteruolo rosso: “In Nuova Guinea anche l´uomo contribuisce a suo modo al controllo biologico, mangia le grosse larve carnose, le raccoglie affondando le mani all´interno dello stipite ridotto a una calda, fermentante poltiglia. Bisognoso di proteine animali (in Nuova Guinea la cacciagione è di piccola taglia e poco nutriente), soddisfa così la vitale necessità di vitamina B, di ferro e di zinco. Le larve del punteruolo aiutano i bambini guineani a crescere sani senza mostrare il gonfio addome di chi mangia poche proteine e molti carboidrati e portate al mercato consentono una piccola economia di scambio.

Che dire? Presto avremo a pranzo un bel piatto fumante di punteruolo rosso alla genovese?

(Antonio Bruno è Dottore Agronomo n.d.r.)


Bibliografia

Giuseppe Barbera, Il viaggio dell’insetto che uccide le palme

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