Personaggi, Storia

Roma intitola un giardino al partigiano magliese Uccio Pisino

Antonio Pisino (1917 -1944)

Antonio Pisino (1917-1944), partigiano magliese e attivista nel Movimento Comunista d’Italia meglio conosciuto come Bandiera Rossa, fu organizzatore politico e fervente attivista della resistenza romana. Brillante studente di Economia presso l’Università la Sapienza di Roma, che gli ha riconosciuto la laurea ad honorem, si arruolò dapprima volontario nella Regia Marina diventando poi ufficiale nella divisione del C.R.E.M. (Corpo Reali Equipaggi della Marina).

16 ottobre del 1942 nella Parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte di Roma sposò Edelweiss Rossi, figlia del titolare dell’omonima latteria ove fu fatto prigioniero dai nazisti assieme ad Aladino Govoni e Unico Guidoni durante una riunione cospirativa. Dopo aver subito le torture nella famigerata Via Tasso e passato in Regina Coeli per scontare tre anni di carcere, a seguito della rappresaglia nazista per l’azione partigiana contro le S.S. in via Rasella, fu trucidato alle fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Fu decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Nel 1947 la vedova Edelweiss sposò Remo Farneti; dal matrimonio nasce Patrizia. Forte  è l’interessamento di quest’ultima circa la vita del primo marito di sua madre, quale grande eroe e patriota italiano, tanto da promuovere presso l’ufficio toponomastico di Roma la richiesta per la  titolazione di un luogo a nome di questo nostro illustre concittadino. La Giunta Capitolina con deliberazione n. 96 del 01/12/2010 “Denominazione di nuove aree di pubblica circolazione. Estensioni, soppressioni, rettifiche e precisazioni di denominazioni stradali già esistenti” individua nel MUNICIPIO XI – Quartiere X – Ostiense R/T 83/2010 un «Giardino Antonio Pisino: Martire delle Fosse Ardeatine (1917-1944)» sito lungo via Pellegrino Matteucci in prossimità delle Fosse Ardeatine. L’illustre cittadino magliese rientra, dopo sessantasei anni dalla morte, ufficialmente nella toponomastica dell’Urbe a riconoscimento del suo patriottismo e del sangue versato per la libertà del popolo italiano.

Come scrissi in altro articolo, dal titolo Partigiani magliesi caduti nella guerra di liberazione, Antonio Pisino demistifica la leggenda storica secondo la quale  la II Guerra Mondiale sia stata per le popolazioni meridionali non una battaglia combattuta per i più alti ideali patriottici e nazionali quanto, invece, una lotta principalmente contro la fame e la povertà generate dal grande disastro.

La verità, tuttavia, è ben differente perché i documenti storici circa il ruolo dei nostri eroi meridionali negli eventi italiani del 1943-45, svelano il nome di tanti giovani che si immolarono nel nome di un’Italia libera” così come si sacrificò il l’eroe magliese Uccio Pisino.

6 pensieri riguardo “Roma intitola un giardino al partigiano magliese Uccio Pisino”

  1. Grazie, Vincenzo, di aver messo in luce, attraverso questa testimonianza, uno degli aspetti, a mio parere, ancora inspiegabili della nostra Storia: uomini che hanno pagato, col sacrificio di se stessi, l’impegno per restituire l’Italia alla sua Libertà, sono, indegnamente, passati sotto silenzio. Come per Antonio Pisino così per migliaia di altri.
    Quanti di noi sono al mondo ‘grazie’ a loro! Gli dobbiamo la vita.
    Il nostro presente gli deve la vita, non maltrattiamolo.

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  2. fortunatamente per lui, come anche emerse nel corso del processo civile per la strage di via Rasella, non ebbe alcuna responsabilità decisionale in merito all’ideazione dell’attentato, limitandosi ad eseguire gli ordini e a comportarsi in modo militarmente esemplare. Una brutta storia, che purtroppo costò la vita a questo valoroso.

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  3. Una delle tante vittime della rappresaglia nazista. Un plauso alla città di Roma che ha voluto onorare questo partigiano magliese dedicandogli un giardino. Speriamo che quest’anno, ricorrendo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, possiamo assistere a molti di questi riconoscimenti da parte dei Comuni italiani.

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  4. A distanza di 67 anni c’è ancora chi pensa che la responsabilità delle Fosse Ardeatine sia stata dei partigiani italiani che compirono un’azione di guerra contro le truppe naziste che occupavano Roma, e non della barbara decimazione (con la cresta!)di uomini e donne inermi ordinata da Kappler & soci. Lode a Pisino e a tutti coloro che lottarono e lottano per la civiltà e per la pace.

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    1. Caro Maurizio,
      tocchi un punto dolente della Resistenza Italiana. Bentivegna e la Capponi furono additati come i responsabili dell’eccidio delle fosse Ardeatine e ciò non venne solo dalle destre quanto anche dai familiari dei partigiani. Purtroppo pochi sono consci che l’attentato di via Rasella fu un’operazione di guerra, spinta anche dagli alleati che erano ad Anzio, mirata a far insorgere l’intera popolazione romana che, come dice il De Felice, sembrava vivesse in una zona “grigia”. I 335 caduti delle Ardeatine sono e resteranno per sempre i simboli della lotta per la libertà dall’oppressore nazi-fascista.
      Grazie per aver ricordato questo momento della nostra storia.
      V.

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