Eventi, Fotografia, Tradizioni

Reportage: Il carro di sant’Elena a Galatone

testi di Gaetano Danieli
fotografie di Gianfranco Budano

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Festività di antiche origini e di grande fascino, il Carro di S. Elena è sfilato quest’anno per le vie di Galatone preceduto da un lungo corteo di figuranti in costume. La rievocazione attrae ogni volta migliaia di spettatori che si accalcano lungo le vie cittadine in attesa di poter godere dei magici attimi della sfilata. Poco pubblicizzata ma di grande appeal, la manifestazione non ha nulla da invidiare ad altri, più blasonati cortei stodici. Di seguito alcune note sulle origini della manifestazione curate da Gaetano Danieli e corredate da un corposo reportage di Gianfranco Budano (n.d.r.).

© Galatone: il carro di Sant'Elena sullo sfondo delle luminarie

Il trionfo, onorificenza di origine etrusca, costituiva il più alto onore che nella Roma antica il Senato potesse concedere ad un generale vittorioso fornito di imperium (imperator) che, nel corso di una guerra contro nemici esterni, avesse riportato una grande vittoria, con l’uccisione di un determinato numero di avversari. Il corteo trionfale era aperto dai magistrati e dai senatori, cui facevano seguito i trombettieri, il bottino di guerra, i sacerdoti con le vittime, i principali prigionieri e, infine, su una quadriga preceduta dai littori, il trionfatore, vestito della tunica palmata e della “toga picta” e sul capo la corona d’alloro (corona triumphalis). Seguivano, infine, i militesacclamanti il loro generale. Il corteo entrava in Roma per la Porta Trionfale e raggiungeva, quindi, il Campidoglio.

© Galatone: il carro di Sant'Elena, figurante

Nel periodo rinascimentale questo evento fu ripreso dagli artisti per celebrare famosi personaggi contemporanei. È da ricordare una celebrazione del fasto antico in tono eroico: il dipinto di Piero della Francesca negli Uffizi a Firenze, che celebra il trionfo di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza.

Veniamo ora alla manifestazione storico-religiosa del carro di sant’Elena, che la città di Galatone inserisce nei primi quattro giorni di maggio tra i festeggiamenti per il SS.mo Crocifisso della Pietà. Risale al secolo XVIII. Nei rendiconti per la festa dell’anno 1718 compare una nota spese riguardante il carro. Nel 1750 il letterato Oronzo Amorosi ed il priore dei domenicani fra Tommaso Cretj curano la manifestazione con l’allestimento del Carro e del trionfo della Croce in un modo tutto particolare. Sempre in quell’anno Oronzo Amorosi compone l’inno del Carro “O Croce adorata”.

Ora noi ci chiediamo come mai a Galatone, nell’ambito dei festeggiamenti del SS.mo Crocifisso della Pietà, si sia avuta un’idea così felice di rappresentare visivamente il trionfo dell’oggetto della passione e morte di Gesù divenuto mezzo di redenzione dell’Umanità intera. Dobbiamo riconoscere, senza dubbio, che la fede animava molto più di oggi la nostra gente che, piena di entusiasmo e di fervore religioso, si impegnava con oneri notevoli per tutto quanto riguardava la manifestazione. È risaputo che ogni cavaliere doveva provvedere al vestito, all’armatura e infine alla cena che era tenuto ad offrire al palafreniere, impropriamente denominato “moro”, e a tutti coloro che lo avevano aiutato in quella circostanza.

Dati i tempi che spesso erano travagliati da calamità naturali e da miseri raccolti, non era possibile per una comunità contadina sostenere ogni anno una spesa assai ingente per una celebrazione così sontuosa. Si pensò, allora, ad una scadenza quinquennale, come ricorda l’antico adagio “Bona cu begna, dopu cinqu’anni, festa cu carru senza malanni”. Scadenza altalenante e irregolare fino ad oggi.

C’è da osservare anche che in tutto il Salento non c’erano altre città che potessero vantare un’espressione artistico-religiosa di così alto livello. I vari cortei storici, palii e tornei, che si tengono in diversi centri del Salento hanno origini molto recenti e difficilmente risalgono a più di sessant’anni fa. Il carro di sant’Elena dovrebbe essere rivalutato e potenziato! Sarebbe un ottimo investimento per tutta la comunità cittadina – e per il Salento in genere – da molti punti di vista. I galatei, però, dovrebbero liberarsi dall’individualismo, dal cinismo, dal pressappochismo e dalla strafottenza che li contraddistinguono. Unendo le forze, dovrebbero invece impegnarsi molto di più nella collaborazione per ottenere risultati che tornerebbero a vantaggio di tutti.

© Galatone: il carro di Sant'Elena, corteo delle puellae

Dopo questo excursus vediamo di agganciare la manifestazione del carro ad un precedente motivo ispiratore. L’architrave che sovrasta la porta maggiore della chiesa di San Sebastiano nella piazza centrale di Galatone offre il riferimento più esplicito e attendibile che senza dubbio avrà ispirato il carro di sant’Elena. Si tratta di un bassorilievo veramente magnifico, elegante e unico nel suo genere, su cui recentemente si è abbondantemente scritto. Rappresenta il trionfo di un personaggio illustre, probabilmente Giovanni Castriota, feudatario di Galatone e vincitore sui francesi, che aveva fatto costruire quel tempio nell’anno 1500. Il corteo trionfale si snoda da una porta urbica e si dirige allegoricamente verso Roma, centro della cristianità, rappresentata da un monumento emblematico qual è il Colosseo.

La manifestazione vede avanti a tutti il suonatore di corno che precede cavalieri, aquiliferi, bighe, suonatori di trombe, senatori, centurioni a capo di astati, arcieri e pretoriani. Seguono fanciulli e fanciulle, con termini latini pueri e puellae, recanti serti di edera e fiori. Giunge infine, il carro trionfale sul quale sant’Elena, impersonata da una donna del posto, abbraccia la croce di Gesù da lei rinvenuta sul Calvario. Le fanno corona alcune giovani ancelle del suo seguito e un coro di fanciulli che cantano l’inno. Gli arcieri a cavallo e i frombolieri armati di fionda chiudono il corteo.

Quest’anno, per motivi atmosferici, il Carro non ha sfilato il 4 maggio, come di consueto, ma il giorno seguente. L’iniziativa, davvero ben riuscita, ha comunque radunato varie migliaia di persone, tanto del posto, quanto dei paesi limitrofi. Soprattutto, però, ha calamitato a Galatone un alto numero di turisti, pronti a compiere con soddisfazione un tuffo nella storia.

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2 pensieri riguardo “Reportage: Il carro di sant’Elena a Galatone”

  1. Ritengo che quest’anno, quella del Carro di Sant’Elena sia stata veramente una gran bella manifestazione. Gli abiti, i personaggi, la presenza di tanti partecipanti e l’eccezionale Regia del nostro concittadino Giuseppe Manisco hanno reso l’evento qualcosa di unico e interessante.

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