Poesia, Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Cortili

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Henri Matisse, Finestra a Collioure, 1905

 

Cortili

Fa rumore

l’estate.

Chiede respiro

alla notte

nel cigolio

di persiane

schiuse.

(Titti De Simeis, 25/06/2011)
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13 pensieri riguardo “Cortili”

  1. Delicata poesia… rumori, profumi, sensazioni dell’estate salentina.
    I cortili di una volta… bambini che giocano, vecchiette sedute vicino
    a casa, chiacchiericcio tra comari… la notte a respirare con le finestre
    aperte… Che emozioni! Grazie, Titti, Davvero una bella poesia.
    Bello il quadro di Matisse!

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    1. … grazie, Lucio. Tu vivi la magia della nostra terra con la semplicità che, purtroppo, va scomparendo e la assapori con il gusto di una volta …
      … grazie dell’attenzione che, sempre, mi regali …

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  2. Fa davvero rumore l’estate. E’ quello che ho sempre pensato quando il sole della “controra” abbaglia le corti e le chianche dei nostri paesini. Qualche giorno fa ero a Muro Leccese alle11 del mattino. Sembrava di stare in un film di Sergio Leone. Come sempre, TItti, la poesia alberga nel tuo cuore e quando sale a galla ci regala fotografie ed immagini senza tempo.
    Thank you a nome di tutto il mondo dei poeti e dei lettori di poesie…

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    1. … sorrido nel leggere le tue righe. Sono io che ti ringrazio per quello che mi hai scritto: la ‘controra’ regala ancora emozioni a chi riesce a respirarle, come fai tu che le vivi con grande sensibilità, la tua, di sempre, unica …

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  3. L’estate chiede respiro alla notte, questa poesia chiede il silenzio che si riserva alle cose belle. Neanche una parola fuori posto: complimenti.

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  4. ‎…eccolo il sapore dell’insonnia.eccolo il rumore che fa la notte.quell’attimo prima della resa.quel ricercare nell’alito di brezza sottile,nel risoffio del vento,quel sollievo e quell’ebbrezza che fanno ritornare il respiro.brezza ed ebb…rezza.nella luce fioca del cortile che copre i pensieri.che richiude lontano i passanti,che rimanda una nuova estate.cartolina.squarciata nel mezzo per cercarne il senso.un milione di volte,Titti…

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    1. … e sempre m’ incanto a leggere i tuoi commenti, Lele! Il sapore che si ‘sente’ è inconfondibile e prezioso: grazie, tutte le volte che posso …

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  5. E’ così : leggendo Titti , inevitabilmente quando scrive righe di tale spessore ( il che accade di frequente ) , ci si addentra in una dimensione di levità che libera dagli steccati di una poetica narcisisticamente impegnata e/o ermeticamente lavorata. Tuttavia è altrettanto complicato ed arduo avere in grembo e tradurre in parola scritta il grandioso candore della vita (l’estate ) e l’intimità delle sfaccettature terrene ( il cigolio delle persiane ) : in questo Titti è affascinante , in questo suo riuscire , con movenze immacolate , a coniugare l’universale al particolare . Leggendola , questa caparbia cerbiatta del verso , e leggendo questa poesia , si diventa attori , si vive l’estate mediterranea , è come trovarsi in un vicolo di un nostro centro storico , si scorge in alto una persiana che si apre , si percepisce il cigolio… Bene , sig.a De Simeis, madre di una poetica incontaminata come la più sperduta delle foreste eppure intrisa fino all’ultima sillaba del sangue innocente della quotidianità : Lei mi sorprende col suo scrivere sussurrato e mi affascina , spesso , e non poco !

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