Eventi

Processo a Don Liborio Romano


L’associazione culturale “don Liborio Romano” Patù
in collaborazione con
Amministrazione comunale di Patù
Società di storia patria per la puglia di Lecce
Associazione di via Centro storico Patù
Associazione di via San Gregorio
Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia
Domenica 17 luglio 2011 alle ore 20.00
in piazza Indipendenza a Patù

presentano

IL PROCESSO
conoscitivo
a
Liborio Romano
statista o trasformista ?

Interverranno:
Giovanni Spano presidente associazione culturale “don Liborio Romano” (moderatore)
Francesco De Nuccio sindaco di Patù (saluto del Sindaco)

Tribunale giudicante:
dott. Franco Losavio, già consigliere Corte d’Appello di Lecce e Taranto
prof. Mario Spedicato, storico università del Salento, presidente Società di Storia Patria di Lecce
prof. Vittorio Zacchino, storico, Società di Storia Patria per la Puglia sez. di Lecce

Accusa:
Prof. Mario De Marco, storico e pubblicista
prof. Luigi Montonato, storico e politologo

Difesa:
dott.prof. Salvatore Coppola, avvocato e storico del Salento
prof. Fabio D’astore, docente Università del Salento
Patù 12 lug 2011 Giovanni Spano
Presidente ass.culturale “don Liborio Romano”
Patù

3 pensieri su “Processo a Don Liborio Romano”

  1. Un traditore del popolo del sud!!!!!
    condannatelo ad essere recluso nel carcere delle fenestrelle così come egli è stato artefice della segregazione e morte di tanti uomini e donne del sud.
    Viva il comandante Crocco e ninco naco !

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  2. che uomo………….di certo ha curato i propri interessi dato che prima ha servito i BORBONI (voglio ricordare che Liborio era parente stretto del Re) e poi i Sabaudi……….. per lui non è cambiato nulla al contrario della povera gente che grazie a lui fù imprigionata e talvolta uccisa .
    Spero che il processo evidenzia l’infamia di quest’uomo

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  3. Il Ministro Liborio Romano é un artefice del Risorgimento Italiano non meno importante dei grandi personaggi che la Storia menziona esaltandoli. Ha lavorato, servendosi del suo talento, solo per il bene dell’Italia in generale e per le Regioni Meridionali in particolare. Non ha pensato al suo tornaconto personale. Lo dimostra il fatto che nel 1865 ha chiesto del denaro in prestito al suo amico di Taranto, Cataldo Nitti. Quanto segue é parte della sua lettera datata 9 maggio 1865: “…vi domando un favore che avrò per singolarissimo, quello cioé di prestarmi, o trovarmi costà a prestito sino a tutto dicembre venturo la somma di ducati cinquecento…”

    "Mi piace"

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