Cultura salentina

Sconcludimenti salentini

Gianfranco Budano: San Cataldo (9/7/2011)

Estate, tempo di eventi… e sconcludimenti. Mi si perdoni l’italianizzazione del più efficace termine dialettale che nel Salento leccese indica gli effetti di un agire sconclusionato. La Terra d’Otranto, tanto magica quanto disgraziata, è ancora in mano a chi la strumentalizza solo d’estate, per carpire pochi euro al turista scemotto che si accontenta di una frisellasponzata” male e quattro colpi di tamburello, tornando a casa con l’idea di un Salento stile triccheballacche.

Nel frattempo i manti stradali fanno sempre più pena, periferie e campagne diventano discariche per rifiuti speciali, monumenti civili e religiosi vanno alla malora, i beni culturali in genere sono sempre meno fruibili. Stangate agli affitti e batoste nei luoghi balneari e di ristorazione, poi, sono l’ottimo programma di marketing di chi intelligentemente preferisce fottere un anno soltanto piuttosto che investire a lunga scadenza.

Di destagionalizzazione manco a parlarne! E dunque, sagre, sagre e sagre… qualcuna ben impostata e degna di plauso (penso, tanto per fare un nome, all’appena conclusa “Sagra del grano”, presso la masseria fortificata di Celsorizzo ad Acquarica del Capo). La maggior parte improvvisate, riciclate o addirittura taroccate. Tipo l’ultima trovata, quella di Galatina dei giorni 29-31 luglio scorsi, in cui compare una “Sagra de la sarda e de la ricotta uschiante”, che chiaramente scimmiotta la pluricentenaria tradizione della pagnotta penitenziale con sarda e ricotta forte, che i fedeli di Galatone consumano ogni 7 di settembre, alla vigilia della festa della Madonna della Grazia.

E così, insieme alle polpette, vanno a farsi friggere significati, peculiarità e tradizione. Tutto in nome dei piccioli! Sarebbe ora che amministratori, ecclesiastici e organizzatori di eventi rammentassero il poco noto sbuffo del grande Gustav Mahler (1860-1911): «La tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco».

2 pensieri su “Sconcludimenti salentini”

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