Eventi, Personaggi

Fernando Guida in Francia nel nome di Tristan de Clermont

Fernando Guida a Clermont

“Va’ e torna vincitore!”. Andava salutato con coloritura cavalleresca lo “zzi Fernando”, così come lo chiamo affettuosamente da ormai qualche annetto. E ben conoscendolo, non avevo dubbi sul risultato della sua trasferta oltralpe. Degno ambasciatore del Salento in Francia, questo è stato pochi giorni fa Antonio Fernando Guida, brillante protagonista del convegno storico internazionale “Les enjeux de la Méditerranée occidentale”, tenuto l’8 ottobre scorso in quel di Clermont L’Hérault, comune della regione francese di Languedoc Roussillon, nella sala “Georges Brassens”.

In perfetto idioma gallico, ha presentato in casa l’affascinante figura di Tristan de Clermont, divenuto nel 1415 conte di Copertino per aver sposato Caterina, figlia del principe di Taranto Raimondello Orsini del Balzo e di Maria d’Enghien. Un personaggio importante quanto dimenticato, Tristano Chiaromonte, sottratto all’oblio proprio grazie alle annose ricerche di Guida, che già nel 2006 ha curato con Mario Spedicato il volume “Tristano Chiaromonte, signore della contea di Copertino, tra Salento e Francia”. È così emerso il ruolo affatto secondario del feudatario francese negli equilibri politici e dinastici non solo salentini, ma anche e soprattutto europei.

Tristano di Chiaromonte (a cura di Fernando Guida e Mario Spedicato)

Si pensi, tanto per offrire qualche elemento oltre ai precedenti, che Tristano fu padre di Isabella, duchessa di Calabria e poi regina di Napoli; nonno di Beatrice, regina d’Ungheria; di Federico, ultimo re aragonese di Napoli; bisnonno di Alfonso e Ferrandino d’Aragona, re di Napoli. E poi tramite sua figlia Margherita, moglie di Antonio Ventimiglia, è nella chioma dell’albero genealogico dell’attuale regina del Belgio Paola Ruffo di Calabria. Una linea di continuità, quella rimarcata da Fernando Guida, che congiunge vivacemente il medioevo con i nostri giorni. Da leggere il suo contributo, come ho avuto la fortuna di fare io in assoluta anteprima, e da meditare.

Lo stile ricostruttivo è quello lapalissiano dell’avvocato di lungo corso; la metodicità è quella induttiva e deduttiva dell’investigatore (una vita nell’Arma dei Carabinieri!); la scientificità è quella di chi si è perfezionato in Storia Regionale Pugliese presso il Dipartimento Studi Storici dal Medioevo all’Età Contemporanea dell’Università degli Studi di Lecce. Grazie, Fernando, per aver portato ancora una volta il nostro amato Salento oltre la distanza del nostro naso. Contro ogni campanilismo gretto e crasso, sei un esempio di come si possa e si debba promuovere la propria terra!

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