Scrittori salentini

Leggere

di Luca Portaluri

leggo

Leggo per non restare da solo, in certi momenti della giornata, ma altre volte leggo per restare con la mia solitudine, beata lei e beato io; leggo per sembrare meno nudo, o meno vestito d’ignoranza, e d’altra parte leggo per tornare ad essere cosciente della mia limitatezza culturale e di quanto ho ancora da imparare leggendo. E non parlo solamente dei libri di testo, o dei libri che servono per studiare o lavorare, ma di tutti i libri, o giornali e riviste che si possono desiderare; l’essenziale è che si legga. Un saggio o un buon thriller, un periodico di cucina o un codice di procedura civile, poco importa: tutto serve a far si che il nostro cervello abbia quell’elasticità necessaria a comprendere il mondo, a ca(r)pirlo meno superficialmente. Non è vero che si vive una sola vita: io credo che leggendo si possano vivere anche le vite dei protagonisti dei romanzi iniziati, sognando con loro le avventure e i drammi che li toccano, o assaporando le gioie, condividere i dolori degli stessi; e poi  alcune (auto)biografie certificate e  non fasulle hanno lo spessore di un film su carta destinato all’oscar come miglior sceneggiatura originale, il che permette di (con)vivere la vita dell’autore del libro. Spesso il colore del mio mondo è più vivo o un mio sentimento è più pieno quando ho la possibilità di descriverli con più accuratezza: ecco, leggo quindi anche per aumentare la mia scorta di avverbi, il mio ventaglio di aggettivi qualificativi, il mio parterre di verbi.

Quanta malinconia affiora da un paragrafo o quanta allegria sgorga da alcuni frizzanti dialoghi tra due comprimari di un racconto; quanta profondità ha il mare semantico di un poeta e quanta forza propulsiva ha la corrente di parole di un pamphlet rivoluzionario, o che contrasta con il comune senso del pudore. E ancora quanto spettacolare può essere la descrizione di un paesaggio o di un ambiente, tanto da sembrare fotografati; e quanto dolce è notare le differenze con cui diversi scrittori riescono (o meno) a scandagliare l’animo di un personaggio del proprio libro rendendomi empatico nei suoi confronti.

Leggo per il piacere di leggere.

Si può leggere anche per non dover pensare, spesso: è uno stratagemma efficace per addormentarsi più serenamente e più’ facilmente; sì, o so, è una divagazione temporanea e il giorno dopo si ritornerà ad affrontare i problemi, le crisi e i malumori del vivere quotidiano, ma intanto si potrebbe scoprire di non avere mai provato un dolore (mentale) che un’ora di lettura non abbia dissipato. Godersi “La Gazzetta dello Sport” o “La Repubblica“, divorare “Il Quotidiano di Lecce” (digerirlo, quest’ultimo, forse è impresa ardua), vivisezionare “Libero” o “Il Giornale” (se non altro per non leggerli mai più…), rilassarsi con un classico della narrativa, istruirsi e appassionarsi con piccoli libelli riguardanti il proprio hobby, tutto ci permette di sondare la nostra capacità critica e di dar valore ai nostri gusti e desideri: perché leggere è la premessa del verbo selezionare; come per il cinema e il teatro, e tutte le forme d’arte, si legge quel che piace e si scarta quel che non piace o non interessa, almeno in questo caso, la selezione non è darwiniana e quindi non è né cruenta né ingiusta, anche se non naturale.

Flaubert ammoniva: “non leggete come fanno i bambini per divertirvi, o come gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere“. Appunto. Ma della vita non fanno parte (pregnante) anche e soprattutto il divertimento e l’istruzione?

3 pensieri su “Leggere”

  1. Certo! Luca Portaluri ha ragione quando asserisce l’importanza della lettura che, oltre a istruire, diverte. Condivido le sue considerazioni.
    Io leggo per puro diletto, leggo di tutto e vorrei ricordare che fino al secolo scorso l’analfabetismo (nella quasi totalità dei casi era involontario… era un’ignoranza forzata dalla povertà in cui la gran parte del popolo versava) a tante persone che volevano istruirsi, non ha consentito di realizzare la loro legittima aspirazione.
    Pertanto noi siamo dei fortunati… sì, caro Luca, credo che noi, nella nostra epoca, disponiamo di una grande ricchezza: possiamo attingere liberamente alle più diverse e innumerevoli fonti e forme di lettura per soddisfare la nostra sacrosanta fame di conoscenza o di semplice diletto! Un cordiale saluto e una stretta di mano da un salentino emigrato al Nord.
    Auguri di buone feste a te, stimato Luca e a tutti i lettori di questo stupendo sito.
    Marino Miccoli.

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