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Archive for agosto 2012

di Lorenzo De Donno

tombolo

– Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole lassù…, quell’estate le stazioni nazionali trasmettevano ripetutamente questa canzone, che risuonava in tutte le case, con la pessima qualità consentita dai piccoli altoparlanti delle radio casalinghe, nell’era prima dell’avvento dell’Hi-Fi. (altro…)

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di Katia Giannotta

Scuola italiana del XVIII secolo: Angelo custode olio su tela, cm 73×48,5

Mara non aveva mai amato i cimiteri, luoghi tetri e lugubri che la facevano rabbrividire e dove sentiva crescere l’angoscia ad ogni frase, colma di dolore, incisa sul freddo marmo dei mausolei. (altro…)

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liliana

Il romanzo La Contessa di Lecce di Liliana D’Arpe, edito da Lupo Editore (2012), è un racconto travolgente che si legge tutto d’un fiato. La scrittrice leccese è alla sua prima esperienza letteraria ma sin dal 2000 ha scritto diverse sceneggiature e commedie musicali andate in scena al teatro Politeama di Lecce con gran successo di pubblico e di critica. (altro…)

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Nell’attuale scenario politico-economico italiano si assiste costantemente a severi attacchi diretti al “sistema” che amministra il nostro Paese. Nessuno, però, ha la capacità di comprendere che per trasformare un’epoca, per far progredire la civiltà e per moralizzare una nazione non basta solo gridare contro un governo, così come usano fare alcuni mass-media di oggi, (altro…)

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Tutti i lavori che noi, poeti, artisti scrittori sia pure dilettanti, andiamo producendo e che mettiamo in vetrina chiedendo consensi e giudizi, cos’altro sono se non un bisogno d’affetto, comprensione, amicizia? (altro…)

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Un elegante vestito scuro ed una sottoveste color cremisi. Così Anna Bolena si avviò al patibolo, elegante e composta, e mentre pregava per il marito che la stava mandando a morte, trovò la forza di scherzare sull’abilità del boia e la sottigliezza del suo collo. (altro…)

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di Uzbeck
donferrante

“Preàti la zzita cu bballa, preatila cu sse stéscia”: la ragazza si fa pregare per cominciarea ballare, ma poi bisognapregarla che la smetta. Cosìrecita un vecchio detto popolare,come tanti non più in uso. (altro…)

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