Antropologia culturale, Eventi

La fine del mondo, l’inizio di una nuova era

di Donato Merico

bigb

 

“Un amore fondato sulla verità e sulla libertà, valori che si conquistano a caro prezzo, e dove la vita si confronta a più riprese col dolore e con la morte, per poter trasformare l’uno e l’altra in una creazione inedita di bellezza immortale. Un progetto di coppia, in forte contrasto con il modello contemporaneo, che solo può salvare l’umanità e il cosmo intero dal dissolvimento nel nulla e dalla perdita totale del senso della vita”.
Antonio Mercurio, Ipotesi su Ulisse, (2007)

 

Si conversa circa l’imminente fine di un’era esistenziale sulla Terra, che sarebbe dovuta avvenire verso il 22 dicembre di quest’anno, sconvolgendo ogni ordine sociale, politico, economico.

Questi sono tempi in cui la libertà, la verità, l’amore e la bellezza acquistano ogni giorno dimensioni effimere e pleonastiche in una fraseologia sterile e distante. Ecco perché lottare e resistere per affermare il proprio spazio esistenziale, dando aria ai polmoni e amore all’anima, significa affidarci al coraggio che soltanto la nostra adultità può infondere.

Agognare un futuro a misura d’uomo è auspicabile per persone che desiderano rapportarsi ancora con la natura che li circonda, nel rispetto reciproco di una sana convivenza.

E con forza e determinazione allontanare da sé la paura, l’arroganza, la sfiducia, l’odio che avvelena la nostra vita ed impedisce di crescere con progettualità finalizzate al proprio Sé.

E’ difficile riuscire a mantenere una condotta serena perché vi sono lungo la strada innumerevoli ostacoli che minacciano continuamente i nostri spazi e i nostri tempi e, come vampiri, i nostri simili tentano continuamente di succhiare energie personali, assetati di invidia distruttiva ed affamati di avidità sconfinata.

Solo un duro e scelto apprendistato personale può permettere ad ognuno di noi di accedere alla consapevolezza del Sé Personale e del Sé Cosmico.

Il bambino cresce nella pancia della madre e dopo nove mesi di lento e meraviglioso viaggio all’interno delle proprie cellule nasce conformato alla propria unicità, terminando la dimensione di feto e vedendo la luce come neonato, in fieri fine a se stesso.

La vita è continua trasformazione da uno stato biologico preesistente ad un altro più maturo ed organizzato, tale da favorire l’evoluzione della specie.

Tante sono le sirene che cercano di sedurci per imprigionarci in confini angusti vegetanti, in questi tempi dove l’etica è adombrata da un oscurantismo pregnante.

I popoli di ogni era sono stati sempre in grado di risvegliarsi dopo lunghi letarghi, che ne hanno rallentato la crescita evolutiva. E questo periodo sembra proprio un ciclo storico che si ripete, dopo oltre vent’anni di delirante onnipotenza masochistica, sprigionando un’energia sopita ed animando la  consapevolezza di tanti dormienti.

Spesso sono pochi uomini illuminati che accendono i desideri frustrati di tanti e, a mio umile parere, sono soprattutto le donne che stanno cominciando a considerare il loro potere creativo e lucente per donarlo agli uomini e permettere loro di uscire dalla caverna dell’ignoranza che li ha attanagliati per tanto tempo, impedendo di creare le condizioni migliori per incontrarsi.

Se la donna è felice, il mondo è felice, afferma Antonio Mercurio. La donna concentra un’energia ancestrale e cosmica che se sprigionata può contattare positivamente le anime di chi le circonda, aiutandole ad evolversi ed emanciparsi.

La madre può dare alla luce il figlio, ma ne può anche decretare la morte, per un dono della natura. A questo l’uomo si è sempre opposto con invidia ed ostruzionismo, apportando solo distruttività e deserto emozionale. Riconoscendo questo potere buono alla donna e, soprattutto riconoscendolo ella stessa, è possibile incontrarsi a livelli psichici ed affettivi sempre più profondi ed appaganti per una convivenza serena.

Credo che sia proprio questo il senso di questa profezia di fine anno, che incute paure ingiustificate, allontanandoci dal significato criptico che cela, invogliandoci ad aprire i cuori e non solo le menti, per com-prenderci nella coralità.

L’ecosistema è provato da continui insulti inquinanti, ed è giunto ad un livello di impregnazione di tossine che avvelenano ogni giorno l’aria, l’acqua, la terra e il cielo, per soddisfare ciechi interessi di pochi. Ma gli spazi appartengono a tutti e soltanto affrontando con umiltà la protervia del potere è possibile sfatare l’illusione megalomanica che imprigiona i cuori ipertrofizzando le menti.

Scegliendo consapevolmente la via della conoscenza personale è possibile accedere ad una serena pace con se stessi e con gli altri. Tutto ciò richiede disciplina, volontà e amore per sé per poter affrontare paure mostruose allucinatorie e persecutorie, che ci tengono prigionieri, sacrificando le nostre preziose potenzialità ai condizionamenti sociali, rendendoci burattini impotenti governati da fili invisibili tenaci e manipolatori.

Una nuova epoca esistenziale necessita di uomini e donne animati da sani proponimenti condivisi, pur mantenendo le personali differenze di genere, che si possono fondere in un’alchimia di intenti, contemplando il Sé Personale e Cosmico, finalmente edificando la casa dell’amore, della verità, della libertà e della bellezza seconda, ancora da costruire.

“ … Per ottenere quel miracolo, Kantu aveva dovuto usare in modo cosciente quel potere che ogni donna possiede dentro di sé, ma che molte hanno scordato di avere. Eppure quel potere è sempre lì, in attesa di essere liberato. Solo il sapere, la conoscenza,il coraggio d’osare e d’agire possono riscattarlo, esprimerlo ed elevarlo verso l’amore che non opprime. Il vero amore esiste solo nel momento in cui due esseri capiscono che l’Amore è dedizione, esperienza, conoscenza, e la Pachamama, come a voler benedire l’unione di questi suoi figli, li incoraggiò a volgere lo sguardo verso Venere, l’astro degli innamorati che brilla al di sopra di tutti gli altri.”
Hernan H. Mamani, La profezia della curandera,  (2009).
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Un pensiero riguardo “La fine del mondo, l’inizio di una nuova era”

  1. Bellissimo, questo scritto rappresenta per me un augurio a che possa nella mia vita e a chi lo desidera realizzare la propria vita come un’opera d’arte in una dimensione corale. Non sò quanto tempo ci impiegherò ma la meta è tracciata. Tanti auguri a Te, Donato, a Chiara e in Famiglia.
    A presto
    Antonio

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