Opinioni

Per un Natale migliore

Giotto: Assisi, Basilica della Natività
Giotto: Assisi, Basilica della Natività

Strano Natale in questo 2012. Ci aggiriamo per le strade di città falsamente addobbate a festa, ancora intontiti dalla caterva di tasse, bollette, scadenze, mutui, che quotidianamente ci assillano; è la nostra normalità. Quasi ci sembra un miracolo che tanta gente ancora ricerchi indaffarata chissà quale regalo; i più fortunati ancora lo fanno. Molti non più.

Eppure sono tanti gli entusiasti delle politiche montiane, tutto sommato convinti che non vi siano alternative, ignorando il fatto che solo chi ancora riesce a sopravvivere decentemente può dirsi appena soddisfatto di questo modello di governo. Ma c’è chi ha smesso di vivere e di sperare, chi non è più in grado di governare la sostenibilità del proprio modello di vita.

Distogliamo un attimo gli occhi dalle nostre case addobbate a festa e soffermiamoci a riflettere su quanta larga parte della popolazione italiana sia oramai precipitata indecorosamente al di sotto dei limiti di povertà; cosa significa essere al di sotto dei limiti? Non essere in grado di fare la spesa per esempio, ovvero pagare le bollette della luce, o anche non avere soldi per potersi riscaldare e arrivare a risparmiare persino sul consumo dell’acqua. Tutti servizi di prima necessità che non hanno soglie minime di erogazione democratica. Alcuni non hanno nemmeno questi problemi, la casa non ce l’hanno già più, sono in mezzo a una strada.

Sono in molti poi coloro che si mantengono a galla grazie all’operazione solidarietà sempre vigente fra famiglie e amici, mai come in questo momento necessari a sostenere la società civile di questo nostro povero, oramai sconquassato Paese. Ma fino a quando tutto ciò reggerà?

I mali di questo sfacelo sono più che mai evidenti quando in un modo o nell’altro siamo costretti a sbattere la faccia contro i limiti delle inefficienze pubbliche, contro quel groviglio inestricabile di non governo dei nostri soldi. Parlo delle amministrazioni comunali, di quelle regionali, della sanità. Non dimentichiamo mai che anche all’interno di queste istituzioni persone per bene lottano contro mediocri fannulloni che rubano i nostri soldi facendo finta di lavorare. Un modello di protezione ideologico indistinto mostra anche qui le prime evidenti crepe nel perpetuare un’organizzazione del lavoro basata su caste stratificate per livelli di precarietà differenti.

Occorre ripensare tutto e non è con la rigida matematica dei gerontocrati bocconiani che risaneremo le casse dello stato e al contempo le nostre. Non si riesce a concepire come dei cosiddetti ‘tecnici’ non conoscano il significato della parola ‘investimento’ ma solo quello della parola ‘taglio’.

E’ come se individuata una crepa nel solaio della nostra casa ci limitassimo a ignorare il problema a causa della scarsità delle risorse a nostra disposizione; un buon padre di famiglia in questi casi riparerebbe la crepa, poi magari affitterebbe una stanza per recuperare il debito, ma eviterebbe in questo modo che la casa gli crolli in testa.

A noi Italiani questo ragionamento minimo non è concesso, ci si limita a continuare a tagliare e a tassare, continuando a osservare quella crepa che inesorabilmente si continua ad allargare sopra le nostre teste; e se già larga parte della popolazione è precipitata al di sotto della dignità minima consentita, passi, non è cosa di cui ci si debba preoccupare; per questa gente, sono cose che succedono.

Buon Natale

6 pensieri su “Per un Natale migliore”

  1. Caro Gianfranco la tua profonda riflessione mi ha commosso. Siamo veramente giunti in quel punto di non ritorno dove tutto, per poter funzionare, deve essere ripensato. E’ vero quanto scrivi e credo che tutti noi, da oggi in avanti, dovremmo iniziare seriamente a formulare il futuro dei nostri figli. Questo Natale è uno dei più tristi, celato dalla falso pensiero che tutto -dopotutto- andrà meglio ma non è più così: bisogna mettere mano al nostro miglior genio e lavorare seriamente per la rinascita del nostro paese. Un buon Natale a te e a tutti gli amici di culturasalentina.it con la speranza che questo sia l’inizio di un nuovo cammino.

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    1. forse siamo a un punto di non ritorno, ma è giunta l’ora di iniziare a risalire la china, senza dimenticarsi però di chi rimane indietro e non ce la fa; questo Paese va ripensato ora, e va ricostruito da zero ripartendo da quella componente che più ci ha danneggiato in passato: la cultura

      buon Natale

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  2. La situazione descritta da Gianfranco purtroppo è vera e difficilmente digeribile. “Lo Stato siamo noi” andavo ripetendo tanti anni fa quando mi sobbarcai ad una breve esperienza politica. Oggi non so se riuscirei a dirlo ancora, perché orami lo Stato sono loro, i rappresentanti di una casta che opera in completa disarmonia con la funzione che dovrebbero espletare e non sono gli unici.
    La nostra povera Italia, la patria dei poeti e degli artisti, è stretta come in una morsa di una tanaglia a più braccia::

    Una classe politica incapace e corrotta;
    Una magistratura che spesso si disfa della toga per poter sedere sui più comodi scranni del parlamento;
    Una Chiesa che ha perduto di vista il suo alto mandato evangelico, per ingerirsi pesantemente negli affari di uno Stato libero e sovrano;
    Una criminalità organizzata che cresce di potere grazie alla connivenza con le altre forme di potere;
    Una legge elettorale che rende “de facto” inattuabile la nostra democrazia parlamentare;
    Una squadra di tecnici- professori che in un anno hanno distrutto la media e piccola borghesia attuando una lotta di classe al contrario e arrogandosi il diritto di educare le “masse” tagliando indiscriminatamente stipendi e pensioni ma lasciando inalterati disgustosi privilegi dei più ricchi e potenti.
    Vincenzo auspica che il nostro “genio” intervenga a sanare questa assurda situazione. Io sono pessimista, Le migliori menti sono nascoste nei posti dove si lavora davvero, dove si ha l’entusiasmo per la ricerca, per la crescita culturale, per la conoscenza, per la solidarietà. Dove lo trovi oggi un politico che abbia oggi queste doti? E, se c’è, come potrà mai emergere irretito in un apparato burocratico che ci opprime e ci soffoca?
    Scambiamoci pure gli auguri di Buon Natale con un sorriso forzato e con un soffio di speranza che, si dice, sia l’ultima a morire. .

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    1. sono d’accordo con te Dino, purtroppo sono pessimista anch’io, non foss’altro perché vivo nella convinzione che la mala politica altro non è che lo specchio della società in cui viviamo; ma come giustamente ricordi tu siamo obbligati ad avere speranza;
      buon Natale con un sorriso sereno e tanta speranza

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  3. Caro Gianfranco, il tuo riferimento alle caste stratificate mi ha fatto venire in mente il concetto ideologico della giustizia distributiva di John Rawls, un filosofo americano (e non un pensatore comunista cubano), che affermava la necessità di livellare verso l’alto la distribuzione dei beni delle popolazioni meno abbienti… Eppure, credo che tutti i gerontocrati bocconiani e persino le ineffabili signore dalle lacrime di coccodrillo dovrebbero conoscerlo, il pensiero di questo grande professore di Harvard. Quanto alla sanità, caro Gianfranco, chi ha vissuto dentro per 40 anni fa fatica a spiegarsi come mai si predichi da un lato la volontà di reingegnerizzare i servizi e di abolire tutti i privilegi, ma si continui dall’altro a mantenere in vita costosissimi (e pericolosissimi, per la salute dei pazienti) micro-ospedali con 40 posti letto, privi dei servizi essenziali; per non parlare dell’avvilente comportamento di vera e propria deportazione ad Auschwitz delle pochissime grandi menti di cui dispongono le ASL che, per non creare ombra ai tribuni di qualche inviolabile casta, vengono ineffabilmente trasferiti in servizi a minore impatto sulla gestione diretta dell’azienda sanitaria… E questi fatti mi sconfortano, perché sono comuni al Nord come al Sud del Paese e, purtroppo, anche a destra e a sinistra, in termini di schieramenti politici. Il temutissimo 21 dicembre non ha portato nessun cambiamento. M i associo perciò all’augurio di Vincenzo che il Natale e l’inizio del nuovo anno possano segnare l’inizio di un’inversione di tendenza e di un nuovo cammino, più giusto e solidale. Buon Natale!

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