Poesia

Esistenze anfibie

© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela)
© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela)

Con lo sguardo proteso nel buio
spettrale del nulla;
nell’attesa fremente d’un raggio
di luce improvvisa,
non t’accorgi che il mare t’avvolge
nel vortice scuro,
alla guisa d’un’umida Atlantis,
travolta in abissi.
C’è bisogno di te sulla terra:
lo dicono in tanti!
I tuoi figli, gli amici, la gente
ne hanno bisogno,
com’anch’io, se ci penso un po’ su.
Reciprocità:
ma che strano concetto, eppur vero,
perché fuso con l’animo umano,
perenne connubio.
Dimensioni d’ambìti segreti,
da sempre bramati
ghigliottina dell’umanità:
Cavallo di Troia,
tenebroso richiamo alla voglia
di riconoscenza,
al terreno sublime dei sogni,
sopita speranza
di chi giace nel mondo del vago
ma in cerca di pace;
di Platone il maestro agognava,
scrutando nel cielo,
a seguir le mutevoli forme
di nubi fuggiasche,
ma inoltrandosi nella palude.
Esistenze anfibie:
sordi e fallaci richiami
di mondi lontani;
improvvise folate di vento,
crudele flagello
per chi brama soltanto d’amare
la sua primavera,
la stagione dei fiori olezzanti
d’essenza di vita.
Esistenze anfibie:
cagione di storie desolate,
d’incontri perduti,
d’assurde fughe verso l’ignoto,
senza più valori;
‘ché, smarriti negli immensi spazi,
davvero si è soli.

2 pensieri riguardo “Esistenze anfibie”

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