Scrittori salentini

Voyage

di Titti De Simeis

fffffsd
Claude Monet, “La Gare St Lazare”, Parigi 1877
… oltre i vetri, sul ciglio di uno sguardo. Luci e velluto d’aprile, immagini rétro su fondo stellato, voci d’interni e profumi di tovaglie, bianche di farina e racconti. Fermo tra i binari silenziosi, un treno di vagoni spenti e tendine di carta, nel rosso di un incrocio e in un fischio distratto.
Rimetto in moto a volume pieno, il paese da lontano si nasconde tra i rami scoloriti in un cielo di luna, zaffiro irraggiungibile di una fermata senza arrivi …

2 pensieri su “Voyage”

  1. Un brano di Titti De Simeis costringe sempre ad un’intensa attività neuronale. Impossibile fermarsi alla sola, impeccabile, estetica quando si è travolti dai messaggi, palesi o celati da metafore dalle innumerevoli interpretazioni. E quando termina, il silenzio dei punti di sospensione non è meno efficace delle parole e ti costringe ad andare, oltre…

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