Saggio

La sessualtà e i neuroni specchio

Eduard Manet: Le Déjeuner sur l’herbe, Musée D’Orsy, Parigi

In un forum che frequentavo anni fa, due amiche discutevano sul meccanismo della sessualità e sulla sua  facile trasformazione  in “scambio commerciale”. Io vorrei aggiungere qualcosa a completamento delle loro spiegazioni che, devo riconoscere,  erano  molto oculate e dotte, ma trascuravano di spiegare come il sesso nell’uomo non sia soltanto una risposta a stimoli chimici, tattili od olfattivi come negli animali, ma invece un coacervo di sensazioni, messaggi, percezioni, che implicano dei meccanismi tuttora in fase di studio, i principali dei quali io individuerei nei “neuroni specchio”.

Queste cellule scoperte di recente  con l’ausilio di ricercatori italiani (Giacomo Rizzolatti), sono neuroni che si attivano  sia quando compiamo  un’azione, sia quando osserviamo un’azione  compiuta da altri (in particolare tra animali della stessa specie). Il neurone dell’osservatore “rispecchia” quindi il comportamento dell’osservato, come se stesse compiendo l’azione egli stesso. Questi neuroni sono stati scoperti prima  nelle scimmie  osservando la loro capacità imitativa  poi in alcuni uccelli e finalmente  nell’ uomo. Nell’uomo sono localizzati nell’area di Broca (della parola) e nella corteccia parietale inferiore del cervello e questo comporta la capacità, tutta umana, di simulare a distanza anche le parole emesse da una persona cara. Si può portare come  esempio quello della madre che silenziosamente muove le labbra all’unisono con quelle del figlio, che stia recitando una poesia in pubblico. Insomma una manifesta dimostrazione di empatia tra persone che si amano.

Sono  così altamente specializzati questi neuroni, da riuscire in pochi secondi ad informarci  se una persona appena conosciuta ci piace o no,  se la desideriamo o se dobbiamo temerla, se vorremo conoscerla meglio o tenerla a distanza. I neuroni specchio  sono  insomma responsabili dell’empatia che caratterizza la razza umana,  una manifesta attrazione  tra persone che si ammirano a vicenda.  Se così non fosse, se l’uomo non fosse un animale sociale, se non  si aiutasse vicendevolmente oltre a farsi la guerra, la razza umana sarebbe estinta  da tempo, come sarebbe estinta se non ci fosse questa forte attrazione tra sessi diversi, talmente forte che, a mio avviso (ma è una considerazione personalissima), la natura ha dovuto provvedere a creare l’omosessualità  per frenare  il pericoloso incremento demografico. Questa attrazione è dovuta anche all’azione dei  neuroni specchio a completamento di quegli altri stimoli  chimici ed olfattivi filogeneticamente più antichi. Sul sesso mercenario mi pronuncerei come un variante della sessualità spontanea che, specialmente se condita da sentimenti di vero amore, produce effetti molto benefici sull’organismo e un piacere veramente  esaustivo perché coinvolge insieme  il corpo e la mente. Naturalmente ci sono molte varianti individuali e generalizzare è sempre pericoloso ma  io ritengo che le cose siano messe  in questo modo.

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