Personaggi, Racconti

Dante

di Giorgio D’Aurelio

Dante

Firenze, anno 1293

Tanto gentile e tanto onesta pare

La donna mia quand’ella altrui saluta,

Ch’ogne lingua deven tremando muta,

E li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va sentendosi laudare,

Benignamente d’umiltà vestuta;

E par che sia una cosa venuta

Da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,

Che dà per li occhi una dolcezza al core,

Che ‘ntender no la può chi no la prova:

E par che da le sue labbia si mova

Uno spirito soave pien d’amore,

Che va dicendo a l’anima: Sospira

Così, un pomeriggio, Dante andava verseggiando sotto uno dei tanti porticati di Firenze, vicino all’Arno, leggendo ad alta voce e collaudando il suono della sua ultima poesia, compiaciuto di averla finalmente conclusa. Continua a leggere “Dante”