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Archive for luglio 2013

Ipotesi intorno alle decorazioni sulle paraste binate, delle chiese dell’ Incoronata e de La Rosa, a Nardò

di Paolo Marzano

Rosa e corona

La Rosa e la Corona visibili nelle soluzioni dei collarini-festoni scolpiti (applicati) sulle paraste binate delle chiese dell’ Incoronata e de La Rosa di Nardò

La commistione dei linguaggi e dei segni che questa terra ha saputo fondere, rielaborare e tradurre, conferma maggiormente la presenza di connessioni ed evidenti assonanze compositive interessanti, ritengo, ancora tutte da scandagliare. Si tratta di una riproposizione delle caratteristiche stilistiche, recuperate e adottate utilizzando diversi materiali e sperimentando così approcci totalmente differenti dalla materia comunicativa, rispetto agli ‘oggetti primi’ della serie (H. Focillon – Vita delle forme). (altro…)

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di Luigi Panico

brigante e damaPer spiegare esaurientemente gli innumerevoli motivi che fecero scoppiare con tanta violenza, nelle province del mezzogiorno d’Italia, quel fenomeno passato alla storia con il termine di brigantaggio meridionale post- unitario, richiederebbe molto più spazio di quanto può consentirne questa pagina. (altro…)

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Biagio Magliani: Ulivo

Biagio Magliani: Ulivo

…ed io dovrei partire, per giungere dove?
laggiù era notte prima che facesse buio,
ci salutavamo con un cenno dell’anima (altro…)

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di Paolo Marzano

Place Publique de la Ville de Nardò (Neretum), Abraham Louis Ducros, acquerello, 1778

Place Publique de la Ville de Nardò (Neretum), Abraham Louis Ducros, acquerello, 1778

“Place publique de la ville de Nardò (Neretum)”. E’ titolato così l’acquerello di Abraham Louis Ducros del 1778. La scoperta di nuove tracce che testimoniano il passato di una città, affascinano e incuriosiscono, specialmente, gli appassionati di queste tematiche. D’altronde, rappresentano visioni, ma anche prove di una storia che con il tempo, stratifica modi di vivere, emozioni, usi, costumi e sensazioni che la città regala.

Si tratta di un disegno importante e carico di informazioni che coincidono, in parte, con la realtà odierna, e che, se analizzato a fondo, evidenzia particolari molto interessanti.

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Statua di Santa Cristina nella chiesetta omonima

A Gallipoli ci sono feste in ogni stagione, feste d’ogni genere, sacre o profane, sia che il libeccio sanguinario prema contro le antiche mura, e sembra quasi sospingere  l’isola contro la terraferma, sia che l’estate trasformi la città,  come avviene ormai da secoli,  in un grande teatro a cielo aperto, in una sorta di  bazar orientale,  dove “una folla variopinta  – scrive   Gigi Scorrano –  celebra se  stessa e il proprio vitalismo”. (altro…)

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Mons. Cuccarollo in una foto d'epoca

Mons. Cuccarollo in una foto d’epoca

L’arcivescovo Cornelio Sebastiano Cuccarollo resse l’arcidiocesi di Otranto tra il 1930 e il 1952, nel difficile arco temporale che abbraccia gran parte dell’era fascista e il primo dopoguerra. Il suo lungo episcopato è uno dei più contraddittori nella plurimillenaria storia dell’arcidiocesi idruntina. Uomo di santa vita, fra Cornelio da Mussolente era un cappuccino di origine veneta, traslato a Otranto dalla diocesi dauna di Bovino. Una caratteriale impulsività lo condusse in più occasioni a scelte pastorali discutibili e a contrasti interni ed esterni alla sua sede.

Una delle questioni più scottanti è quella riguardante la lotta del Cuccarollo all’impiego religioso di manufatti artistici in cartapesta leccese. Il suo manifesto programmatico è contenuto nella disdicevole lettera inviata nel 1933 a mons. Spirito Chiappetta, presidente della Pontificia Commissione centrale per l’Arte Sacra. È alle porte la 1ª settimana d’Arte Sacra per il clero, organizzata a Roma per l’ottobre dello stesso anno.
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di Dino Licci

Paolo Veronese, Venere e Adone, olio su tela, Madrid, Museo del Prado - da Wikipedia

Paolo Veronese, Venere e Adone, olio su tela, Madrid, Museo del Prado – da Wikipedia

Nell’antica Grecia vigeva un tempo un mito che ricorda vagamente la nostra Pasqua intesa come rinascita, risveglio della natura e  della primavera.  Per rendercene conto dobbiamo attingere ad un’opera enciclopedica  vergata da  James Frazer: “Il Ramo d’oro”. (altro…)

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