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Archive for settembre 2013

di Paolo Marzano

Continuando a ruminar visioni d’arte

Altare del Purgatorio (pozzo) di San Patrizio

Altare del Purgatorio (pozzo) di San Patrizio

Le descrizioni delle opere analizzate, sia dell’impostazione delle strutture sceniche e sia dei loro ricercati dettagli, vanno a completare e probabilmente a ri-aggiornare, quelle numerose componenti artistiche di riconosciuta portata culturale per le diverse città salentine. (altro…)

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di Mina Borrelli

Karl Pavlovich: Ritratto del conte Perovsky (lo scrittore Anton Pogorelsky) – olio su tela, 136×104, The State Hermitage Museum

Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare. Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice “IO DEVO” questa grave domanda, allora costruisce la sua vita secondo questa necessità. (…) Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. (…) Guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita.
Rainer Maria Rilke da ”Lettere a un giovane poeta”

Quella domanda iniziale, proposta da Rainer Maria Rilke, ha il sapore di una domanda “esistenziale”. (altro…)

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Giuseppe De Nittis: L’amazzone al Bois de Boulogne, (1874 -1875 Olio su tela)

Fervìa, scattariscjiannu, an tra ddru vasu
E troni e furmini li ‘ssiane ‘e ‘ntru nasu
‘U core sou feritu minava sangu’ viu:
Ddra storia l’era ccisu, de veru, santu Ddiu! (altro…)

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di Brizio Montinaro

Pasquale Scarciglia: Qui Salento (Olio su tela 70×120 cm)

…”Il futuro dell’architettura è legato ad una diversa interpretazione della realtà, al successo di ideali diversi; ad una più profonda coscienza sociale e ad una maggiore integrità individuale. Solo a queste condizioni potrà essere promossa quell’integrazione, di un intero popolo con la sua terra, che, da una realtà economica mistificante, condurrà verso la libertà, mentre il lavoro, il denaro, la terra, gli edifici non saranno più intesi come puri oggetti di speculazione”…

1953, F.Ll.Wright (1867-1959)

F.Ll.Wright visionario e geniale architetto, scomodo per la storiografia ufficiale ma cannibalizzato ad uso e consumo dalla cultura ufficiale nei momenti di transizione, non ha mai smesso fino all’età di 91 anni di sognare il suo futuro realizzando opere di architettura che hanno dato linfa vitale a più generazioni di uomini e progettisti. (altro…)

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Il Geco

Studiare la Natura in tutte le sue espressioni è quanto di più edificante e istruttivo possa esserci. E le varietà degli animali, la diversità dei loro recettori sensoriali, il loro misterioso linguaggio e comportamento, mi affascinano e sconcertano. Anche il mondo degli insetti riserva incredibili sorprese  e  basta osservare la società delle api o delle formiche per capire  come essi siano dotati di un’intelligenza e di un’organizzazione sociale a volte veramente invidiabili. (altro…)

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Gabriella De Donno

© Gianfranco Budano: I colori della storia

Scaricare le foto, alleggerire la memoria: il rituale, a vacanza finita, è sempre lo stesso. Trasferire da strumento a strumento, creare cartelle da datare e da riporre. “Visualizza come presentazione” e in un attimo sullo schermo del pc tutto si amplifica. I pixel ingigantiscono momenti che sono già ricordi, fino all’ultimo scatto, il click al Castello di Corigliano illuminato dalla luna.

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Caravaggio, Narciso (1594-'96). Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica

Eisoptrofobia. È questo il complicatissimo vocabolo clinico che indica la paura degli specchi, quella persistente e ingiustificata fobia dell’oggetto in quanto tale e del vedere la propria immagine riflessa in esso. Naturalmente presente in qualche soggetto, può però derivare anche da una particolare esperienza traumatica vissuta nel corso della fanciullezza. Questa stravagante patologia, infatti, si configura assai spesso come il punto di convergenza tra psicosi e superstizione, proprio come si può riscontrare in un’antica credenza popolare salentina. (altro…)

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