Poesia

Giaccio fra tre strati di te

di Gabriella De Donno

© Mimmo Anteri: Trafittura (acrilico su tavola, cm 85x85)
© Mimmo Anteri: Trafittura (acrilico su tavola, cm 85×85)

Giaccio fra tre strati di te:
Filo indiano di seta
A comporre le mie vesti funerarie,
Pietra lavica dell’amata Trinacria
E riappacificante quarzo rosa.
Giaccio, anima sola,
Sepolta in verticale
Nel fosso che ho scavato
Con le mie stesse mani,
Rubando roccia
Al limitare del sentiero
Di Borgo Pescatori,
Impastando salsedine e unghia.
Voglio starmene dritta
A guardare questo mare,
Qui dove nessuna paura
Può soffocarmi ancora.
Date al mio corpo altra sepoltura”.

2 pensieri su “Giaccio fra tre strati di te”

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