Cultura salentina

Ho preso carta e penna

di Lucia Accoto

Ritratto di Aliosha de Pari (poeta)
Antonella Meloni Shikanu, “Ritratto di Aliosha de Pari (poeta)” – (2009), olio su tela

Ho preso carta e penna.

L’ipad faceva perdere il profumo dell’attimo. Su un foglio ho scritto la scaletta dei mie prossimi viaggi. L’ho piegato per bene e l’ho messo in borsa. Quel foglio ha la rotondità del mondo, della vita, delle cose da vedere, delle lettere scritte per marcare un desiderio.

Ho preso carta e penna.

Perché i desideri vanno anche fermati con l’inchiostro e vederlo poi sbiadito con il tempo mi permette di capire quanto tempo passa dall’idea, dalla sostanza, dalla concretezza a quello dei profumi, dei ricordi. Ecco allora la rotondità delle lettere, delle parole. Un cerchio che ha un inizio ma mai una fine anche se ricongiungessi le due estremità.

Quel foglio non sarà la fine.

4 pensieri su “Ho preso carta e penna”

  1. Ecco. In queste parole c’è il senso vero, profondo, dello scrivere. Prendendo spunto da una frase di Vecchioni da una sua canzone, ho scritto una cosa che avrei pubblicato più in là ma che ora mi vien voglia di pubblicare perchè si avvicina in un certo modo, almeno nel sentire, a quello da te detto. Con simpatia Isabella

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  2. Niente paura, dei i più bei ricordi, noi, impacchettiamo (senza saperlo) l’atmosfera (i pubblicitari lo sanno, ma vi spiego il loro punto debole) le cui password di accesso, per inserire i ‘dati’ nella mente, sono gli odori, i sapori, i colori, le cose, le persone che ci circondavano e il suono dell’intorno che ci accoglieva. Utilizzando solo e soltanto il carico “visivo”, contemporaneo (quello dell’accecamento come dice P. Virilio) non basta, perchè facilmente ri-aggiornabile e la velocità di questo processo, facilita l’oblìo dell’informazione. Ecco perchè alle immagini, di solito, per evitare di dimenticarle, vengono ormai pedissequamente allegati stati pietosi, esplosioni di rabbia, atti miserabili o veri e propri shock visivi di immani e molteplici tragedie. Solo violenza gratuita scelta come metodo o becero tentativo indifferente al tempo dell’assimilazione della nostra mente, che risulta molto più sofisticata, degna di più considerazione e riguardo. Perciò le nostre “password”, quelle legate alla sensibilità (quindi ai sensi), non sono replicabili, nè minimamente raggiungibili. Per me, “la realtà dei ‘media’, continua a rendere (parecchio) media, la realtà” … e io, lo scrivo con una penna sul mio diario.
    Il brano di Lucia Accoto è, semplicemente … rivoluzionario!

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  3. Finalmente una prosa “prosa” , senza forzati e facili sdolcinamenti , così invischiata nel presente/futuro epperò così assetata di radici per nulla ancorate alla retorica !

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