Racconti, Scrittori salentini

Riflessi

di Lorenzo De Donno

http://www.massimorovereti.it/
Massimo Rovereti, “Davanti al bar” (2010) – olio su tela

Ero riuscito ad evitarlo per un lungo tempo, tanto che ormai mi ero convinto che non sarebbe più accaduto che ci incontrassimo e che fossimo costretti a parlarci. Continua a leggere “Riflessi”

Poesie, Scrittori salentini

Ti ho cercato

di Giuly

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R. Baldecchi, “Sono sola” (2012) – olio su tela
http://www.artslife.com

Ti ho cercato

in tutte le piccole cose

che il tempo

meravigliosamente ha trasformato

Continua a leggere “Ti ho cercato”

Opinioni, Scrittori salentini

Sei ignorante

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Non perché tu non abbia studiato o non ti sia fatto una cultura. Forse solo perché non hai avuto amica l’esperienza, non l’hai avuta maestra, i libri sono stati solo un mezzo per istruirti restando, tuttavia, lontano dalla realtà, senza masticarla e assimilarla, né condividerla per ‘crescere con’.

Continua a leggere “Sei ignorante”

Poesie, Scrittori salentini

Li Martiri su’ Ssanti

di Franco Melissano
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Quandu sbarcara Turchi a ffrotte a frotte

fuscira li Spagnoli intra na notte;

ma forte se mantinne tutt’Otrantu

pe’ ggiurni e ggiurni: resta quistu vantu. Continua a leggere “Li Martiri su’ Ssanti”

Architettura, Arte, Pittura

I Fasti e linguaggi sacri di Francesco Danieli

E le “Note antiquarie” (come ipotesi di ricerca)

ANTIQUARIA

La storia dell’arte non può che esercitarsi sul temporalmente impuro, modificando lo schema epistemico della storia e riconfigurando presente e passato. L’immagine, ha spesso, più memoria e più avvenire di colui che la guarda

Georges Didi-Huberman, in Storia dell’arte e anacronismo delle immagini – Bollati Boringhieri 2007

di Paolo Marzano

Francesco Danieli, nel suo ultimo lavoro Fasti e linguaggi sacri, racconta con parole semplici una delle caratteristiche fondamentali e sempre più emergenti, della Terra d’Otranto. Continua a leggere “I Fasti e linguaggi sacri di Francesco Danieli”

Gastronomia, Poesie, Scrittori salentini, Tradizioni

Genesi della festa della municeddha

di Elia Stomaci
moniceddha

Alla memoria di Antonio De Lumè, Grande Socio Fondatore

Sta sentu cuntare, ultimamente,

gente diversa ca se minte n’vista,

cu ‘na faccia nu picca insulente

e aria superba ‘mmoscia la crista. Continua a leggere “Genesi della festa della municeddha”

Scrittori salentini, Tradizioni

I riti della settimana santa

I riti della Settima Santa nel Salento e la rivalsa del laicato prima del Vaticano II

©Gianfranco Budano: Gallipoli, riti della settimana santa (2013)

L’attività confraternale, nel Salento dei secoli passati, era ordinariamente silenziosa e velata da un’aura di impenetrabilità. Allo stesso modo però, una volta all’anno, essa diveniva – allora come oggi – appariscente e frenetica, chiaramente improntata a pubblica teatralità. I riti della Settimana Santa, infatti, sottraevano i confratelli e i loro ermetici cerimoniali al riserbo iniziatico inevitabilmente proprio di ogni cerchia corporativa. Le paraliturgie laiche di quei giorni, inoltre, costituivano l’attesa rivalsa del popolo sull’accentramento clericale, restituendo ai fedeli un protagonismo cultuale normalmente negato.

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Saggio

L’Alcesti di Euripide

« Il tempo ti consolerà: non è più niente chi muore »

Museo Pio Clementino: Marmo, copia romana da un originale greco. ca. 330 d.C.

Con queste alate parole, Alcesti, la moglie devota resa immortale dal genio di Euripide, saluta il marito, cui si sacrifica per donargli la vita. In effetti  sarà salvata da Ercole come vedremo, ma il gesto resta ad esempio di una grande virtù muliebre.

Ma andiamo per gradi seguendo dall’inizio la trama della famosa tragedia che, sull’esempio di Eschilo,  si compone di :

un Prologo che da inizio alla rappresentazione;

un Parodo che introduce il coro,

gli Episodi, la parte dialogante degli attori;

gli Stasimi, che servono a separare i tanti episodi.

Il prologo ci racconta che, quando Zeus uccise Asclepio, figlio di Apollo, come punizione per aver egli osato resuscitare i morti con il suo talento medico,  Apollo per vendetta massacrò i ciclopi, che avevano forgiato i fulmini di Zeus e per questo  fu condannato dagli altri dei ad una pena particolare: sarebbe dovuto diventare per nove anni il servitore di un umano e scelsero come suo temporaneo “padrone” Admeto, re di  Fere in Tessaglia e figlio del re Fere, da cui la città prese il nome. Admeto era noto per la sua  ospitalità e per il suo senso di giustizia, sulla quale io nutro dei forti dubbi esaminando come si svolsero i fatti raccontati da Euripide. Continua a leggere “L’Alcesti di Euripide”

Saggio

Da San Cesario di Lecce alle Riduzioni gesuite del Sud America

PADRE ADRIANO FORMOSO (1601-1649)

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Immagine: “Vade retro”, stampa del XVIII secolo che rappresenta padre Daniele, un gesuita che si specializzò nella conversione degli indiani d’America, mentre ferma con il crocifisso un gruppo di irochesi che assaltano la sua missione. L’immagine rappresenta bene le difficoltà incontrate dai missionari nel processo di evangalizzazione

Il 24 marzo 2014 ricorreva il 365° anniversario della morte di Padre Adriano Formoso nella riduzione gesuita di Itapua Encarnacion, attualmente Posadas in Argentina. L’ho ricordato con un mio post su Facebook dello stesso giorno. Da quattro anni mi interesso del gesuita salentino, scoperto per caso in un libro che stavo consultando nell’archivio di Stato di Porto Alegre, capitale dello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul. In verità l’autore lo segnalava come nativo di Leche, annoverandolo fra gli italiani che si erano distinti per cultura e l’opera di evangelizzazione degli indios Guarani stanziati nelle foreste e lungo i fiumi di un territorio che oggi è suddiviso fra il Brasile, Continua a leggere “Da San Cesario di Lecce alle Riduzioni gesuite del Sud America”

Recensioni

All’ombra dell’ulivo con Antonella Manni

All'ombra dell'ulivo 21-La bambina

In Barnum, Alessandro Baricco narra del bambino che da grande voleva fare il benzinaio. “Il benzinaio? Che stupido, pensavi. E invece no. Era un poeta e in modo incomprensibile a noialtri, il meno stupido di tutti.Era uno che, ancora con le braghe corte, già sapeva annusare il profumo del mito. Lo vedeva, là dove noi vedevamo solo un distributore, e puzza di benzina e mani sporche. Lui vedeva il mito”. Continua a leggere “All’ombra dell’ulivo con Antonella Manni”