Cultura salentina

“San Dumasi” e “li santi lumi!”. Una tipica espressione salentina

Un esempio inerente la sfera della spilorceria. La canna fumaria non è dipinta solo nel lato rivolto verso il vicino con cui ii proprietario è in contrasto. ''Oh, san Dumasi!''
Un esempio inerente la sfera della spilorceria. La canna fumaria non è dipinta solo nel lato rivolto verso il vicino con cui ii proprietario è in contrasto. ”Oh, san Dumasi!”

Tra i modi di dire del Salento, uno dei più ricorrenti cela l’influsso esercitato per secoli dai frati domenicani: l’invocazione a «San Dumasi» / «Santu Dumasi», perché dispensi a chi ne abbia bisogno «li santi lumi», ovvero i lumi dell’altissima intelligenza teologale di Tommaso d’Aquino (1225-1274), testimoniata soprattutto dalla brillante produzione scrittoria del Doctor Angelicus.

«Li santi lumi o li quattru lumi!», ripetevano fino a qualche anno fa genitori, nonni e in genere persone adulte con un ruolo educativo auspicando i quattro lumi attorno alla bara, ovvero la morte, qualora il soggetto in questione avesse continuato ad agire senza usare il cervello.

I santi lumi di Tommaso d’Aquino, nella cultura popolare di Terra d’Otranto, sono utili a districarsi nelle difficoltà dell’esistere o aiutano ad evitare di commettere imprudenze e dabbenaggini in varie sfere della vita di ogni giorno:

 

  • SFERA DEL PERICOLO. Ad esempio, una nonna urlerebbe d’istinto «Oh Santu Dumasi!» vedendo il proprio nipotino infilare il ditino in una presa elettrica.

 

  • SFERA DEL PUDORE. Ad esempio, un gruppo di bizzoche, notando in chiesa una giovane donna dagli abiti succinti, commenterebbe coralmente «Ah, li santi lumi!».

 

  • SFERA DELLA SPILORCERIA. Ad esempio, scuotendo la testa davanti ad un regalo da quattro soldi ricevuto per un evento importante, una donna esclamerebbe «Oh, Santu Dumasi!».

 

  • SFERA DELL’INCOSCIENZA. Ad esempio, vedendo impennare un giovanotto in moto, una passante gli borbotterebbe «Ah, li santi lumi!».

 

  • SFERA DELLA DISCIPLINA. Ad esempio, convocata a scuola a causa di una nota per cattiva condotta del proprio figlio, una mamma (di qualche anno addietro) sbotterebbe «Oh, Santu Dumasi!».

 

  • SFERA DELLA POLITICA – BENE COMUNE. Ad esempio, guardando in TV le squallide bagarre che quasi quotidianamente avvengono in Parlamento, un’anziana telespettatrice salentina auspicherebbe «Ah, li santi lumi!».

 

Sintomatico, tanto per restare in tema, un episodio telematico di qualche anno fa, il 2007 per la precisione, che fece boom di click sul motore internet YouTube nel Salento e non solo. Un ragazzo riprese in un video amatoriale, a sua insaputa, un arzillo nonnetto salentino cui era stata appositamente sabotata la betoniera (l’attrezzo a centrifuga impiegato per impastare il cemento), proprio per registrarne la reazione. Il vecchio, dando sfoggio delle peggiori bestemmie, bersagliò ripetutamente e con veemenza proprio «San Dumasi d’Aquinu», dimostrando un inconsapevole collegamento tra chi aveva avuto il cervello così leggero da fargli quel dispetto e il santo dei lumi intellettuali. Segno di una metabolizzazione popolare delle qualità protettorali di competenza dell’Aquinate, note anche da un bestemmiatore, di certo poco avvezzo alla pratica cristiana e alla frequentazione di una chiesa.

Una chicca da consegnare alla comunità, quella riportata in queste poche righe. E un tributo da parte di un bambino – oggi adulto – cresciuto a botta di “santi lumi” e di “san Dumasi”.

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