Poesia

Sogni di osteria

di Jose Pascal

© Pasquale Urso
© Pasquale Urso

Uno dopo l’altro al calar del sole
facevan capolinea nella chiassosa piazza,
barattando le proprie braccia
al maggior numero di danari.
Quando scendeva la fredda notte
e tremavano i lampioni,
si riversavano nelle osterie nebbiose.
Un mazzo di carte ed un quarto di vino
li bastavan a scaldare il cuore.
Nessuna pretesa per il giorno a seguire
solo la gioia di poter lavorare.


Ci prima e ci dopo
allu calare de lu sule
i furesi ‘nchiune a chiazza
cercannu fatica.

E quannu scinnia a friddha notte
e trimavane e lucerneddhe,
i sciurnatari trasiane intra e puteche ‘nfumicate
de sicarette, sicari e pippe.

Nù mazzu de carte e nù quartu de mieru
bastavane cu scarfane u core.

Nuddhu pinsieri pe lu giornu a vvinire
sulu a cuntentezza cu ponnu faticare.

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