Saggio

Giuliano d’Elena: Cristocentrismo (parte 3/3)

di Stefano Previtero

Giuliano d'Elena: L'urlo
Giuliano d’Elena: L’urlo

Cristocentrismo: la Teologia della Madre

Il volume, pubblicato nel 2006, raccoglie per la prima volta in un unico testo, tutti i contributi di riflessione teologica e filosofica, a firma di Giuliano D’Elena, apparsi sulla rivista mensile “Nuovo Spartaco” a partire dal 2001 per cinque anni (oltre al “numero unico” della stessa rivista edito nel 1990).

Con questo lavoro l’autore indaga e cerca di analizzare lo stretto rapporto che esiste tra Maria, Madre di Dio, e la Chiesa. Infatti senza Maria, “cordone ombelicale tra la terra ed il cielo”, non avremmo avuto Gesù e senza il sacrificio di suo Figlio non avremmo avuto la Chiesa.

La teologia della Madre, o Cristocentrismo, pone Cristo al centro della storia in quanto Dio-Uomo che rappresenta gli ultimi ed i sofferenti, libera dalle oppressioni fisiche e mentali, difende i sentimenti, le emozionalità e la vita, come la Madre gli ha insegnato.

Gesù infatti è stato formato da Maria ma Maria stessa è stata pensata e partorita dalla Volontà Trinitaria del Supremo.

Purtroppo, anche all’interno della stessa Chiesa, il patriarcalismo – che è pensiero settario, esclusivista, separatista unilaterale e sessista (con la stessa negatività del matriarcalismo) – ha fatto trionfare sempre un’idea di Dio vista al maschile, nascondendo completamente il Dio-Madre concepito con la fantasia creatrice di una donna.

Il patriarcalismo deve così essere sostituito dal Cristocentrismo (che è il principio messianico che pone la Persona – come uomo e donna – al centro della Storia) poiché risulta ampiamente superato agli occhi dell’evoluzione coscienziale e spirituale delle creature umane del terzo millennio.

Cristocenrismo significa sviluppare il valore della persona affinché venga responsabilizzata a scegliere secondo libertà di coscienza, sul metro della cultura democratica e sulla base della parità dei sessi. Cristo è il liberatore sociale, invita ad un mondo futuro in cui ognuno è portato ad agire senza confini psicologici, senza riserve di privilegio, senza divisioni settarie di tribale intendimento naturalistico e biologi stico.

La venuta di Cristo sulla Terra è dunque davvero “vino nuovo in otre nuovo” (Mt. 9,17) che trasforma il naturalismo dell’acqua nella cultura dello Spirito cosciente e vivo, che non agisce più per comportamenti abitudinari ma per libera volontà di scelta che non opera più per convenzione esteriore ma per convinzione interiore.

Il Cristocentrismo apre una Storia Nuova basata sul Vangelo, in cui l’importante non è dominare ma amare, non vincere ma essere, non competere ma condividere, in una dimensione culturale e civile in cui si afferma il servizio e non il potere, cercando sempre l’uguaglianza fra diversi e mai la discriminazione devastante in funzione della forma del corpo (uomo-donna).

Poesie (Parole di Carne)

Raccolta, pubblicata nel 2007, composta da trentatré componimenti che coprono gli anni compresi tra il 1987 e il 2006 (a riprova del fatto che l’attività poetica di Giuliano D’Elena è cominciata ben prima della pubblicazione della raccolta “La Fede, La Forza e La Poesia”), singolarmente e differentemente datati, ma assemblati con un numero d’ordine che non implica alcuna successione cronologica o una suddivisione interna a sezioni o parti differenziate.

Nella premessa l’autore, programmaticamente, stabilisce che la Poesia, frutto di pazienza, umiltà e silenzio, deve avere come scopo e fine l’umano e che alla stessa è sufficiente la sapienza del cuore per manifestarsi. Il vero Poeta è dunque colui che senza pregiudizi, preclusioni o discriminazioni, si lascia guidare dall’affetto e dalla sincerità fino a giungere alla spoliazione totale della propria anima, che è capace di offrire versi fatti della propria stessa carne, “crudeli come la consapevolezza della propria diversità, sensibili come le braccia affamate d’affetto”, ma che al contempo interpretano le tensioni coscienziali di una intera epoca (“Non usate parole/ di carta o di vento,/Usate le parole dei/fatti concreti, parole/di sostanza e di servizio,/usate parole che amano/e che costruiscono ponti/ e tutti vi capiranno”).

In questo modo le parole diventano lo stesso corpo sofferente del Poeta che parla.

Relazione di coppia: crisi o evoluzione?

Relazione dell’omonimo convegno tenutosi a Taviano il 27 novembre 2008. L’autore, prima di entrare ne merito della discussione, offre una lunga elencazione delle varie forme di violenza subite ogni giorno dalla donna nella nostra contemporaneità. Successivamente cerca di indagare sulle cause di fondo che hanno determinato una scissione mentale così radicale tra maschio e femmina. Tali cause sono essenzialmente riconducibili a tre categorie.

Vi sono in primo luogo “cause naturali o antropologiche” che costituiscono il punto di partenza della diversità “visibile” tra uomo e donna, ovvero la struttura fisiologica diversa dei due corpi. Da questo punto di vista tutto sembra adattarsi al maschio, perché interagendo in una società della forza e della materialità, il maschile muscoloso vince sulla femminile psiche sentimentale. La mente femminile, per evitare di essere annientata, ha imparato a difendersi recuperando il proprio spazio creativo con sottigliezze comportamentali e rendendo molto più complesso il proprio mondo interiore. Questa repressione dell’elemento femminile è durato fino al momento del passaggio all’attuale civiltà dell’immaterialità ovvero della conoscenza e dell’estetica, in cui la selezione del vincitore non la fa più la forza ma la finezza dello spirito e la sensibilità psicologica, ovvero tutte doti dell’essere donna.

Tra le “cause culturali” che hanno tenuto sottomessa la donna al maschio vi è senza dubbio l’influenza del pensiero religioso occidentale, delle tre religioni monoteiste, che hanno fatto a gara per colpevolizzare la donna fin dall’origine del mondo.

Infine, tra le “cause psicologiche”, vi rientra principalmente il fatto che la donna diventa fisicamente madre, pagandolo sulla carne del proprio corpo, e ciò procura alla partoriente della vita condizioni mentali ed attese esistenziali che l’uomo non potrà mai capire né provare.

Di conseguenza la donna-madre prova una realizzazione totalizzante nel sentirsi compartecipe dell’essenza creatrice dell’universo che costituisce il valore umano più grande.

Viceversa l’uomo, escluso da tale compartecipazione, cerca compensazione nel “parto” manipolativo del reale esterno, dedicandosi alla produzione visibile del possesso di cose, di titoli, di gradi gerarchici e di vittorie competitive su avversari immaginati.

Il breve saggio si chiude con un omaggio alla pazienza delle donne, detentrici di virtù speciali e produttrici dei sentimenti del mondo.

Dichiarazioni d’Amore a Dio (Teologia del corpo e dello spirito)

Raccolta, pubblicata nel 2010, di mille “aforismi del cuore” e brevi pensieri scritti da Giuliano D’Elena a partire dal 2000.

Benché costruita per frammenti, l’opera presenta un carattere unitario che si delinea attraverso dei temi principali quali lo sviluppo della coscienza, il dono dello Spirito, la teologia del Corpo (inteso come immagine di Dio che partecipa della resurrezione), il rapporto tra dolore e amore, l’unità tra materia e spirito, tra progetto ed oggetto, tra corpo e mente.

Una unità che diventa armonia, necessaria alla costruzione ed allo sviluppo dell’umano alla luce dell’insegnamento di Gesù, figura scomoda che attraversa la storia imponendo un cambio di passo a ogni uomo ed invita a non rimanere tiepidi o neutrali rispetto alla Sua parola.

Il Cristianesimo nella società (scritti di sociologia contemporanea)

Con questa opera, realizzata nel 2013, Giuliano D’Elena cerca di trasferire i suoi studi dalla teoria alla pratica, portandoli sul campo del vissuto di ogni giorno, dell’analisi della Polis (la “città”, organizzata in modo che tutti i cittadini partecipino al governo della comunità) e della Societas (gruppo umano as-sociato in particolari strutture di relazioni gerarchiche con precise regole di comportamento).

La domanda di fondo è la seguente: la proposizione del perfetto (il Cristianesimo) è applicabile come sistema di vita all’imperfetto quotidiano (la Società)? In altre parole: è possibile realizzare una reale civiltà del vivere in comune (con valori culturali e morali indirizzati al rispetto e riguardo verso la sacralità di ogni singola persona) sulla base dell’Umanesimo Cristiano?

Da sociologo l’autore, affinando l’indagine sotto forma di vera e propria costruzione compositiva, ha suddiviso l’opera in tre parti; una Pars Destruens ovvero “la società perdente”, la Soluzione ovvero “il Cristianesimo come valore umano e divino” ed una Pars Costruens ovvero “la società vincente”.

Nella “Pars Destruens” vengono rivelati tutti i limiti e le conseguenze nefaste delle utopiche città perfette (o ideali) così come di volta in volta elaborate nel corso della storia dell’uomo, a motivo del fatto che si è preteso di inglobare in una idea assoluta, perenne ed immutabile il fattore umano che, all’opposto, è in perpetuo divenire.

L’eternità nei fatti umani non può esistere così come, parimenti, un modello sociale eterno.

Le idee concretamente più sagge risultano essere quelle che fanno i conti con le condizioni del reale fisico dell’uomo e dei suoi bisogni primari. Invece tutte le idee astratte ed idealistiche, che si sono dichiarate perfette ed assolute nel rendere preordinata, sistematica e schematica la vita sociale dell’uomo, si sono rivelate storicamente fallimentari, pericolose e violente.

Segue una analisi delle caratteristiche del potere oggi, in qualsiasi forma esso si manifesti, e dell’impietosa società contemporanea, oligarchica e basata sul potere finanziario, che prospera nell’incultura (cultura di morte), nella disinformazione videocratica, nell’obbedienza acritica, nel populismo conformista e nei dis-valori di mercato.

La seconda parte dello studio, intitolata “la Soluzione – il Cristianesimo è valore umano e divino” prende piede da una semplice constatazione: anche nel credere non bisogna mai smettere di pensare. Questo capitolo, infatti, nell’analizzare a fondo le divisioni interne alla Chiesa e tra i Cristiani condanna apertamente la gestione del potere religioso così come esercitata dai vertici della gerarchia religiosa e ne individua la causa in quello che l’autore definisce “il dramma dellaChiesa”, vale a dire quel compromesso devastante dell’avere il fine spirituale di diffondere la Parola ma di essere anche corpo fisico e monumentale, apparato organico da conservare e preservare.

Secondo Giuliano D’Elena, infatti, nel momento in cui una qualsiasi confessione cristiana prova ad omologare il Messaggio Apostolico (che per sua essenza è scandaloso, controcorrente) alla mentalità del vivere corrente (che, al contrario esige la formulazione di un rapporto contrattuale con il Divino) pur di salvaguardare la conservazione del sistema religioso, in qual momento viene tradito il messaggio portato dal Vangelo.

Un’altra situazione particolare sottesa al Cattolicesimo, così come a tutte le confessioni cristiane, è quella di dover mediare tra l’Antico Testamento e la Buona Novella, tra una idea di Dio tutto sentenzioso, punitivo, giudiziario ed impositivo (Dio di Potere) ed il Dio delNuovo Testamento, del comandamento d’Amore, del Cuore misericordioso (Dio di Servizio).

La soluzione invocata nel titolo del capitolo è da ricercarsi nello stesso Vangelo, che intende il potere come puro servizio da rendere al prossimo, e nella necessità, per la Chiesa, di “tornare a Francesco”, di essere missionaria, pura rivelazione dell’Incarnazione.

Il Cristianesimo, infatti, dev’essere interpretato come Umanesimo Divino (coniugare la finalità divina con l’epifania umana) che utilizza la forza e la volontà del cuore per costruire un mondo nuovo, deve essere pensato come atto di salvezza e non sacrificio, deve essere considerato non come una religione (adempimento formale) ma come fede di sostanza, vita reale convertita e spesa per servire gli ultimi (vangelo operativo).

Il Cristianesimo è pura avventura dello Spirito, è un viaggio intimo di scoperta di se stessi, è uno sguardo nello specchio impietoso della propria nullità.

L’ultima parte del testo, denominata “Pars Costruens – la società vincente ovvero il Cristianesimo presente”, parte dalla necessità del relazionismo filosofico-cristiano nella regolazione dei rapporti tra gli uomini per sostituire al “contratto” “l’affetto”, una sorta di filosofia aperta perché somma di relazioni in divenire.

In questa prospettiva, il migliore dei mondi possibili verrà prodotto semplicemente avendo il senso del reale e della concretezza, comprendendo che il mondo va accettato così com’è senza idealizzarlo e senza averne orrore. La multi espressività umana si caratterizza per la diversità di scelte, modi di essere, di pensare e di vivere. La Fraternità cristiana deve essere la guida verso la realizzazione di una società giusta e vivibile: semplicemente ogni persona cosciente deve operare per il bene comune, cercando di migliorare la condizione di vita di tutti.

Dal punto di vista collettivo, quindi, l’armonia sociale sarà frutto dell’equilibrio corpo-spirito (armonia comportamentale e psichica) dei propri cittadini, un equilibrio mutevole e concreto, che non assimila il preconcetto della superiorità dell’idea rispetto all’esperienza sensoriale.

È necessario saper sviluppare un “cuore che pensa”, rivolto al Bene, nella certezza che il Bene provoca l’imitazione del fare.

Opere letterarie pubblicate

  • Vocabolario salentino della lingua tavianese dialettale antica (1987)
  • L’arte è mutabile ma non evolvibile (1989)
  • Dio non è perfettissimo (1990)
  • Riflessioni sull’essere (riflessioni filosofico-poetiche sull’arte, Dio e la società) (1993)
  • La fede, la forza e la poesia (1995)
  • Il gioco-giogo del reale (la mia estetica) (1996)
  • Il Vocabolario di Dio (2000)
  • Cristocentrismo (la Teologia della Madre) (2006)
  • Poesie (parole di carne) (2007)
  • Il Normalismo Estetico (2008)
  • Relazione di coppia: crisi o evoluzione? (2008)
  • Dichiarazioni d’Amore a Dio (2010)
  • Il Cristianesimo nella società (scritti di sociologia contemporanea) (2013)

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