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Archive for gennaio 2016

Sogno 

Fra i tanti misteri che affliggono l’umanità o che la stimolano alla ricerca, c’è quello dei sogni che molti considerano il tratto d’unione tra il mondo dei vivi e quello dei morti (altro…)

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foto

 

Alla memoria dell’amico Fernando Guida

 

 

La Cultura è indubbiamente lo strumento al quale fare affidamento per tentare di risolvere le annali e multiformi problematiche che affliggono il nostro Paese. (altro…)

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Commentari – Sull’alterazione e il consumo delle ‘voci’, nell’arte

copertina

di Paolo Marzano

 

“Ragioniamo”, disse Guglielmo. “Cinque stanze. Quadrangolari o vagamente trapezoidali, con una finestra ciascuna, che girano intorno a una stanza eptagonale senza finestre a cui sale la scala. Mi pare elementare. Siamo nel torrione orientale, ogni torrione dall’esterno presenta cinque finestre e cinque lati. Il conto torna. La stanza vuota è proprio quella che guarda a oriente, nella stessa direzione del coro della chiesa la luce del sole all’alba illumina l’altare, il che mi sembra giusto e pio. L’unica idea astuta mi pare quella delle lastre di alabastro. Di giorno filtrano una bella luce, di notte non lasciano trasparire neppure i raggi lunari. Non è poi un gran labirinto. Ora vediamo dove portano le altre due porte della stanza eptagonale. Credo che ci orienteremo facilmente.”

Tratto da Il nome della rosa cap. II

di U.Eco, Bompiani, Milano 1980

 

Questi miei appunti traggono nuovi motivi di ricerca, da alcune considerazioni già trattate che, in altre pubblicazioni, hanno trovato sviluppo, ma non l’effettiva completezza. Ne è conseguito un necessario approfondimento, utile ad arricchire e allo stesso tempo, integrare le tesi esposte, secondo un procedimento di confronto e deduzione, unicamente diretto a tratteggiare quel complesso approccio dell’individuo alla comprensione e all’interpretazione dell’opera d’arte. Nella serie di ‘incursioni’ descrittive e ri-descrittive che ho ritenuto adeguato, recuperare e ri-aggiornare, prendo in considerazione tutte quelle componenti adatte a costituire uno strumento di accesso, all’argomento oggetto dello studio (l’opera d’arte), per ricavarne motivo di maggiore ponderazione e di ulteriore ragionamento, nel dibattito su degli episodi artistici intorno ai quali (secondo me) c’è ancora troppo silenzio. La forma di comunicazione scelta, espone la ricerca seguendo brevi trattazioni, discutendo il tutto, come fosse il ‘corpo’ di ben circostanziati “commentari” contemporanei. Sono dunque frammenti, tessere, piccoli brani di “storia delle arti” (come sostengo da tempo si possano chiamare le argomentazioni affrontate e dibattute) che qui distinguo come un insieme di chiare ‘voci’, appartenenti a quel paesaggio, un tempo identificato, con il nome di “Terra d’Otranto”. (altro…)

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Grondaie

Grondaie è il risultato di uno scambio di SMS in versi fra i due autori, una forma sperimentale di dialogare in poesia e quasi improvvisando. In corsivo sono stati ripostati i versi di Nella Piccinno; in tondo quelli di Cesare Minutello.

Frank Weston Benson: Summer 1909

Nella Piccinno

Maí stata una roccia
la mia anima frana
su ginocchia piagate
da preghiere inascoltate.

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Come un pittore

di Jose Pascal

Su questa pagina bianca
mi ritrovo a comporre
scompigliate parole. (altro…)

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foto

  1. Era il tempo in cui tutto sembrava possibile:

 

“Quel mondo che non esiste più – continua Pasquale Vitagliano -, Apollonio ce lo racconta in presa diretta, stretto ma non costretto tra rievocazione letteraria e testimonianza storico-civile. Ci fa rivivere un passato mitico con una grande capacità plastica. Questa è l’eredità del grande giornalismo di costume degli anni ‘50 e ‘60, che si portava per mano Proust e Sergio Leone”.

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Nicola Apollonio
1. C’era una volta…

Ovunque si andasse, si aveva l’impressione che la città fosse continuamente in festa. Lo strillone di Paese Sera, piccolo e grasso, faceva la spola tra Largo Goldoni, via Condotti e piazza di Spagna sventolando il giornale con la notizia esclusiva della principessa Soraya Esfandiary Bakhtiari, seconda moglie dell’ultimo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, che diventava attrice di cinema”.

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