Poesia, Poesie

Lecce, la verde maliarda!

di Antonio Sagredo

Lecce Palazzo Turrisi
©Gianfranco Budano: Lecce Palazzo Turrisi

Lo spartito di una gorgiera sfogliavo di sghimbescio
dalla periferia del mio sangue ai sobborghi della tua carne.
Con la smorfiosa latrina del tuo cuore petulante giocavo
per una manciata di ceri, di letanie – e di rosari!

Era di magenta il tuo clitoride, come una reliquia notturna
che sotto l’occhio di bue brillava più di un’armilla di corallo!
Era un preludio di Sibelius questa scissura di note biforcute,
il pulsare di un orgasmo invernale che ciondolava dai balconi.

E la città, maliarda gesuita, sproloquiava da pulpiti d’avorio:
legni incarnati, svolazzi di palpebre, labbra dei confessionali!
Canti di cartapesta sgualciti dall’insonnia eretica!
Nicchie indiscrete delle giravolte!

Pietra dei respiri! Alito di cariatidi mefitiche!
La taranta dilata le narici della lingua!
Nella notte messapica stiletti di orbite lupesche:
un addio ad ogni crocicchio, un arrivederci ad ogni trivio!

Vermicino, 11-15 gennaio 2007

2 pensieri su “Lecce, la verde maliarda!”

  1. Notevolissimi versi che entrano a gambe levate nella materia stessa del barocco con tutti i suoi risvolti che dall’attorcimento tufaceo fino alle nicchie mariane non hanno tregua. Certo è che sono versi mai uditi nella poesia salentina e che vanno oltre i poeti salentini da: Comi a Bodini, Pagano, De Dominicis, S. Paolo, Saponaro, Bene, da Toma e per finire alla Ruggeri, e tant’altro. Soltanto versi salentini ? Non credo… vanno oltre e al di là e che per la forma, la musica, la sonorità ecc. non hanno eguali… e questo solo un assaggio perché penso che Sagredo abbia decine di gioielli da proporci; ed è alquanto sintomatico che esca dal cilindro salentino soltanto oggi! Vagabondando per internet scopro che già da alcuni anni è parecchio noto, e sul blog milanese “Poliscritture” di Ennio Abate sono pubblicati versi straordinari; la medesima cosa per il blog romano “L’ombra delle parole” di Giorgio Linguaglossa. Propongo io, da modesto amatore di poesia, che quanto prima che venga invitato Sagredo a Lecce, ( luogo che conosce fino alle lacrime, come diceva Mandel’stam di Pietroburgo) da qualche associazione culturale. In futuro, quando avrò meglio conosciuto, nelle mie modeste capacità critiche, la poesia di Sagredo spero di poter dire di più. Intanto plaudiamo a questi versi.
    Claudio Della Porta

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  2. Credo, anzi sono convinto che la regione Puglia dovrebbe essere grato a questo suo poeta e permettere ad Antonio Sagredo di pubblicare un proprio libro di poesia sostenendone le spese, perché Sagredo è un poeta di livello nazionale e internazionale che dovrebbe essere adeguatamente conosciuto e diffuso. Perché la sua opera è un bene nazionale, e quindi pubblico, e deve essere a disposizione di tutti.

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