Architettura, Arte, Recensioni, Storia

Viaggiatori e liberi muratori a Maglie in uno studio di Pier Francesco Liguori

di Vincenzo D’Aurelio

copertina

Nel Settecento la moda del Gran Tour, anche sulla generale spinta data dall’Illuminismo alla cultura europea, raggiunge il suo apice. Non solo i figli dell’aristocrazia ma anche quelli della ricca borghesia iniziarono i loro viaggi istruttivi attraverso l’Europa al fine di acquisire quella cultura cosmopolita particolarmente utile ad una classe destinata, una volta rientrata in Patria, ai più prestigiosi impieghi pubblici, militari e burocratici. È di questo periodo l’interesse crescente per i viaggi diretti in Italia essendo ritenuta la terra della cultura classica e, soprattutto, per la ricchezza di testimonianze archeologiche; è di quegli anni, ad esempio, la scoperta dei siti di Pompei ed Ercolano. Molti grand-tourist compilarono dei diari di viaggio i quali hanno contribuito a un’ampia produzione letteraria che, contemporaneamente, sarà affiancata da un’altrettanta vasta produzione figurativa. Schizzi, incisioni, acqueforti e stampe ritrarranno i paesaggi più caratteristici dell’Italia e, di lì a poco, si avrà un crescente interesse per il Meridione e, specialmente, per i luoghi che furono quelli della Magna Grecia.

Uno dei testi più noti, in quattro volumi, scritto in seguito a un Gran Tour nell’Italia meridionale, è quello curato dal francese Jean Baptiste Claude Richard, Abbé de Saint-Non, (1727-1791) dal titolo Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicilie e pubblicato per la prima volta a Parigi negli anni 1781-86. Nella tavola XXXI del III° volume, ovvero nella parte dedicata a Le voyage ou circuit de la partie méridionale de l’Italie appelée anciennement Grande-Grèce, è inserita una veduta della città di Maglie (Le), eseguita nel maggio del 1778 dal famoso artista francese Louis Jean Desprez (1743-1804) e che lo stesso nomina Vue du Borg ou Village de Moglié dans la Terre d’Otrante. In essa è visibile un paesaggio cittadino nel quale spiccano, tra una febbrile attività di operai intenti a realizzare un edificio, la Colonna e la chiesa della Madonna delle Grazie, il campanile e la chiesa Matrice. Questa tavola – l’originale è attualmente posseduta dall’Accademia di Belle Arti di Stoccolma – ha destato l’interesse di diversi studiosi di storia locale – anche perché l’incisione è stata il soggetto per una produzione di preziose ceramiche in flow-blue – i quali hanno abbondantemente approfondito sia gli aspetti artistici e sia quelli storici della realizzazione del Desprez ma ulteriori  novità sono emerse da uno studio del magliese Pier Francesco Liguori (1959), antropologo e membro di prestigiose istituzioni scientifiche italiane e straniere, intitolato Viaggiatori e Liberi Muratori. Una nuova interpretazione della veduta settecentesca di Maglie realizzata da Louis-Jean Desprez per il Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicilie (Ed. Ananke, Torino 2016 pp. 107).  L’idea di Liguori, come facilmente desumibile dal titolo, è che nella veduta l’autore abbia inserito elementi riconducibili alla simbologia della Massoneria. La supposizione è suffragata da numerosi indizi che, secondo l’autore, trovano il loro ideale collocamento in quell’ambientazione scenica caratterizzata proprio da muratori impegnati nel trasporto e nella squadratura delle pietre da costruzione. Una veduta, quella di Maglie, il cui modello rappresenta anche una rarità nell’ambito dello stesso “Voyage” poiché, a differenza delle altre che frequentemente descrivono i luoghi sullo sfondo di un’attività umana più rilassata poiché legata al gioco, al pascolo, al passeggio di nobildonne, alla fine di una pesca in mare, questa è invece intrisa di lavoro, di dura fatica fisica che si estranea dal contesto dell’architettura monumentale della città – ovvero proprio dal soggetto artistico caratterizzante il vedutismo della descrizione figurativa prodotta durante i Grand Tour –   per fissarsi, invece, nell’opera di realizzazione di un comunissimo palazzotto. È questa stranezza che induce a intravedere nell’incisione del Desprez una sorta di invito a leggere la realizzazione con occhi diversi, a penetrare nel disegno per evincere un messaggio all’apparenza nascosto ma, in realtà, ben chiaro a chi padroneggia il linguaggio simbolico della Libera Muratoria.

Vastissima è la letteratura sul tema della Massoneria ma non sempre essa corrisponde alla verità storica e perciò esplorare nelle pieghe del suo passato può indurre facilmente in errore. Per tale motivo le fonti devono essere vagliate e comparate con serietà scientifica come ha fatto Liguori che ha sviluppato una tesi ben aderente alla storia locale e a quella più generale. Gli studiosi di memorie patrie, ad esempio, hanno sempre sospettato e documentato, malgrado la penuria di fonti, che a Maglie la Massoneria abbia avuto un ruolo non indifferente e specialmente quando membri di essa confluirono nella Carboneria. L’autore, pertanto, sulla scorta di queste rare informazioni riscopre la figura di Oronzio De Donno seniore (1754-1806), fervente magliese legato alla Massoneria partenopea che costituì, sul fine del Settecento, una loggia a Maglie legata a Vincenzo di Sangro Principe di Sansevero. È proprio il De Donno, secondo Liguori, il collettore tra la Massoneria partenopea e il credo massonico magliese dal quale, probabilmente, scaturisce quel significato specifico contenuto nella veduta di Maglie che, tra l’altro, si scopre essere stata realizzata da artisti, come lo stesso Desprez o il capospedizione Dominique Vivant De Non (1747-1825), legati alla Massoneria. Il lavoro del Liguori è affascinante perché stimola a ricercare ancora per fondare maggiormente quella che è per ora, anche se molto plausibile, un’ipotesi e per evincere quali furono i rapporti tra Maglie e le società segrete, il ruolo da esse ricoperto nell’ambito della vita cittadina, la sfera degli interessi e delle influenze che un uomo illustrissimo e potente come Oronzio De Donno seniore poteva trarre da Napoli e irradiare nella sua terra di nascita.

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Un pensiero riguardo “Viaggiatori e liberi muratori a Maglie in uno studio di Pier Francesco Liguori”

  1. Vorrei avere maggiori informazioni su Pierfrancesco Liguori, magari una biografia, un numero di telefono, una sua mail, Grazie.
    I suoi scritti mi affascinano e vorrei interloquire.

    Mi piace

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